Dopo incontri, scambi di corrispondenza, comunicati e
interviste, i fratelli Franco Antonio e Alessandro De Francesco, titolari della
De Francesco Costruzioni srl, hanno diffidato formalmente il Comune di Termoli
a sottoscrivere entro 30 giorni (cioè entro il 25 aprile) il contratto per la
realizzazione della finanza di progetto popolarmente detta del Tunnel; superato
tale termine, promettono un diluvio giudiziario: «l’esecuzione forzata del contratto, che comporterà anche un aggravio di
spese a carico della finanza pubblica, con relativa segnalazione alla Corte dei
conti; la condanna in sede penale per le fattispecie di reato conseguenti al
rifiuto nel compimento di atti del proprio ufficio; il risarcimento di tutti i
“danni subiti e subendi”», ipotizzati in svariati milioni.
Per loro sfortuna, i fratelli De Francesco sparano con
una pistola ad acqua. Ho illustrato in precedenti articoli le ragioni per cui
De Francesco Costruzioni potrebbe aspirare al massimo al rimborso delle spese
di progettazione, per responsabilità precontrattuale del Comune, ma che molto
probabilmente non otterrebbe neanche un centesimo (si legga https://antennatermoli.blogspot.com/2025/02/il-sindaco-balice-rinnega-il-grande.html
). Per i pigri o gli indaffarati, mi limito qui a ricordare che il Comune di
Termoli è uscito vittorioso da due analoghi e recenti procedimenti giudiziari,
relativi alla sua presunta responsabilità precontrattuale. Il primo contenzioso
è quello sorto con Nidaco Costruzioni, per la realizzazione di un parcheggio
sotto Piazza Sant’Antonio - aggiudicato, ma non realizzato - dove l’impresa chiedeva
milioni e non ha ottenuto assolutamente nulla (Consiglio di Stato, Sezione IV, sentenza
1460/2014), in base al principio che il silenzio-inadempimento non può essere
invocato riguardo agli atti generali dell’amministrazione. Il secondo
contenzioso ha interessato l’annullamento della finanza di progetto relativa al
cimitero, dove l’aggiudicataria Cosvim ha ottenuto poche migliaia di euro di spese
extra per una relazione geologica e per la relazione di verifica di
assoggettabilità a VAS del progetto (Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza
1502/2024).
A quanto già detto e scritto aggiungo ora altri
argomenti, non trattati in precedenza. Quando De Francesco Costruzioni ha
presentato la proposta di finanza di progetto, ha dovuto allegare tra le tante
carte anche un Piano economico finanziario (PEF), asseverato il 28/09/2015 da
Ria Grant Thornton spa. A distanza di quasi 10 anni, quel PEF è ancora
attendibile? Il quadro economico finanziario (QEF), che prevedeva un
investimento di 19 milioni, salito poi a quasi 20, non può essere più quello di
allora, visto il tempo trascorso e l’impennata dei costi dell’edilizia. Di
conseguenza, il PEF ed il QEF dell’epoca hanno perso ogni validità. Si aggiunga
che tra le fonti di finanziamento sono spariti anche i 5 milioni del Fondo di
sviluppo e coesione 2007-2013, in quanto il 10/10/2022 Francesco Roberti, all’epoca
sindaco di Termoli, ha chiesto alla Regione Molise di riprogrammare quei 5
milioni sulla realizzazione di un parcheggio multipiano in Piazza Donatori di
sangue (protocollo 63322/2022).
Nel frattempo i fratelli De Francesco hanno affrontato
importanti difficoltà economiche e finanziarie, tanto che nel 2021 essi hanno
chiesto ed ottenuto dai tribunali di Isernia e di Chieti il concordato
preventivo, rispettivamente per De Francesco Costruzioni srl e per Cimitero San
Franco srl (Francavilla al Mare). I due fratelli, mentre cercano di tenere a
galla le società esistenti, ne creano di nuove: Arta Costruzioni srl in Italia e,
con sede legale a Barcellona ed operativa a San Salvo, GRE Development sl, Gibor
Service sl, Sviluppo Europa sl, ASIW (una finanziaria). Tutte queste nuove
imprese - amministrate da Franco Antonio De Francesco o da sua moglie - sono
coordinate da Ati-Pangea, anch’essa basata a Barcellona e operativa a San
Salvo. A che pro la costituzione di questa girandola di imprese italo-catalane?
De Francesco Costruzioni e Cimitero San Franco sono tornate in bonis?
Infine le due società appena citate, più Arta
Costruzioni, i fratelli De Francesco, la consorte del maggiore dei due ed altre
persone, sono sotto inchiesta penale per presunti gravi reati, connessi all’ampliamento
del cimitero di Francavilla al Mare. Gli atti appena depositati dagli
inquirenti parlano di interramento nel cimitero di 15.300 metri cubi di rifiuti
speciali, anche con soppressione di due cadaveri, rimossi ed interrati insieme
ai rifiuti, di frode in pubbliche forniture, di corruzione. A breve la Procura
della Repubblica di Chieti deciderà per il rinvio o l’archiviazione, ma se il
procedimento dovesse essere avviato, pur sussistendo la previsione di innocenza
fino a prova contraria, l’amministrazione comunale di Termoli non potrebbe
rischiare di sottoscrivere un contratto con un’impresa che potrebbe risultare
colpevole di gravi reati.
A mio avviso la diffida di De Francesco Costruzioni è da respingere comunque, perché, come ha affermato di recente l’attuale sindaco Nico Balice, «un braccio di ferro legale non deve indurci a stravolgere Termoli»; inoltre, l’amministrazione comunale può farlo del tutto a cuor leggero, in quanto la “pistola giudiziaria” brandita dai fratelli De Francesco spara ad acqua.
Bravo Pino, condivido pienamente. È ora di finirla con questa pagliacciata per la quale, come da te riportato nel testo, già la giunta Roberti aveva richiesto la rimodulazione della sola somma per il parcheggio di Piazza Donatori di sangue. Ti saluto con stima ed affetto.
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