giovedì 27 marzo 2025

La pistola ad acqua dei fratelli De Francesco

 

Dopo incontri, scambi di corrispondenza, comunicati e interviste, i fratelli Franco Antonio e Alessandro De Francesco, titolari della De Francesco Costruzioni srl, hanno diffidato formalmente il Comune di Termoli a sottoscrivere entro 30 giorni (cioè entro il 25 aprile) il contratto per la realizzazione della finanza di progetto popolarmente detta del Tunnel; superato tale termine, promettono un diluvio giudiziario: «l’esecuzione forzata del contratto, che comporterà anche un aggravio di spese a carico della finanza pubblica, con relativa segnalazione alla Corte dei conti; la condanna in sede penale per le fattispecie di reato conseguenti al rifiuto nel compimento di atti del proprio ufficio; il risarcimento di tutti i “danni subiti e subendi”», ipotizzati in svariati milioni.

Per loro sfortuna, i fratelli De Francesco sparano con una pistola ad acqua. Ho illustrato in precedenti articoli le ragioni per cui De Francesco Costruzioni potrebbe aspirare al massimo al rimborso delle spese di progettazione, per responsabilità precontrattuale del Comune, ma che molto probabilmente non otterrebbe neanche un centesimo (si legga https://antennatermoli.blogspot.com/2025/02/il-sindaco-balice-rinnega-il-grande.html ). Per i pigri o gli indaffarati, mi limito qui a ricordare che il Comune di Termoli è uscito vittorioso da due analoghi e recenti procedimenti giudiziari, relativi alla sua presunta responsabilità precontrattuale. Il primo contenzioso è quello sorto con Nidaco Costruzioni, per la realizzazione di un parcheggio sotto Piazza Sant’Antonio - aggiudicato, ma non realizzato - dove l’impresa chiedeva milioni e non ha ottenuto assolutamente nulla (Consiglio di Stato, Sezione IV, sentenza 1460/2014), in base al principio che il silenzio-inadempimento non può essere invocato riguardo agli atti generali dell’amministrazione. Il secondo contenzioso ha interessato l’annullamento della finanza di progetto relativa al cimitero, dove l’aggiudicataria Cosvim ha ottenuto poche migliaia di euro di spese extra per una relazione geologica e per la relazione di verifica di assoggettabilità a VAS del progetto (Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza 1502/2024).

A quanto già detto e scritto aggiungo ora altri argomenti, non trattati in precedenza. Quando De Francesco Costruzioni ha presentato la proposta di finanza di progetto, ha dovuto allegare tra le tante carte anche un Piano economico finanziario (PEF), asseverato il 28/09/2015 da Ria Grant Thornton spa. A distanza di quasi 10 anni, quel PEF è ancora attendibile? Il quadro economico finanziario (QEF), che prevedeva un investimento di 19 milioni, salito poi a quasi 20, non può essere più quello di allora, visto il tempo trascorso e l’impennata dei costi dell’edilizia. Di conseguenza, il PEF ed il QEF dell’epoca hanno perso ogni validità. Si aggiunga che tra le fonti di finanziamento sono spariti anche i 5 milioni del Fondo di sviluppo e coesione 2007-2013, in quanto il 10/10/2022 Francesco Roberti, all’epoca sindaco di Termoli, ha chiesto alla Regione Molise di riprogrammare quei 5 milioni sulla realizzazione di un parcheggio multipiano in Piazza Donatori di sangue (protocollo 63322/2022).

Nel frattempo i fratelli De Francesco hanno affrontato importanti difficoltà economiche e finanziarie, tanto che nel 2021 essi hanno chiesto ed ottenuto dai tribunali di Isernia e di Chieti il concordato preventivo, rispettivamente per De Francesco Costruzioni srl e per Cimitero San Franco srl (Francavilla al Mare). I due fratelli, mentre cercano di tenere a galla le società esistenti, ne creano di nuove: Arta Costruzioni srl in Italia e, con sede legale a Barcellona ed operativa a San Salvo, GRE Development sl, Gibor Service sl, Sviluppo Europa sl, ASIW (una finanziaria). Tutte queste nuove imprese - amministrate da Franco Antonio De Francesco o da sua moglie - sono coordinate da Ati-Pangea, anch’essa basata a Barcellona e operativa a San Salvo. A che pro la costituzione di questa girandola di imprese italo-catalane? De Francesco Costruzioni e Cimitero San Franco sono tornate in bonis?

Infine le due società appena citate, più Arta Costruzioni, i fratelli De Francesco, la consorte del maggiore dei due ed altre persone, sono sotto inchiesta penale per presunti gravi reati, connessi all’ampliamento del cimitero di Francavilla al Mare. Gli atti appena depositati dagli inquirenti parlano di interramento nel cimitero di 15.300 metri cubi di rifiuti speciali, anche con soppressione di due cadaveri, rimossi ed interrati insieme ai rifiuti, di frode in pubbliche forniture, di corruzione. A breve la Procura della Repubblica di Chieti deciderà per il rinvio o l’archiviazione, ma se il procedimento dovesse essere avviato, pur sussistendo la previsione di innocenza fino a prova contraria, l’amministrazione comunale di Termoli non potrebbe rischiare di sottoscrivere un contratto con un’impresa che potrebbe risultare colpevole di gravi reati.

A mio avviso la diffida di De Francesco Costruzioni è da respingere comunque, perché, come ha affermato di recente l’attuale sindaco Nico Balice, «un braccio di ferro legale non deve indurci a stravolgere Termoli»; inoltre, l’amministrazione comunale può farlo del tutto a cuor leggero, in quanto la “pistola giudiziaria” brandita dai fratelli De Francesco spara ad acqua.

1 commento:

  1. Bravo Pino, condivido pienamente. È ora di finirla con questa pagliacciata per la quale, come da te riportato nel testo, già la giunta Roberti aveva richiesto la rimodulazione della sola somma per il parcheggio di Piazza Donatori di sangue. Ti saluto con stima ed affetto.

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