Il 27
giugno 2024 la commissione tecnica del MASE (Ministero dell’ambiente e della
sicurezza energetica) ha approvato la realizzazione del parco eolico Bairum Bay
(BB) di fronte al tratto di costa che va da Barletta a Giovinazzo. Tale
progetto presenta somiglianze e differenze significative con la seconda
versione di Eolico Offshore Molise (EOM), proposto da Maverick srl, il cui
procedimento è in itinere.
Identico è
l’aerogeneratore previsto, che è un Vestas da 15 MW di potenza; molto simili sono
le dimensioni della struttura (torre, aerogeneratore, pale), alta complessivamente
236 m (il mozzo a 150 m) per BB e 258 m (il mosso a 140 m) per EOM. Invece sono
diverse le sottostrutture flottanti. Per BB “Windfloat”, prodotto da Principle
Power, costituito da un telaio che collega tre corpi cilindrici semisommersi,
lunghi 40 o più metri, su uno dei quali è montata la struttura; allo stato si
tratta del modello di floater
maggiormente utilizzato e sperimentato. EOM propone il galleggiante di nuova
concezione “Gazelle”, della irlandese Gazelle Wind Power Ltd, più economico
perché di dimensioni minori, che comportano un minore impiego di acciaio. In
entrambi i progetti sono previste due sottostazioni elettriche, montate per BB
su strutture fisse (jacket), mentre per EOM su galleggianti a piscina “BW
Ideol”. Gli ancoraggi dei galleggianti per BB sono a pali battuti, data la
scarsa consistenza dei fondali interessati, ed i sistemi di ormeggio sono
misti: catenaria, con interposto un tratto teso. Il progetto di EOM prevede ancoraggi
a gravità per i galleggianti Gazelle ed a trascinamento per quelli BW Ideol;
per gli ormeggi, si prevedono funi sintetiche e linee tese per i Gazelle e
catenarie per i BW Ideol.
Quasi lo
stesso è il numero degli aerogeneratori: 74 per BB e 70 per EOM; ciò
nonostante, lo specchio di mare impegnato è molto diverso: 310 km2
per BB e 219 km2 per EOM, cosicché in media ogni aerogeneratore
dispone di 4,2 km2 per BB e di 3,1 km2 per EOM. La
differenza può essere rilevante ai fini dell’efficienza del parco eolico, in
quanto ogni aerogeneratore, quando è in funzione, genera turbolenze sottovento.
Molto
diversi sono altresì la forma ed il posizionamento dei due parchi eolici. BB è
posizionato sul bordo della piattaforma continentale, prima della scarpata
della Fossa di Bari, dove i fondali precipitano da 200 m di profondità a 1.200
m; il parco ha forma trapezoidale molto allungata, con una lunghezza intorno ai
36 km ed una larghezza da un minimo di 5,5 km ad un massimo di 14. Il parco EOM
ha invece una forma approssimativamente circolare, con un diametro tra 16 e 18
km. Diverse sono anche le distanze dalla costa delle torri più vicine: 40-50 km
per BB, 20 km per EOM.
Il
cavidotto da BB al punto di sbarco a Barletta è lungo 57 km. I 41,2 km su acque
più profonde saranno deposti in trincea, per minimizzare le interferenze
specialmente con le attività di pesca a strascico; 14,7 km di cavo su bassi
fondali saranno posati protetti da gusci di ghisa; l’ultimo chilometro fino
alla “buca giunti” sarà collocato in una tubazione. Il cavidotto dal parco EOM
a Termoli è lungo 30 km; non è molto chiaro come verrebbe protetto: si parla di
interramento ove possibile o di protezione con un “materasso” di calcestruzzo;
anche qui è previsto l’inserimento in una tubazione della parte finale fino
alla “buca giunti”.
La
differenza più importante riguarda l’interferenza con l’attività di pesca. Nel
caso di BB il parco è posizionato in un’area dove lo sforzo di pesca è modesto
ed oltre la quale c’è la Fossa di Bari. EOM si trova invece in un’area a
medio-alta intensità di pesca, ed ostacola la pesca ancora più a largo, a meno
di circumnavigare il parco eolico.
Il fattore
di carico (la percentuale di ore annue di funzionamento ottimale), al netto
delle perdite tecniche, è ipotizzato pari al 32,1% per BB ed al 29,1% per EOM,
il che è plausibile, considerata la maggiore ventosità del Basso Adriatico
rispetto al Medio Adriatico; pertanto, la producibilità annua è stimata in 3.121.320
MWh per BB ed in 2.673.300 MWh per EOM. I costi di realizzazione sono indicati
in 3,1 miliardi per BB ed in 2,1 miliardi per EOM; la stima per EOM è
decisamente sottodimensionata. I costi di dismissione non sono quantificati, ma
in entrambi i casi è previsto l’abbandono sui fondali degli ancoraggi e dei
cavidotti, il che non va bene, in quanto tali relitti creerebbero problemi
permanenti di ancoraggio nelle aree dismesse, oltre ad impedire la pesca a
strascico, che però si spera venga eliminata tra 25-30 anni.
Infine, la differenza di maggior rilievo riguarda i soggetti proponenti gli interventi. Barium Bay srl è una società di scopo partecipata paritariamente da Galileo e da Hope Group. Hope Group, con sede amministrativa a Milano, in realtà è pugliese; essa è costituita dal sodalizio tra aziende basate a Bari, Lecce e Foggia (Nelke Srl, Gardill Srl, Ilirm Srl, Engeo Srl, Basomaso Srl e Next Energy Srl). Alla rovescia, Galileo non ha nulla di italiano, ma è un gruppo costituito nel 2020 da Infratil Ltd, Commonwealth Superannuation Corporation (CSC), New Zealand Superannuation Fund (NZ Super Fund) e Morrison & Co Growth Infrastructure Fund (MGIF). Maverick srl, che propone EOM, è una scatola vuota controllata da Green Bridge srl, che ha come scopo sociale la consulenza e la mediazione di affari in campo immobiliare e delle energie rinnovabili, e che fa capo al sig. R.L. Le due società – con sede legale a Milano - non hanno dipendenti né uffici; Maverick ha un capitale sociale di 2.500 euro; il capitale netto 2022 di Green Bridge ammonta a 66.547 euro. Mentre i partner di BB sono di tipo industriale, dotati di capacità sia tecniche che economico-finanziarie per realizzare l’intervento, il sig. R.L. non dispone né delle une né delle altre, il suo scopo appare quello di ottenere in capo a Maverick la concessione, per poi vendere la società veicolo ad un investitore in grado di mobilitare capitali per alcuni miliardi.
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