Alle
comunali ci sono tre tipi di voti: ai candidati sindaci, alle liste, ai candidati
consiglieri. Il meccanismo di voto è detto “disgiunto”, perché è possibile
votare un candidato sindaco ed una lista che non è collegata con questi; però
il voto non è del tutto disgiunto, in quanto se voto una lista e non indico
nessun candidato sindaco si assegna il voto anche al candidato sindaco
collegato con tale lista. Di conseguenza, in totale i voti attribuiti ai
candidati sindaci sono in valore assoluto sempre di più di quelli attribuiti
alle liste, perché ai voti di lista si sommano quelli espressi soltanto per i candidati
sindaci. Alle comunali 2024 a Termoli i voti validi alle liste sono stati
17.031, quelli ai candidati sindaci 17.655. A livello di singola coalizione solo
nel caso del candidato sindaco Balice la percentuale ottenuta in rapporto ai voti
per i sindaci (68,7) è inferiore a quella ottenuta dalle liste a lui collegate
sui voti di lista (69,8%), negli altri casi i candidati sindaci hanno conseguito
percentuali superiori a quelle delle liste collegate, ma con differenze modeste,
dell’ordine dello zero qualcosa.
Molto più
interessante è invece confrontare i voti di lista con le preferenze ai
candidati consiglieri. Alle comunali si possono indicare al massimo due
preferenze, purché i candidati indicati siano di genere diverso; oppure si può
non indicare alcuna preferenza, dando il voto solo alla lista. In quest’ultimo
caso evidentemente l’impulso al voto è dovuto alla lista e non ai candidati
consiglieri; nel caso contrario contano anche, se non prevalentemente, le
persone candidate nella lista. A Termoli i voti di preferenza sono stati
complessivamente 17.192, quindi mediamente superiori dello 0,9% rispetto ai
voti di lista. Se però esaminiamo le singole liste e coalizioni scopriamo
differenze molto più rilevanti, che permettono di distinguere le liste dove ha
contato specialmente il “marchio” ed il voto si può considerare più politico,
da quelle dove hanno pesato i candidati consiglieri ed il voto è più alle
persone ed al loro “dinamismo” elettorale.
Le liste
dove ha fortemente contato il voto alla persona sono quelle collegate con
Balice, dove il numero delle preferenze nel complesso ha superato dell’11,9%
quello dei voti di lista. Campioni di preferenze sono stati i candidati di
Popolari per l’Italia, che hanno superato del 30% i voti della lista, seguiti
da Diritti e Libertà Molise (più 17,1%), Lega (più 15,7%), Forza Italia (più
8,4%), Fratelli d’Italia (più 6,1%) ed infine Termoli Insieme, con un contenuto
più 2,1%.
Nella
coalizione Mileti le preferenze superano dell’1,5% i voti di lista; ma con
notevoli differenze tra le tre liste implicate. In Voglia di Termoli, lista
“ammiraglia”, le preferenze superano dell’8,9% i voti di lista; percentuale che
scende allo 0,3% con Democrazia è Solidarietà e addirittura a meno 15,8% con I
Giovani per Termoli, i cui candidati consiglieri sono stati poco trainanti.
Altre due
liste con un modesto richiamo dei candidati rispetto al “marchio” sono state
Termoli Libera, con un numero di preferenze inferiore del 17,9% rispetto ai voti
raccolti dalla lista, e Termoli Bene Comune, con meno 17,3% di preferenze
rispetto alla lista. Anche in Costruire Democrazia i candidati consiglieri non
hanno brillato particolarmente, raccogliendo preferenze inferiori dell’8,9% rispetto
ai voti ottenuti dalla lista.
Il fenomeno più eclatante è però quello della coalizione Vigilante (PD-M5S). Rispetto ai voti di coalizione, i candidati consiglieri hanno conseguito meno 54,2% preferenze; la percentuale è di meno 47,5% per il PD e di meno 65,4% per il M5S. È evidente che le due liste hanno usufruito del trascinamento d’immagine dei rispettivi partiti nazionali, senza il quale l’esito elettorale sarebbe stato ben peggiore. Dei 24 candidati consiglieri PD 15 non hanno ottenuto più di 5 voti (4 addirittura zero); dei 17 candidati M5S 8 non hanno superato 5 consensi (3 hanno ottenuto zero). L’insuccesso del PD e del M5S è ancora più evidente se confrontiamo il 10,9% ottenuto alle comunali (rispettivamente 6,8% e 4,1%) con il 35,4% registrato alle contemporanee europee (18% PD e 17,4% M5S). Per il PD ha contato negativamente in particolare la “secessione” di Mileti, la cui coalizione ha ottenuto alle comunali l’8,5%. Gran parte degli elettori che hanno scelto alle europee il M5S, alle comunali si sono “riconvertiti” su candidati consiglieri e liste di altro colore, prevalentemente pro Balice, considerato che i tre partiti che hanno sostenuto quest’ultimo alle europee hanno conseguito a Termoli il 50% dei voti, ben lontano dal 70% ottenuto alle comunali. L’esito disastroso alle comunali del PD e del M5S dovrebbe rendere ineludibile ed urgente un ricambio radicale dei rispettivi gruppi dirigenti locali.
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