L’Ufficio
centrale elettorale il 21 giugno ha proclamato sindaco Nico Balice. Questi il 3
luglio ha nominato sei assessori - senza specificare le deleghe conferite - e
di conseguenza sono subentrati in Consiglio i primi sei candidati non eletti delle
liste dei neo-assessori. Il 10 luglio, nel primo consiglio della nuova
sindacatura, sono stati nominati il presidente del Consiglio e la sua vice,
nonché i presidenti delle sei commissioni consiliari permanenti. Finalmente l’11
luglio sono state attribuite le deleghe agli assessori.
Il sindaco
ha tenuto per sé la Programmazione e pianificazione del territorio (cioè
l’urbanistica), che è il settore “critico” per eccellenza, come d’altronde hanno
fatto i suoi predecessori; oltre a: Programmazione, Sport, Protezione civile,
Polizia locale, Demanio e infine Patrimonio. Quest’ultimo rappresenta una
novità, dato che normalmente è associato al Bilancio; si vede che il nuovo
sindaco vuole curare personalmente le “alienazioni e valorizzazioni” del
patrimonio immobiliare del Comune.
La
presidenza del Consiglio comunale è stata affidata ad Annibale Ciarniello -
primo eletto nella lista di Fratelli d’Italia con 598 preferenze - che ha
ricoperto il medesimo ruolo nella consiliatura precedente. I sei assessori sono
stati individuati, come criterio generale, tra i primi eletti delle liste della
coalizione Balice, con qualche eccezione. A Fratelli d’Italia sono stati
attribuiti due assessorati a due donne, Silvana Ciciola e Paola Cecchi,
rispettivamente seconda e quarta con 395 e 313 preferenze, “saltando” il terzo
classificato Salvatore Di Brino - “erede” dell’elettorato del padre Antonio
Basso - probabilmente perché alla sua prima candidatura ed elezione in
Consiglio. I due assessorati riconosciuti a Fratelli d’Italia sono tuttavia di
minore rilievo. A Ciciola - che nell’amministrazione precedente era già in
Giunta, con l’importante delega al sociale (22-23% delle spese del Comune) –
sono stati affidati Ecologia, ambiente, sicurezza ambientale, verde pubblico;
Area urbana; Sportello Europa. L’ambiente è di sicuro molto importante e, a mio
avviso, dovrebbe essere collegato all’urbanistica, di cui rappresenta una
faccia, ma purtroppo a Termoli è l’ultima cosa a cui si pensa, basti
considerare la sciatta gestione del verde dell’unico parco comunale, tra
l’altro affidata a GTM. A Cecchi è stato affidato un improbabile assessorato al
Personale ed all’Avvocatura.
Ad Enrico
Miele, primo eletto in Forza Italia con 408 preferenze, sono state affidate le
deleghe assessorili ai Lavori pubblici ed ai Trasporti, viabilità, mobilità
sostenibile, seconde per peso politico-amministrativo solo all’urbanistica.
Michele Barile, primo eletto in Diritti e Libertà con 913 preferenze, è
assessore a Cultura, turismo e spettacolo, ruolo che già ricopriva nella Giunta
precedente, dove seguiva anche la Protezione civile; in aggiunta è stato
nominato vicesindaco. A Michele Cocomazzi - primo eletto con 286 preferenze
nella lista della Lega – è andato l’importante assessorato a Bilancio,
Fiscalità locale, Attività produttive, SUAP, che nella precedente Giunta (con
in più il Patrimonio) era affidato a Giuseppe Mottola. Infine l’assessorato al
sociale (Assistenza alla persona, centri sociali, emergenza abitativa;
Istruzione, asili nido; Minori; Disabili; Famiglia) è stato affidato a Mariella
Vaino, terza donna in Giunta, prima eletta con 253 preferenze nella lista dei
Popolari per l’Italia. Dagli assessorati resta esclusa Termoli Insieme - primo
eletto con 273 preferenze Francesco Panico – a favore di Vaino probabilmente
perché per legge in una giunta a 7 (6 assessori, più il sindaco) ci devono
essere 3 membri di un genere e 4 dell’altro e, nel caso di specie, serviva la
terza donna.
Altri ruoli
istituzionali importanti sono quelli dei presidenti delle sei commissioni
consiliari permanenti. Ciascuna delle sei liste che hanno sostenuto Balice ha
ottenuto una presidenza di commissione. Anche in questo caso la lista Termoli
Insieme esce penalizzata, perché ha ottenuto la presidenza della I commissione,
Ordinamento istituzionale ed organizzazione amministrativa, che ha un ruolo del
tutto marginale, affidata al secondo eletto Giuseppe Spezzano (Panico si è
forse rifiutato, visto che non ha ottenuto un posto in Giunta?). La III
commissione, Gestione del territorio (cioè urbanistica), che è la più
importante, è andata a Nicola Felice, secondo eletto di Diritti e Libertà.
L’importante IV commissione, Opere e lavori pubblici, è stata affidata a Bruno
Fraraccio, secondo eletto della Lega. La V commissione, Servizi sociali,
istruzione, cultura e sport, è stata attribuita a Marco Verini, quinto eletto
di Fratelli d’Italia. A presiedere la II commissione, Programmazione
finanziaria dello sviluppo economico e del turismo, è stato chiamato Giuseppe
Mottola, terzo eletto in Forza Italia. Ad Angelo Marinucci, secondo eletto in
Popolari per l’Italia, è andata la presidenza della VI commissione, Ambiente,
ecologia e programmazione sanitaria.
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