Il programma di rientro dal disavanzo economico del
SSR (servizio sanitario regionale) del Molise è stato avviato nel 2007; poiché
non si ottenevano i miglioramenti attesi, nel 2009 si è passati al
commissariamento, che tuttora permane, con crescenti effetti disastrosi sui
servizi erogati, senza peraltro “risanare” i conti. Con il commissariamento è
subentrato il blocco delle assunzioni; anzi, negli anni del commissariamento
Iorio, sono state addirittura incentivate le uscite anticipate. È dunque dal
2009, principalmente a causa del massiccio taglio del personale, che è iniziata
la progressiva e sempre più evidente erosione del SSR del Molise, che appare
inarrestabile anche ora che il blocco delle assunzioni è stato rimosso (per via
del covid), ma il reclutamento dei medici gira a vuoto, per una carenza
nazionale, aggravata dall’infima attrattività dell’ASReM.
In questa drammatica situazione, la soluzione –
proposta dall’amministrazione regionale di destra, ma condivisa anche dalle
candidate del PD alle ultime politiche – sarebbe la cancellazione del debito
che grava sul SSR. Il ragionamento – si fa per dire – è che il fardello del
debito sarebbe responsabile dei disavanzi economici; pertanto, azzerato il
debito, sarebbe tutto risolto e verrebbe meno l’esigenza del commissariamento e
del programma di rientro. Dal punto di vista economico, questa tesi scambia la
causa con l’effetto: è il disavanzo economico che alimenta il debito, non il
contrario; quandanche il debito venisse cancellato, resterebbe il disavanzo
strutturale, che negli ultimi anni oscilla intorno a 40 milioni, e produrrebbe
nuovo debito. Dal lato sociale, focalizzarsi sulla cancellazione del debito
implica l’accettazione del paradigma della priorità dell’equilibrio economico,
mettendo in secondo piano il diritto dei molisani ad una sanità pubblica universale,
eccellente e gratuita.
A quanto ammonta il debito del SSR del Molise? Sul
sito della Regione Molise non è stato pubblicato il rendiconto 2021 del SSR; in
mancanza, utilizziamo i dati del 2020, che indicano perdite di esercizio
pluriennali non coperte per 190 milioni e debiti per 313 milioni (di cui 188
milioni verso fornitori), va altresì considerato che i crediti ammontano 262
milioni (di cui 72 milioni dovuti dalla Regione).
Durante e dopo la campagna elettorale per le elezioni
politiche del 25 settembre 2022, in Molise i candidati di destra (tutti eletti)
hanno dichiarato e ribadito in più occasioni il loro indefettibile impegno per la
cancellazione del debito del SSR del Molise. Ma già con l’anno nuovo tale
determinazione si è di molto stemperata, trasformandosi in una proposta di
emendamento al Milleproroghe 2023 che chiede l’erogazione di un mutuo di 500
milioni, da restituire in 30 anni, a copertura della situazione debitoria del
SSR del Molise. Il dottor Donato Toma, presidente della Giunta regionale del
Molise, ha tenuto a precisare, come motivo di vanto, che l’emendamento l’ha
redatto lui stesso, prima di affidarlo ai suoi compagni di coalizione, eletti
dai molisani alla Camera ed al Senato. Toma – che di mestiere fa il
commercialista – è arrivato a dire che l’operazione non costerebbe nulla allo
Stato ed alla Regione. Ipotizzando che i 500 milioni vengano concessi al
favorevole tasso del 3%, ogni anno e per 30 anni scadrebbe una rata di
ammortamento di 25,5 milioni. Chi li pagherebbe?
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