Nell’articolo “Gigafactory, eolico offshore e idrogeno
verde. Il triangolo virtuoso del Molise”, apparso oggi su “primonumero”, il
dottor Antonello Barone e l’avv. Simone Coscia liquidano gli oppositori del
progetto “EOM” (Eolico Offshore Molise), presentato da Maverick srl, definendoli
«professionisti del no». L’argomento,
puramente retorico, potrebbe essere ribaltato, definendo i due autori “professionisti
del sì”; ma questo significherebbe scendere allo stesso livello, mentre è
assolutamente necessario – eticamente e praticamente – favorire un dibattito
che rispetti le verità fattuali, libero ciascuno di ricavarne le conclusioni che
meglio crede.
L’articolo enfatizza il ruolo della “gigafactory” che
sarà realizzata a Termoli da “ACC” (Automotive Cells Company), società a maggioranza
Stellantis, partecipata da Mercedes e Total, che, secondo Barone e Coscia, «dovrà innescare, come sta già facendo, un
processo capace di garantire investimenti e benessere economico e ambientale a
favore della comunità e dell’intera regione». Il dato reale è che l’attuale
fabbrica meccanica sarà riconvertita alla produzione di batterie per autoveicoli
elettrici, portando l’occupazione a regime, nel 2030, a 2.000 addetti, contro i
4.000 attuali, con un netto regresso, sia occupazionale che professionale, e
probabilmente con maggiori rischi per l’ambiente e la salute.
Per favorire lo sviluppo industriale, dicono Barone e
Coscia, «ci sarà bisogno di una
grandissima quantità di energia a prezzi accessibili», in particolare di
idrogeno verde (da elettrolisi dell’acqua, ndr) a disposizione di ACC e «di altre imprese energivore del nucleo
industriale presenti o incentivate a stanziarsi nel prossimo futuro». Il
progetto EOM promette la produzione di 5.400.000 MWh/anno, di cui 3.000.000 MWh/anno
da cedere alla Rete di Trasporto Nazionale dell’elettricità e 2.400.000 MWh/anno
per alimentare due impianti per l’idrogeno verde, in grado di produrre 48.000
tonnellate l’anno di idrogeno. Secondo fonti di stampa (Quattroruote), a regime
ACC avrà bisogno di 40.000 MWh/anno per caricare le batterie prodotte, cioè
dello 0,74% dell’elettricità promessa da EOM; comunque si tratta di elettricità,
non di idrogeno. Quanto alle altre industrie, presenti o future, potrebbero
essere interessate all’idrogeno quelle che realizzano produzioni con forni ad
alta temperatura (1.000 e più °C), ma non certo per quantitativi di idrogeno
pari a 48.000 t/anno. Si consideri infine che l’idrogeno è l’elemento più
esplosivo ed infiammabile che esista, quindi i relativi impianti di produzione
e stoccaggio non possono essere collocati dentro un nucleo industriale, senza
alcuna ampia fascia di rispetto, specialmente se si tratta di impianti di dimensioni
mostruose, con potenza complessiva installata pari ad 800 MW, come immagina
EOM, quando i due impianti più grandi al mondo – che si trovano a Vesselen ed a
Fukushima – dispongono ciascuno di una potenza installata di 10 MW.
Barone e Coscia invocano «ossequio alla verità scientifica»; ma viene il dubbio che non
abbiamo proprio letto la Relazione illustrativa del progetto EOM, altrimenti
saprebbero quantomeno che il parco eolico prospettato implicherebbe l’interdizione
alla pesca ed alla navigazione, commerciale e diportistica, di 295,4 kmq di
mare, con un grave danno alla marineria di Termoli ed alle attività ad essa
legate. Saprebbero anche che per produrre 48.000 t/anno di idrogeno verrebbero consumati
570 milioni di litri l’anno di acqua potabile, che corrispondono a più di
quattro volte la portata utile del Liscione. Se si fossero documentati, gli
autori dell’articolo avrebbero forse saputo che, per la parte riguardante l’eolico,
il progetto presentato da Maverick srl è un plagio smaccato (copia e incolla)
del progetto presentato nel 2021 dalla società Iron Solar srl per un parco
eolico offshore nel Basso Adriatico, a largo di Torre Chianca, con la
differenza che il progetto originale prevede 35 aerogeneratori e la copia di
Maverick srl 120.
Per concludere, chi è l’imprenditore che propone EOM? La
neocostituita società di progetto Maverick srl è detenuta da Green Bridge srl.
Entrambe le società, con domicilio legale a Milano, appartengono al sig. R.L.,
residente a Vasto. La prima società dispone di un capitale sociale di 2.500
euro, la seconda di 10.000 euro. Entrambe non hanno dipendenti; l’unico addetto
è l’amministratore unico nonché proprietario. Quanto è consistente ed affidabile
tecnicamente la Maverick srl, che il progetto per l’eolico lo ha semplicemente
copiato; quanto è consistente ed affidabile economicamente, per un investimento
quantificato in 5,5 miliardi; quanto è consistente ed affidabile la provenienza
di questi soldi?
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