Cambiano le amministrazioni
comunali, almeno in apparenza, ma resta incrollabile la determinazione di
demolire le scuole Schweitzer e Nautico, di abbattere la piccola pineta
antistante (circa 2.700 mq) e di trasformare in residenziale la superficie di
un ettaro - ora adibita dal piano regolatore a verde pubblico e ad aree per
l’istruzione - incrementando le attuali cubature fino al 90%, grazie alla legge
regionale 30/2009, che consente ampie deroghe alle norme edilizie. Il demerito
di avere inserito per la prima volta Schweitzer e Nautico nel “Piano triennale
delle alienazioni e valorizzazioni” (PTAV) spetta alla Giunta Sbrocca, che,
appena insediata, ha messo in vendita i due immobili al prezzo di 11.634.000
euro con il PTAV 2014-2016. Non facendosi avanti compratori, prima di uscire di
scena, la Giunta Sbrocca con il PTAV 2019-2021 ha quasi dimezzato il prezzo di
vendita, riducendolo a 5.886.250 euro.
La subentrata Giunta Roberti ha
ribadito la medesima offerta con il PTAV 2020-2022, nonostante che uno dei suoi
esponenti di punta, l’ex sindaco Di Brino, in passato avesse presentato
addirittura un esposto alla Corte dei conti, imputando alla Giunta Sbrocca: 1°)
di avere posto in vendita per uso residenziale aree a verde pubblico e per
l’istruzione senza la preventiva approvazione della variante al piano
regolatore; 2°) di avere falsamente rappresentato che i due immobili non
fossero più utili o utilizzabili per funzioni istituzionali del comune, contravvenendo
al presupposto di legge per la loro alienazione (legge 133/2008, art. 58, comma
1).
Con il PTAV 2021-2023, la Giunta
Roberti ha aggiunto un ulteriore incentivo all’alienazione dei due immobili e
del relativo terreno, offrendoli in cambio di «lavori di miglioramento sismico e ristrutturazione energetica del
patrimonio edilizio scolastico comunale», attraverso lo strumento della
finanza di progetto (delibera di Giunta 275/2020). Il ricorso alla
finanza di progetto appare illegittimo, perché essa può essere applicata se il
privato copre almeno il 51% dell’investimento, mentre in questo caso si tratta
piuttosto di un appalto di lavori con pagamento del prezzo tramite il
conferimento di beni immobili comunali. L’adozione della finanza di
progetto non è un dettaglio formale, perché in una gara d’appalto “normale” vince
chi formula la migliore offerta, mentre in una gara in finanza di progetto il
promotore della stessa, scelto in precedenza dall’amministrazione, gode del
diritto di prelazione, che gli permette di “scippare” l’aggiudicazione della
gara al concorrente che ha presentato la migliore offerta, se si impegna ad applicare
la medesima offerta. La consigliera comunale di Termoli Bene Comune – Rete
della Sinistra ed i quattro consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno presentato
una mozione di revoca per pubblico interesse della delibera di Giunta 275/2020;
mozione bocciata con il voto contrario non solo dei consiglieri di maggioranza
(incluso Di Brino), ma anche di quelli del Partito Democratico (delibera di
Consiglio comunale n. 6 del 26/03/2021). A seguito della bocciatura della
mozione, TBC-RdS e M5S hanno presentato un dettagliato esposto alla Procura
della Corte dei conti di Campobasso, all’ANAC ed all’Ispettorato del
Dipartimento della Funzione pubblica, che pare inascoltato.
Nel PTAV 2022-2024 troviamo una
novità: l’amministrazione comunale ha dovuto “innovare” le esigenze a giustificazione
della necessità di vendere la Schweitzer ed il Nautico, dato che nel frattempo gli
interventi sulle scuole addotti come necessari con la delibera di Giunta
275/2020 ed anche altri sono stati finanziati da fondi statali. La delibera di
Giunta n. 96 del 15 aprile 2022 ha individuato come nuove esigenze cogenti da
soddisfare la demolizione e ricostruzione della palestra dell’istituto comprensivo
Oddo Bernacchia, sita nel cortile della scuola Principe di Piemonte, e la
costruzione di una nuova scuola secondaria di primo grado Albert Schweitzer,
per un costo complessivo stimato di 5.843.914 euro (35% per la palestra e 65%
per la Schweitzer).
Che la palestra della Principe di
Piemonte sia tutta da rifare è probabile, visto che lasciava a desiderare già
più di mezzo secolo fa, quando da studente la frequentavo; quello che sorprende
è come la sua demolizione e ricostruzione possa costare circa 2 milioni. L’immobile
esistente occupa una superficie di 300 mq circa ed un volume intorno a 20.000
mc; considerando un costo di demolizione di 40 €/mc, la demolizione costerebbe
80.000 euro; la ricostruzione sulla medesima superficie, al costo più che
congruo di 2.000 €/mq, ammonterebbe a 600.000 euro. Il nuovo edificio potrebbe
essere più grande di quello esistente, dunque più costoso, ma non tanto da
limitare la luce alle aule che hanno le finestre sul cortile della Principe di Piemonte.
La cosa più sorprendente in assoluto è però l’intenzione di “alienare” l’attuale Schweitzer in viale Trieste, quartiere Crocifisso, per costruirne una nuova in via Arno, quartiere San Pietro. La delibera di Giunta 96/2022 parla di ex Schweitzer, ma questa scuola secondaria di primo grado non è affatto “ex”, bensì perfettamente funzionante ed ospita tre sezioni per ciascuna delle tre classi (nove aule), tre laboratori, una biblioteca, la palestra, l’aula magna e locali per i docenti, il personale amministrativo e quello ausiliario. Con quale logica la Giunta Roberti vuole vendere una scuola perfettamente funzionante e ricostruirla, per di più in un altro quartiere? Attualmente i ragazzi del quartiere San Pietro che frequentano le secondarie di primo grado si rivolgono prevalentemente alla Brigida in via Cina, quartiere Santa Maria del Carmelo; è dunque auspicabile mettere a loro disposizione una struttura in via Arno, cioè nel loro quartiere, ma non per questo deve essere eliminata la struttura esistente nel quartiere Crocifisso. Dove finirebbero i circa 200 alunni attuali della Schweitzer? Probabilmente nell’edificio della Principe di Piemonte, nel contiguo quartiere Centro. Quest’ultima struttura sarebbe in grado di accoglierli? In che misura la nuova Schweitzer di via Arno ridimensionerebbe l’attuale utenza della Brigida? La Giunta Roberti si è posta queste domande? Se sì, che soluzioni ha individuato? Qui non si tratta solo né tanto di edilizia, ma di giovani cittadini, che hanno diritto ad uno dei servizi pubblici fondamentali, qual è l’istruzione.
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