sabato 10 gennaio 2026

Rete ictus tra politica carente e ricorsi amministrativi mal congegnati.

 


L’ictus è una grave patologia tempodipendente, che colpisce ogni anno circa 1.100 molisani, nel 23% dei casi nella forma emorragica, che è la peggiore. Il commissario ad acta della sanità molisana ha istituito e definito la “rete ictus”, cioè chi e come deve intervenire in caso di ictus, con i decreti n. 100, dell’11 giugno 2025 e n. 157, del 1° ottobre 2025. L’analisi dei contenuti specifici della rete ictus molisana è mancata quasi del tutto in sede politica, dove l’elemento su cui si sono focalizzate le poche critiche è il ruolo assegnato a Neuromed. La rete ictus approvata presenta purtroppo gravi carenze ed illogicità operative, che ho illustrato in un precedente articolo, al quale rimando (link: https://antennatermoli.blogspot.com/2025/09/la-rete-ictus-del-molise-penalizza-i.html); qui mi occupo delle recenti ricadute giudiziarie dei decreti citati.

Si sono rivolti alla giustizia amministrativa, chiedendo l’annullamento dei due decreti, il Comitato pro Cardarelli, Cittadinanzattiva Molise e, come cittadini, l’esponente di Costruire Democrazia Adele De Capoa e l’avv. Andrea Sellitto (ricorso 269/2025); un separato ricorso al TAR del Molise (277/2025) è stato presentato dal Comune di Campobasso. I presentatori del primo ricorso (quindi non il Comune di Campobasso) hanno altresì presentato richiesta di sospensiva cautelare dei due decreti, in merito alla quale il TAR del Molise si è pronunciato con l’ordinanza n. 136/2025, pubblicata il 4 dicembre 2025, rigettando la richiesta di sospensiva, perché «l’approvazione della cd. rete ictus è stata contestata essenzialmente sotto il profilo della mancata regolazione contestuale della cd. rete politrauma, della quale, però, autonomamente si occupa il sopravvenuto D.C.A. [decreto commissario ad acta, ndr] n. 180 del 24.11.2025». Tuttavia, il TAR del Molise è stato benevolo con i ricorrenti, fissando l’udienza per la trattazione di merito al 25 marzo 2026; inoltre, ha deciso la compensazione delle spese del giudizio cautelare (cioè zero spese).

Non paghi di ciò, il Comitato pro Cardarelli, Cittadinanzattiva Molise e, come cittadino, l’avv. Andrea Sellitto, hanno impugnato l’ordinanza cautelare del TAR del Molise di fonte al Consiglio di Stato. Mal gliene incolse. Il supremo organo della magistratura amministrativa, con l’ordinanza n. 21/2026, pubblicata il 9 gennaio 2026, ha demolito l’impugnazione, sia perché l’udienza di merito è prossima e sia per l’intreccio con altro ricorso cautelare relativo alla rete trauma, la cui discussione è fissata per il 14 gennaio 2026. Il Consiglio di Stato si è talmente urtato, che ha condannato i ricorrenti a pagare 2.000 euro di spese legali a ciascuno dei quattro soggetti resistenti: l’avvocatura generale dello Stato, Neuromed, l’ASReM ed il Comitato Salute e Vita (intervenuto in opposizione al ricorso). Una scoppola di 8.000 euro, che raramente viene comminata dai giudici amministrativi.

Tra politica carente e ricorsi amministrativi mal congegnati, finisce che ci teniamo una rete ictus inadeguata, specialmente per i piccoli comuni e per l’intero Basso Molise.

Nessun commento:

Posta un commento