Il DCA (decreto del commissario ad
acta) n. 100 dell’11 giugno 2025 ha definito la rete ictus del Molise,
operativa da settembre. Il decreto ha sollevato critiche riguardo al ruolo
affidato a Neuromed e sono stati preannunciati ricorsi al TAR del Molise da
Cittadinanzattiva Molise con Cantiere Civico e dal Comune di Campobasso. Poco o
nulla si è detto e scritto riguardo ai contenuti ed all’efficacia della neonata
rete ictus. Questo articolo si propone di analizzare tali contenuti.
Lo
schema di funzionamento della rete ictus del Molise
L’ictus è una patologia cerebrale che
ha due forme ben diverse: ischemica o emorragica. L’ictus ischemico consiste
nell’occlusione di un vaso sanguigno e generalmente può essere trattato con
farmaci trombolitici (che sciolgono l’occlusione); quando la trombolisi endovenosa
si rivela insufficiente occorre ricorrere alla rimozione meccanica del trombo.
L’ictus emorragico è quello più grave, perché comporta un versamento ematico
nei tessuti cerebrali ed occorre intervenire chirurgicamente.
Il trattamento dell’ictus prevede tre
fasi: pre-ricovero, ricovero e post-ricovero. L’efficacia delle prime due fasi
è strettamente legata al tempo. A pag. 5 dell’allegato 1 (quello tecnico) al
DCA 100/2025 si legge che la trombolisi dell’ictus ischemico «è ritenuta la terapia di provata efficacia
indicata entro quattro ore e mezzo dall’esordio dei sintomi». Dunque un
tempo molto ristretto. Ancora più stretti sono i tempi di intervento nel caso
dell’ictus emorragico.
Il pre-ricovero è affidato al 118,
allertato da un medico o dai congiunti del malcapitato. Il medico
anestesista-rianimatore del 118, se rileva un sospetto ictus, dispone il
trasporto al pronto soccorso più vicino, dove si effettua in urgenza una TC (tomografia
computerizzata) dell’encefalo (cervello, cervelletto e tronco encefalico), per
constatare la tipologia e la portata dell’ictus.
Nel Molise i pronto soccorso
eleggibili sono quelli degli ospedali pubblici di base Veneziale di Isernia e San
Timoteo di Termoli e dell’ospedale di 1° livello Cardarelli di Campobasso, ai
quali è stato aggiunto il centro ospedaliero privato Neuromed di Pozzilli, che
non dispone di un pronto soccorso, ma che si è impegnato a mantenere attivo il
reparto di neurologia 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. I pronto soccorso di
Isernia e Termoli sono collegati telematicamente con l’ospedale di Campobasso,
dove risiede l’unità ictus (stroke unit),
che li assiste a distanza e valuta se il malato può essere trattato al
Veneziale o al San Timoteo, oppure se necessiti il trasferimento al Cardarelli.
In caso di ictus emorragico oppure
ischemico che necessiti di disocclusione meccanica del trombo, è previsto il
trasferimento a Pozzilli, poiché questi interventi sono possibili solo presso
Neuromed. Si farà ricorso a Neuromed anche «per
indisponibilità di posti letto e/o per impossibilità ad erogare adeguata
assistenza per cause funzionali e/o organizzative» nei tre ospedali
pubblici. Non sarà invece possibile avviare verso Neuromed i pazienti affetti
da «eventuali ulteriori patologie per le
quali il Neuromed non è accreditato».
Quanto al post-ricovero, l’allegato 1
al DCA 100/2025 gli dedica due righe e mezzo, limitandosi a dire che sarà
gestito ambulatorialmente.
Perché
la rete ictus del Molise penalizza i paesi ed il Basso Molise
I “dolori” cominciano dal pre-ricovero.
In Molise solo un terzo delle 96 ambulanze del 118 dispone del medico. Chi
dovrebbe rilevare il sospetto ictus, se manca il medico a bordo? Le postazioni
del 118 sono 16, un numero largamente insufficiente, considerata la bassissima
densità abitativa della regione (64 abitanti per chilometro quadrato, dispersi
su 136 comuni) e l’inadeguatezza di gran parte delle strade provinciali,
complice l’orografia regionale, per metà collinare e per metà montuosa. Di
conseguenza nei paesi il tempo di intervento va ben oltre i 15 minuti, che
sarebbero il limite massimo per un intervento efficace. Tra l’arrivo
dell’autoambulanza, la valutazione del medico (se è a bordo) ed il
raggiungimento del più vicino pronto soccorso può passare un’ora ed anche più.
Il DCA 100/2025 non fa cenno alcuno ad un potenziamento del 118, che pure è la
prima fase dell’emergenza-urgenza, penalizzando specialmente gli abitanti dei
paesi.
Veniamo alla fase ricovero. L’allegato
1 del DCA 100/2025 riporta la statistica dei casi di ictus in Molise dal 2016
al 2023, dalla quale risulta che in media negli otto anni il 77% degli ictus
sono stati ischemici ed il 23% emorragici; non si precisa la percentuale di
ictus ischemici che hanno richiesto la rimozione meccanica dell’occlusione,
possiamo comunque ipotizzare che almeno un quarto dei casi - cioè circa 275
casi all’anno, sui 1.100 stimati nell’allegato 1 - richiederebbe il trasferimento
a Pozzilli. Dal pronto soccorso di Termoli, dove il 118 trasporta in prima
battuta i pazienti del Basso Molise, si raggiunge Pozzilli in non meno di
un’ora e mezza, in condizioni ottimali di traffico e meteo. Perché non si è
pensato – per i circa 90.000 bassomolisani – di sottoscrivere un’intesa anche con
l’ospedale Santo Spirito di Pescara, struttura di vertice della rete ictus
dell’Abruzzo, che da Termoli è raggiungibile in un’ora di autostrada?
Il sub-commissario ad acta Ulisse Di Giacomo ha dichiarato alla stampa che l’approvazione della rete ictus «garantisce che chiunque venga colpito da questa grave malattia [l’ictus, ndr] troverà adeguata assistenza all’interno dei confini regionali, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7». Credo che il sub-commissario dovrebbe rileggersi con maggiore attenzione il DCA 100/2025 ed i relativi allegati.
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