lunedì 1 settembre 2025

La rete ictus del Molise penalizza i paesi ed il Basso Molise

 


Il DCA (decreto del commissario ad acta) n. 100 dell’11 giugno 2025 ha definito la rete ictus del Molise, operativa da settembre. Il decreto ha sollevato critiche riguardo al ruolo affidato a Neuromed e sono stati preannunciati ricorsi al TAR del Molise da Cittadinanzattiva Molise con Cantiere Civico e dal Comune di Campobasso. Poco o nulla si è detto e scritto riguardo ai contenuti ed all’efficacia della neonata rete ictus. Questo articolo si propone di analizzare tali contenuti.

Lo schema di funzionamento della rete ictus del Molise

L’ictus è una patologia cerebrale che ha due forme ben diverse: ischemica o emorragica. L’ictus ischemico consiste nell’occlusione di un vaso sanguigno e generalmente può essere trattato con farmaci trombolitici (che sciolgono l’occlusione); quando la trombolisi endovenosa si rivela insufficiente occorre ricorrere alla rimozione meccanica del trombo. L’ictus emorragico è quello più grave, perché comporta un versamento ematico nei tessuti cerebrali ed occorre intervenire chirurgicamente.

Il trattamento dell’ictus prevede tre fasi: pre-ricovero, ricovero e post-ricovero. L’efficacia delle prime due fasi è strettamente legata al tempo. A pag. 5 dell’allegato 1 (quello tecnico) al DCA 100/2025 si legge che la trombolisi dell’ictus ischemico «è ritenuta la terapia di provata efficacia indicata entro quattro ore e mezzo dall’esordio dei sintomi». Dunque un tempo molto ristretto. Ancora più stretti sono i tempi di intervento nel caso dell’ictus emorragico.

Il pre-ricovero è affidato al 118, allertato da un medico o dai congiunti del malcapitato. Il medico anestesista-rianimatore del 118, se rileva un sospetto ictus, dispone il trasporto al pronto soccorso più vicino, dove si effettua in urgenza una TC (tomografia computerizzata) dell’encefalo (cervello, cervelletto e tronco encefalico), per constatare la tipologia e la portata dell’ictus.

Nel Molise i pronto soccorso eleggibili sono quelli degli ospedali pubblici di base Veneziale di Isernia e San Timoteo di Termoli e dell’ospedale di 1° livello Cardarelli di Campobasso, ai quali è stato aggiunto il centro ospedaliero privato Neuromed di Pozzilli, che non dispone di un pronto soccorso, ma che si è impegnato a mantenere attivo il reparto di neurologia 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. I pronto soccorso di Isernia e Termoli sono collegati telematicamente con l’ospedale di Campobasso, dove risiede l’unità ictus (stroke unit), che li assiste a distanza e valuta se il malato può essere trattato al Veneziale o al San Timoteo, oppure se necessiti il trasferimento al Cardarelli.

In caso di ictus emorragico oppure ischemico che necessiti di disocclusione meccanica del trombo, è previsto il trasferimento a Pozzilli, poiché questi interventi sono possibili solo presso Neuromed. Si farà ricorso a Neuromed anche «per indisponibilità di posti letto e/o per impossibilità ad erogare adeguata assistenza per cause funzionali e/o organizzative» nei tre ospedali pubblici. Non sarà invece possibile avviare verso Neuromed i pazienti affetti da «eventuali ulteriori patologie per le quali il Neuromed non è accreditato».

Quanto al post-ricovero, l’allegato 1 al DCA 100/2025 gli dedica due righe e mezzo, limitandosi a dire che sarà gestito ambulatorialmente.

Perché la rete ictus del Molise penalizza i paesi ed il Basso Molise

I “dolori” cominciano dal pre-ricovero. In Molise solo un terzo delle 96 ambulanze del 118 dispone del medico. Chi dovrebbe rilevare il sospetto ictus, se manca il medico a bordo? Le postazioni del 118 sono 16, un numero largamente insufficiente, considerata la bassissima densità abitativa della regione (64 abitanti per chilometro quadrato, dispersi su 136 comuni) e l’inadeguatezza di gran parte delle strade provinciali, complice l’orografia regionale, per metà collinare e per metà montuosa. Di conseguenza nei paesi il tempo di intervento va ben oltre i 15 minuti, che sarebbero il limite massimo per un intervento efficace. Tra l’arrivo dell’autoambulanza, la valutazione del medico (se è a bordo) ed il raggiungimento del più vicino pronto soccorso può passare un’ora ed anche più. Il DCA 100/2025 non fa cenno alcuno ad un potenziamento del 118, che pure è la prima fase dell’emergenza-urgenza, penalizzando specialmente gli abitanti dei paesi.

Veniamo alla fase ricovero. L’allegato 1 del DCA 100/2025 riporta la statistica dei casi di ictus in Molise dal 2016 al 2023, dalla quale risulta che in media negli otto anni il 77% degli ictus sono stati ischemici ed il 23% emorragici; non si precisa la percentuale di ictus ischemici che hanno richiesto la rimozione meccanica dell’occlusione, possiamo comunque ipotizzare che almeno un quarto dei casi - cioè circa 275 casi all’anno, sui 1.100 stimati nell’allegato 1 - richiederebbe il trasferimento a Pozzilli. Dal pronto soccorso di Termoli, dove il 118 trasporta in prima battuta i pazienti del Basso Molise, si raggiunge Pozzilli in non meno di un’ora e mezza, in condizioni ottimali di traffico e meteo. Perché non si è pensato – per i circa 90.000 bassomolisani – di sottoscrivere un’intesa anche con l’ospedale Santo Spirito di Pescara, struttura di vertice della rete ictus dell’Abruzzo, che da Termoli è raggiungibile in un’ora di autostrada?

Il sub-commissario ad acta Ulisse Di Giacomo ha dichiarato alla stampa che l’approvazione della rete ictus «garantisce che chiunque venga colpito da questa grave malattia [l’ictus, ndr] troverà adeguata assistenza all’interno dei confini regionali, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7». Credo che il sub-commissario dovrebbe rileggersi con maggiore attenzione il DCA 100/2025 ed i relativi allegati.

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