Testo integrale del comunicato di AVS sull'illegittima anticipazione di 800mila euro a COGECO.
Natale, si sa, è tempo di regali e Cogeco
2025 srl - l’impresa aggiudicataria dell’appalto integrato per la
“rigenerazione” del Piano di Sant’Antonio e del Pozzo Dolce, che fa capo a
Vincenzo Cotugno e famiglia - ne ha ricevuto uno bello grosso dal Comune di
Termoli. Ci riferiamo alla determina dirigenziale n. 2944 dell’11 dicembre
2025, con la quale a Cogeco 2025 sono stati liquidati 800.820 euro (+ 10% di
IVA), come anticipo dell’importo lavori della “rigenerazione”, in forza dell’art.
125 del DLgs 36/2023 (Codice dei contratti pubblici), che prevede l’erogazione dell’anticipo
(nel caso specifico il 20%) «entro
quindici giorni dall'effettivo inizio della prestazione, corrispondente alla
consegna dei lavori», cioè all’avvio della loro esecuzione.
I lavori della “rigenerazione” sono
stati dunque avviati? Allo stato attuale risulta transennata l’area del Pozzo
Dolce e non altro. Con tutta probabilità, a breve si effettueranno i rilievi
tecnici sull’area di intervento e sull’immobile fatiscente sul Pozzo Dolce; ma
il cantiere è ben lontano dal suo avvio, perché mancano tutta una serie di adempimenti
amministrativi e tecnici, propedeutici all’inizio dei lavori.
1) Non è stata esperita la verifica di
assoggettabilità a VIA (valutazione di impatto ambientale). 2) Non è stata ancora
neanche convocata la conferenza di servizi decisoria, che potrebbe comportare
un’ulteriore riprogettazione dell’intervento, ma anche una sua bocciatura. 3) Non
esiste il progetto esecutivo e dunque neanche la sua verifica
tecnico-economica, eseguita da uno studio terzo. Che lavori si dovrebbero
avviare, se manca il progetto esecutivo verificato? L’art. 44, comma 5 del
vigente Codice dei contratti pubblici dice chiaro che, nell’appalto integrato, «L'esecuzione dei lavori può iniziare solo
dopo l'approvazione, da parte della stazione appaltante, del progetto esecutivo
[verificato]».
Che l’amministrazione comunale abbia
una certa fretta si può capire, perché la “rigenerazione” deve essere completata
entro il 31 dicembre 2027, pena la revoca del finanziamento di 5 milioni da
PNRR; ciò non vuol dire che si possano “saltare” i passaggi procedimentali
previsti dalla legge. In ogni caso, dare per avviato un cantiere che non lo è
non ne accelera la conclusione. L’unico risultato della determina 2944/2025 è
di “anticipare l’anticipo” a Cogeco 2025, prima che se ne concretizzino le
condizioni tecniche e giuridiche, con il rischio ulteriore di generare un danno
erariale, qualora la “rigenerazione” si bloccasse o non si completasse entro il
2027.
Termoli, 27 dicembre 2025
ALLEANZA VERDI E
SINISTRA - TERMOLI
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