Ogni tanto
arriva anche una buona notizia. Dalla determina dirigenziale n. 442 del 18
febbraio del Comune di Termoli, si apprende che a Stefana Solare srl è stata
negata l’autorizzazione a realizzare un impianto fotovoltaico con potenza
installata di 31 MW (megawatt), su un’area di quasi 37 ettari nel nucleo
industriale di Termoli, dove sorgeva l’acciaieria Stefana. Il diniego è venuto
dall’ARPA Molise e dalla Provincia di Campobasso, per inadeguatezza del Piano di caratterizzazione ambientale - cioè descrittivo
delle contaminazioni del terreno dell’acqua e dell’aria del sito - presentato
dalla richiedente. Il sito ex Stefana – che è stato rilevato nel 1989 dalla ex
Italcromo, posto sotto sequestro per rischio ambientale ad aprile 2006 ed
infine acquistato dal Geotec spa di Campobasso – presenta livelli di inquinamento oltre le soglie consentite di amianto, cromo ed
altre sostanze nocive, sia nel suolo che nelle acque di falda. L’art.
242-ter del DLgs 152/2006 dispone che nelle aree inquinate gli interventi «non pregiudichino né interferiscano con
l'esecuzione e il completamento della bonifica»; dunque prima deve essere
disposta la bonifica e poi la realizzazione degli interventi; viceversa, la realizzazione dell’impianto fotovoltaico
senza la preventiva bonifica del sito ne cristallizzerebbe la pericolosità
ambientale, impedendo per almeno 30 anni (durata dell’impianto) la
realizzazione di qualsivoglia bonifica.
Discutibile,
benché legale, è anche la natura di Stefana Solare srl, posseduta al 70% da
Geotec spa ed al 30% da Green Bridge srl, che è una mera società veicolo, senza dipendenti e con capitale
irrisorio, destinata ad essere venduta ad un investitore industriale, una volta
ottenute tutte le autorizzazioni, insieme alla concessione dell’area per 30
anni in diritto di superficie, dietro pagamento di un canone a Geotec. Il socio
di minoranza Green Bridge si occupa di consulenza aziendale ed ha un unico
addetto, il proprietario ed amministratore R.L., il quale detiene anche Maverick
srl, altra società veicolo, senza
dipendenti e capitali quasi nulli, che ha presentato l’istanza per la
concessione di un’area di mare di 219 kmq di fronte alle coste del Molise, dove
realizzare un parco eolico con 70 aerogeneratori flottanti da 15 MW ciascuno.
Di tale istanza non è ancora noto l’esito, che spero sia negativo, per
l’eccessiva ampiezza dell’area di mare che verrebbe esclusa alla pesca ed alla
navigazione in generale.
La
producibilità annua dell’impianto proposto da Stefana Solare sarebbe stata di 53.361
MWh (megawattora); una quantità relativamente modesta rispetto agli oltre 3
milioni di MWh di elettricità prodotti ogni anno in Molise, metà dei quali da
fonti rinnovabili; pertanto, la mancata
realizzazione dell’impianto fotovoltaico è di scarso rilievo ai fini della
transizione energetica verde. Speriamo che comunque Geotec provveda a
bonificare il sito, che così com’è rappresenta un pericolo ambientale,
specialmente tramite la matrice idrica.
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