Il Comune di Termoli dispone di tre asili e
di una scuola per l’infanzia. Fino all’anno educativo (AE) 2012-2013, essi sono
stati gestiti direttamente dal Comune; dopo di allora, la gestione è stata
appaltata all’esterno. La prima gara è stata promossa dalla sindacatura Di
Brino e prevedeva un appalto della durata di tre AE, ripetibile per un
ulteriore AE. Aggiudicatario è risultato il Consorzio 45, di Reggio Emilia, che
ha affidato l’incarico alla cooperativa Sirio, con sede legale a Campobasso e
sede operativa a Termoli. Nel 2016 nuova gara d’appalto per tre AE, più un
eventuale AE, vinta anche questa volta dal Consorzio 45, con delega dell’operatività
alla cooperativa Sirio. Una nuova gara è stata disposta nel 2020, ma avviata
nel 2021, per un solo AE, più un altro facoltativo, nuovamente aggiudicata al
Consorzio 45, alias cooperativa Sirio.
Infine il 18 luglio 2023 è stata indetta la
gara per un AE, ripetibile per un altro, che questa volta è stata aggiudicata
al Consorzio Matrix di Gragnano, per i tre asili, ed alla cooperativa Il
Girotondo di Vasto, per la scuola dell’infanzia. La firma del contratto è
tuttora sospesa, in conseguenza del ricorso del Consorzio 45 alla magistratura
amministrativa, cosicché si va avanti con “proroghe tecniche” (ben 15, fino ad
ora), l’ultima con scadenza 31 maggio 2025.
Sono cinque le doglianze presentate dal
Consorzio 45 al TAR del Molise, ai sensi del Codice dei contratti pubblici
(DLgs 36/2023): 1) il bando non ha previsto una maggiorazione del punteggio per
la parità di genere; 2) non sono state previste clausole di revisione prezzi;
3) i tre membri della commissione giudicatrice della gara non dispongono delle
necessarie competenze educative e pedagogiche; 4) la commissione sarebbe stata
nominata prima e non dopo il termine di presentazione delle offerte; 5)
l’importo fissato dal Comune di Termoli per il costo del lavoro sarebbe
sottostimato (sia nel monte ore che nelle paghe orarie).
Il TAR del Molise, con la sentenza n. 4 del 4
gennaio 2025, ha ritenuto ammissibili tutti e cinque i gravami, ma ha affrontato
solo il terzo, perché ritenuto di più facile ed immediata soluzione, ed ha concluso
che sussiste il vizio di incompetenza della commissione giudicatrice e pertanto
ha annullato «l’atto di nomina della
Commissione giudicatrice e tutti gli atti consequenziali, ivi compresi gli atti
di aggiudicazione delle due gare [per i tre asili e per la scuola per
l’infanzia, ndr] oggetto di controversia.»
Avendo deciso la causa con l’esame di un gravame, diventerebbe diseconomico analizzare
anche gli altri, che per prassi sono “assorbiti” dalla suddetta sentenza.
L’amministrazione comunale ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, che si
spera si pronunci entro la primavera. Se il Consiglio di Stato dovesse
confermare la sentenza del TAR del Molise, la procedura di gara andrà rifatta
da capo e la “proroga tecnica” andrà anche oltre i due anni.
Questa la cronaca amministrativa nuda e
cruda, ma è il caso di chiedersi se sia opportuna la scelta di esternalizzare la
gestione degli asili e della scuola per l’infanzia comunali. In linea generale,
l’ente locale dovrebbe affidare “al mercato” la gestione dei servizi che riguardano
funzioni secondarie o straordinarie o che richiedono competenze di cui l’ente
locale non potrebbe dotarsi, anche volendolo. Per i comuni la gestione degli
asili e delle scuole per l’infanzia dovrebbe rientrare tra le funzioni primarie
ed ordinarie, da conservare in house
per la sua importanza sociale ed educativa. Rimettere in gioco la gestione ogni
tre anni o addirittura ogni anno rischia di precarizzare il corpo insegnante e
quello ausiliario e di ingenerare incertezza nei metodi operativi. L’esternalizzazione
della gestione dei servizi di socializzazione ed istruzione dei più piccini ha
anche un costo economico maggiore di quello della gestione diretta: 1°) un
appaltatore deve ottenere utili, il Comune no; 2°) tenere periodicamente le
gare rappresenta un costo, anche quando non finiscono in tribunale; 3°) ai
costi fatturati dall’appaltatore bisogna aggiungere l’iva al 5%, che non si
applica se la gestione è diretta. In conclusione, internalizzare di nuovo la
gestione degli asili e della scuola per l’infanzia comporterebbe un servizio
migliore e più economico. Questa strada è invece rifiutata in ossequio all’ideologia
neoliberista, secondo la quale la gestione privata è sempre migliore di quella
pubblica, che nel concreto copre il crescente intreccio, non sempre limpido,
tra politica ed affari.
PS – Nei documenti del Comune di Termoli la
via in cui ha sede il Consorzio 45 sarebbe intestata ad “Alcide Gramsci”, con
un incredibile e buffo incrocio tra Alcide De Gasperi ed Antonio Gramsci.
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