Letizia Brichetto in Moratti, rampolla di razza del capitalismo italiano (i Bichetto nel settore assicurativo, i Moratti in quello energetico) - appena cooptata nella giunta della regione Lombardia, ad affiancare, come vicepresidente, il presidente Fontana ed a sostituire l’assessore al “welfare” Gallera – ne ha detta una mostruosa. Ha rivendicato che l’assegnazione dei vaccini anticovid sia proporzionale al reddito prodotto dalle regioni, non al numero degli abitanti.
Il concetto sottostante è che occorre
proteggere dalla pandemia il reddito, non le persone. Sviluppando tale concetto,
dovremmo coerentemente concludere che bisognerebbe vaccinare anche le persone
secondo la gerarchia dei loro redditi: prima i dirigenti, poi i quadri, a
seguire i dipendenti di concetto, quelli esecutivi e, in fono in fondo, i commessi
ed i manovali. Come comportarsi con i precari o, peggio, i disoccupati e con
quelli che pur essendo in età lavorativa non lavorano e neanche si iscrivono
alla disoccupazione, perché del tutto scoraggiati? Seguendo la logica della
Brichetto-Moratti, non sarebbe neanche il caso di spendere tempo e soldi per
vaccinarli. I pensionati poi, non dovrebbero essere vaccinati nel modo più assoluto,
così migliora il bilancio dell’INPS. In campo internazionale, secondo il
principio Bichetto-Moratti, non è proprio il caso di preoccuparsi degli
africani (un miliardo e duecento milioni di persone) e di tutti i paesi del mondo a
basso reddito.
Povera Italia, in mano a questa classe
dominante. E poveri quegli italiani che continuano a farsi incantare da questi
personaggi e addirittura li votano.
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