I
nostalgici della sindacatura Sbrocca non demordono ed emanano un comunicato
stampa in cui invocano chiarezza, che di fatto è a sostegno dei fratelli De
Francesco e del Grande Scempio di Termoli. Non dicono esplicitamente “Siamo
favorevoli al tunnel ed alla demolizione del colle di Sant’Antonio, da
rimpiazzare con un complesso immobiliare polifunzionale”; invece affermano fumosamente
che «La riqualificazione del centro cittadino è un’opportunità
da non sprecare».
I due si
producono in accorate previsioni di sciagure, che si abbatterebbero sul Comune
di Termoli, qualora dovesse rifiutare le pretese dei fratelli De Francesco. In
tal caso, essi dicono, «È lecito temere che l’impresa possa chiedere un
risarcimento per i costi sostenuti, oltre a eventuali danni per lucro cessante.» Tocca ribadire quanto detto e
ridetto più volte: l’aggiudicazione di una gara senza la successiva firma del
relativo contratto può dare luogo al massimo ad una responsabilità
precontrattuale, con il diritto dell’aggiudicataria alla sola rifusione delle
spese di progettazione (documentate), ma mai al pagamento di penali e danni di
qualsivoglia tipo. Tuttavia è possibile, anzi probabile, che il Comune non
debba pagare proprio nulla, stando agli esiti di due recenti contenziosi, del
Comune con Nidaco Costruzioni e Cosvim, per due appalti che non si sono
tradotti in contratti, per i quali il Consiglio di Stato ha negato a Nidaco qualunque
rimborso ed ha riconosciuto a Cosvim poche migliaia di euro, per due relazioni
successive all’aggiudicazione.
Mileti ed Orlando adombrano poi il
rischio che vadano perduti finanziamenti pubblici. Di quali finanziamenti
parlano? I 5 milioni del Fondo sviluppo e coesione 2007-2013 non sono più in
capo al tunnel, in quanto il 10/10/2022 l’allora sindaco Roberti ha chiesto
alla Regione ed ottenuto la loro riprogrammazione sul parcheggio multipiano da
realizzare in Piazza Donatori di sangue. Se invece essi si riferiscono ai 5
milioni di fondi del PNRR, promessi dal Ministero degli interni per la
“riqualificazione urbana” del Piano di Sant’Antonio e del Pozzo Dolce, sappiano
che sono relativi ad un nuovo intervento, che andrà avviato e concluso con un
nuovo procedimento, del tutto distinto da quello aggiudicato a De Francesco
Costruzioni.
Il massimo è però la domanda con cui i
due consiglieri si chiedono «perché il
Dirigente non abbia ancora sottoscritto la convenzione». La risposta è
semplice: se il dirigente competente firmasse il contratto oggetto delle
pretese dei De Francesco, il Comune assumerebbe la responsabilità contrattuale
di realizzarlo ed allora veramente sarebbe esposto a rischi risarcitori, in
caso di inadempimento.
Concludo anch’io con una domanda. È chiaro di chi fanno gli interessi Mileti ed Orlando?
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