lunedì 7 aprile 2025

Mileti ed Orlando invocano chiarezza

 


I nostalgici della sindacatura Sbrocca non demordono ed emanano un comunicato stampa in cui invocano chiarezza, che di fatto è a sostegno dei fratelli De Francesco e del Grande Scempio di Termoli. Non dicono esplicitamente “Siamo favorevoli al tunnel ed alla demolizione del colle di Sant’Antonio, da rimpiazzare con un complesso immobiliare polifunzionale”; invece affermano fumosamente che «La riqualificazione del centro cittadino è un’opportunità da non sprecare».

I due si producono in accorate previsioni di sciagure, che si abbatterebbero sul Comune di Termoli, qualora dovesse rifiutare le pretese dei fratelli De Francesco. In tal caso, essi dicono, «È lecito temere che l’impresa possa chiedere un risarcimento per i costi sostenuti, oltre a eventuali danni per lucro cessante.» Tocca ribadire quanto detto e ridetto più volte: l’aggiudicazione di una gara senza la successiva firma del relativo contratto può dare luogo al massimo ad una responsabilità precontrattuale, con il diritto dell’aggiudicataria alla sola rifusione delle spese di progettazione (documentate), ma mai al pagamento di penali e danni di qualsivoglia tipo. Tuttavia è possibile, anzi probabile, che il Comune non debba pagare proprio nulla, stando agli esiti di due recenti contenziosi, del Comune con Nidaco Costruzioni e Cosvim, per due appalti che non si sono tradotti in contratti, per i quali il Consiglio di Stato ha negato a Nidaco qualunque rimborso ed ha riconosciuto a Cosvim poche migliaia di euro, per due relazioni successive all’aggiudicazione.

Mileti ed Orlando adombrano poi il rischio che vadano perduti finanziamenti pubblici. Di quali finanziamenti parlano? I 5 milioni del Fondo sviluppo e coesione 2007-2013 non sono più in capo al tunnel, in quanto il 10/10/2022 l’allora sindaco Roberti ha chiesto alla Regione ed ottenuto la loro riprogrammazione sul parcheggio multipiano da realizzare in Piazza Donatori di sangue. Se invece essi si riferiscono ai 5 milioni di fondi del PNRR, promessi dal Ministero degli interni per la “riqualificazione urbana” del Piano di Sant’Antonio e del Pozzo Dolce, sappiano che sono relativi ad un nuovo intervento, che andrà avviato e concluso con un nuovo procedimento, del tutto distinto da quello aggiudicato a De Francesco Costruzioni.

Il massimo è però la domanda con cui i due consiglieri si chiedono «perché il Dirigente non abbia ancora sottoscritto la convenzione». La risposta è semplice: se il dirigente competente firmasse il contratto oggetto delle pretese dei De Francesco, il Comune assumerebbe la responsabilità contrattuale di realizzarlo ed allora veramente sarebbe esposto a rischi risarcitori, in caso di inadempimento.

Concludo anch’io con una domanda. È chiaro di chi fanno gli interessi Mileti ed Orlando?

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