La formazione politica molisana Costruire Democrazia, recentemente
integrata da Antonio Di Pietro, ha riesumato la tesi - sostenuta già da alcuni
anni e da politici di svariati colori – che il debito sanitario del Molise
sarebbe responsabilità dello Stato centrale, in quanto il servizio sanitario
regionale (SSR) è commissariato dal 2009, pertanto toccherebbe a Roma ripianarlo.
Per approfondire la questione rimando ad un mio recente articolo (
https://antennatermoli.blogspot.com/2025/03/la-chimera-della-cancellazione-del.html
); qui mi limito a ricordare
che i commissari “romani” (Giustini e Degrassi) hanno operato soltanto dal
07/12/2018 al 31/07/2021 e che comunque anche allora non hanno contato nulla. A
fine marzo gli avvocati Antonio Di Pietro, Pino Ruta e Margherita Zezza, hanno
presentato al TAR Molise un ricorso a nome di Andrea Montesanto (esponente di
Costruire Democrazia) in qualità di cittadino, per chiedere appunto che il
debito del SSR vada in capo al Governo nazionale; invocando inoltre la
sospensiva cautelare dell’ulteriore aumento dell’addizionale regionale IRPEF,
conseguente al “buco” sanitario.
Ricorso e richiesta di sospensiva sono senza alcuna
speranza di successo, perché nel diritto amministrativo il cittadino non può agire
in quanto tale, ma solo per tutelare un interesse legittimo personale (non
diffuso o generale). Il 17 aprile il TAR si è pronunciato sulla domanda di
sospensiva, rigettandola appunto per mancanza di legittimazione attiva del
ricorrente, ma il pool degli avvocati di Montesanto ha annunciato imperturbabile
che adirà il Consiglio di Stato riguardo al rigetto della sospensiva. Tra l’altro
nel ricorso e nella richiesta di sospensiva sono intervenuti ad adiuvandum anche Lega delle Cooperative,
CNA, Cittadinanzattiva e CGIL. Sono particolarmente deluso del comportamento della
CGIL, che non ha inteso sentire preventivamente in merito gli iscritti, ma
neanche li ha informati a cose fatte.
Perché accade ciò? Possibile che fior di avvocati e le
organizzazioni citate non si rendano conto dell’inconsistenza sul piano legale
del ricorso; oppure che ne siano consapevoli, ma cerchino di sfruttare l’azione
giudiziaria a scopo meramente propagandistico? Quale che sia la risposta, non capiscono
che per tirare fuori dalla palude il SSR del Molise non basta cancellare i
debiti fin qui accumulati, ma occorre investire per la riorganizzazione dei
servizi, perché il deficit di prestazioni viene prima del deficit economico.
E' probabilmente propaganda. Di questi tempi avere analisi razionali dei problemi è cosa rara
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