domenica 29 ottobre 2023

La scala delle glorie civiche

 


Indotto dalla bella giornata, primaverile benché siamo in autunno, mi sono offerto una passeggiata al porto di Termoli. Giunto alla rotonda del molo sud, dove si trova una scala che sale a Via Carlo del Croix, sono rimasto di stucco. Per iniziativa del Lions Club Termoli Host, sulle alzate dei gradini della scala sono stati dipinti i nomi dei termolesi e affini ritenuti eminenti, con la relativa “qualifica”: poeta, scrittore, storico, artista, ecc.

Le glorie civiche sono elencate - dai gradini in alto a quelli in basso - in rigoroso ordine alfabetico, con logica egualitaria, indipendentemente dalla caratura delle loro opere. Sul gradino più alto, alla lettera “A”, è menzionato Alfano da Termoli, architetto della cattedrale di Termoli e scultore di elevato pregio, autore, tra l’altro, del pulpito della cattedrale di Ravello e del ciborio dell’altare maggiore del duomo di Bari. A seguire, si va dalla “B” di Basilico Michele (poeta) alla “T” di Tarasca Umberto (fotografo). In totale si contano 28 eminenze, in prevalenza poeti, scrittori e storici, alcuni con doppia o tripla qualifica.

Mi pare inappropriato mettere sulla stessa scala, in senso proprio e figurato, persone le cui opere hanno un valore estremamente differente tra loro ed in alcuni casi discutibile. La distanza tra Alfano da Termoli, Gennaro Perrotta (grecista di livello mondiale), Benito Jacovitti (innovatore del fumetto) e gli altri è abissale. Al terzetto dei grandi si possono aggiungere due ottimi artisti come Basso Sciarretta ed Achille Pace, ma non andrei oltre. Una cosa è l’egualitarismo sociale, di cui sono fautore, altra è mischiare in un unico calderone le glorie civiche, vere o presunte che siano.

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