Correva l’anno
1974 quando il sindaco Di Giandomenico inaugurò nel parco comunale di Termoli una
piscina pubblica, anzi due: una piccola ed una grande. La vasca grande doveva
essere lunga 25 metri e profonda 1,60 metri, consentendo di tenere le gare in
vasca “corta”, ma il progettista, considerato un’autorità indiscussa, propose
l’aggiunta delle piattaforme per i tuffi (a 3, 5 e 10 metri), il che comportò:
1°) l’aumento della profondità della vasca a 4,80 metri nella zona dei tuffi,
per poi salire gradualmente fino ad 1,60 metri; 2°) l’allungamento della vasca
a 33 metri, per le regole di sicurezza nei tuffi. Codesti “miglioramenti”
causarono due conseguenze nefande: un notevole incremento dei costi di
funzionamento, dovuto alla triplicazione della quantità d’acqua necessaria a
riempire la vasca; l’impossibilità di tenere competizioni natatorie ufficiali,
che richiedono vasche da 50 o 25 metri di lunghezza. L’impianto era altresì
scoperto, il che limitava il suo utilizzo alla stagione estiva. Comunque sia,
la piscina funzionò per due o tre lustri, fino a quando il torrente Rio Vivo
non esondò, allagando l’impianto e, soprattutto, i locali tecnici che
ospitavano pompe, motori e filtri, i quali (non essendo stata prevista alcuna
protezione in caso di inondazione) andarono completamente distrutti. L’evento,
unito alla concomitante apertura di una piscina comunale coperta, determinò
l’abbandono dell’impianto, che poco a poco si ridusse ad un rudere.
Passano i
decenni, finché nel 2017 l’amministrazione Sbrocca candida il recupero
dell’impianto ai finanziamenti del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, per
l’importo totale di 937.615 euro; l’idea iniziale è «la ristrutturazione del vecchio edificio a servizio dell’impianto oltre
alla riqualificazione e copertura della vasca piccola, e la riqualificazione
della vasca grande e delle relative pertinenze» (delibera di Giunta n. 225, del
02/08/2017). La Regione, che gestisce il FSC 2014-2020, ammette il progetto tra
quelli finanziabili – con un contributo di 600.000 euro, mentre i restanti
337.615 euro resterebbero a carico del Comune (16/02/2018) - e infine lo
approva il 18/10/2018.
Non
riferisco l’intero procedimento amministrativo che ne seguì, mi limito agli
eventi salienti. Il 14/03/2019 (determina n. 544) - poco prima delle elezioni
comunali di giugno, che perderà – la Giunta Sbrocca approva una importante variante
progettuale: invece del ripristino delle due vasche (grande e piccola), si
stabilisce di realizzare una sola vasca, ma olimpionica, di 50 metri per 21,
profonda 2 metri. L’aggiornamento genera un aumento dei costi dell’opera ad
1.187.615 euro; i 250.000 euro di incremento sono a carico del Comune, il cui impegno
finanziario sale così a 587.615 euro. L’idea di abbandonare le due vasche per
realizzarne una olimpionica mi pare condivisibile, salvo il fatto che le
odierne piscine olimpioniche sono larghe 26 metri e non più 21, perché ospitano
10 corsie, non 8.
Il
21/05/2020 (determina n. 848) nuova variante, questa volta in corso d’opera.
Non è dato sapere esattamente da quale mente sia scaturita la variante; la
relativa determina dice genericamente che l’Amministrazione (dunque quella
Roberti, subentrata a quella Sbrocca il 13 giugno 2019) ha sentito l’esigenza «di suddividere la vasca natatoria della piscina in due unità da 25 mt.
mediante utilizzo di “pontile mobile”, al fine di ottimizzare gli spazi e
gestire attività diverse in contemporanea; tale circostanza, comporta di
conseguenza di variare l'estensione della lunghezza della vasca di mt. 1,50
con conseguenti opere di adeguamento come i percorsi relativi ai servizi
igienici del pubblico; […]». La
sottolineatura è mia. La decisione lascia sconcertati. La suddivisione della
vasca in due sezioni, dove svolgere in contemporanea attività diverse, si può
ottenere semplicemente stendendo a metà vasca una sagola con dei galleggianti,
come si fa per delimitare le corsie, senza introdurre un pontile mobile,
costoso da realizzare e da gestire. Se proprio ci si vuole complicare la vita e
si decide di allestire un pontile mobile, bisogna anche preventivarne il costo
di costruzione e finanziarne la spesa; invece non è stato preventivato né
stanziato un centesimo. A lavori ultimati (a febbraio 2023 è stato rilasciato
il certificato di regolare esecuzione) ci troviamo con una piscina
“super-olimpionica” da 51,50 metri, inutilizzabile per le competizioni, visto
che del pontile mobile non c’è neanche l’ombra.
Intanto
sono ulteriormente cresciuti i costi. Ci si è resi conto che l’impianto
fognario che serviva le vecchie piscine era completamente da rifare; così il
Comune ha dovuto sobbarcarsi l’ulteriore spesa di 210.000 euro, coperti con un
mutuo della Cassa depositi e prestiti. Il costo totale dell’opera ha così raggiunto
1.437.370 euro, di cui 620.085 euro finanziati dal FSC 2014/2020 e 817.285 euro
a carico del Comune.
Le vicende
della nuova piscina nel parco non finiscono qui. Come si è detto, l’opera è
stata progettata, appaltata e realizzata scoperta, ma l’amministrazione Sbrocca
aveva previsto che la copertura venisse realizzata a cura e spese della società
che si fosse aggiudicata la finanza di progetto per la gestione ventennale del
trasporto pubblico di Termoli e di altri servizi, tra i quali la piscina stessa
(naturalmente gratis). Peccato che tra i documenti di gara manchi qualunque
indicazione tecnica ed economica che descriva tale copertura. Nonostante che
questa finanza di progetto sia piena zeppa di illegittimità amministrative -
censurate dal Consiglio Generale dell’ANAC nell’adunanza del 12/01/2022 - il
procedimento viene continuato e concluso dalla subentrata Giunta Roberti, con
l’aggiudicazione il 20/07/2020 a GTM srl di Giuseppe Larivera e la decorrenza
del contratto e della convenzione dal 1° settembre 2021. E la copertura? A
novembre 2021 GTM srl presenta un progetto, accettato senza critiche
dall’Amministrazione comunale, dove la copertura non è altro che una tettoia
priva di infissi, realizzata in legno lamellare, «che potrà
essere utilizzata prevalentemente nella stagione estiva».
Arriviamo all’inaugurazione
dell’opera, avvenuta il 22/06/2023, immediatamente prima delle elezioni
regionali del 25-26 giugno, con l’impianto che non dispone ancora della tettoia
e men che meno del pontile mobile. La storia continua.
Pino D'Erminio, grazie!
RispondiEliminaGrazie per l'impegno e la chiarezza con cui fai conoscere ai cittadini come stanno le cose, soprattutto quelle "strane". !
Grazie, come fate a non deporre le armi, tra gli incompetenti e i malfidati del comune? Bisogna fare un libro nero delle malefatte.
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