domenica 16 aprile 2023

La mobilità attiva non è peccato

 

Il 14 u.s. sono state pubblicate le sentenze gemelle del Consiglio di Stato (CdS) n. 3773 (ricorrente Gemelli Molise) e 3775 (ricorrente Neuromed) che hanno annullato i DCA (decreti del commissario ad acta), relativi ai limiti di spesa 2020 per le strutture sanitarie private accreditate, n. 56/2020 (limiti) e n. 60/2020 (schema contratto). Naturalmente le sentenze – benché pronunciate su ricorsi di Gemelli Molise e di Neuromed – valgono per tutti i privati accreditati; inoltre, i principi che esse stabiliscono riverberano anche sui limiti di spesa relativi agli anni successivi al 2020.

Le due sentenze in nuce

Entrambe le strutture – ragiona il CdS – rappresentano poli di eccellenza, vocati a servire un’utenza interregionale, istituite tra l’altro usufruendo di notevoli contributi pubblici. Le due strutture forniscono altresì cure e trattamenti che nel Molise non è in grado di fornire nessuna altra struttura sanitaria, pubblica o privata (alta cardiochirurgia e radioterapia oncologica per il Gemelli Molise e neurochirurgia per Neuromed). Per di più, il taglio dei tetti di spesa per le due strutture di eccellenza – che non fanno capo all’ASReM, ma alla Gestione Sanitaria Accentrata in seno alla Regione Molise – è stato decretato senza la minima concertazione.

Porre limiti alle prestazioni sanitarie di alta complessità, salvavita ed a quelle in emergenza-urgenza, «nella consapevolezza che non esistono nella Regione Molise altre strutture sanitarie in grado di fornirle, si appalesa del tutto illogico ed irragionevole, specie se si considera che tali prestazioni, se rese nei confronti dei pazienti di altre regioni, non comportano oneri a carico della Regione Molise.» Su questo punto il CdS non ha tenuto conto dell’onere finanziario a carico del Servizio Sanitario Regionale (SSR) per la differenza positiva, oscillante tra 20 e 30 milioni l’anno, tra mobilità attiva e passiva che il SSR anticipa alle strutture sanitarie private e recupera nella camera di compensazione nazionale con un ritardo di un paio d’anni.

L’adozione di limiti di spesa rigidi (sia per i regionali che per gli extra) «risulta adottata senza lo svolgimento di un’adeguata istruttoria, senza tener conto della domanda storica delle prestazioni.»

Le conseguenze economiche e politico-amministrative delle sentenze

I principi desumibili dalle due sentenze, nei rapporti con i privati accreditati, sono:

·         non si possono porre limiti alle prestazioni sanitarie di alta complessità, salvavita e in emergenza-urgenza, erogate a residenti in Molise e non;

·         decurtare le prestazioni in mobilità attiva delle strutture private accreditate non riduce i costi del SSR del Molise e neanche di quello nazionale;

·         in particolar modo per i due poli di eccellenza, Neuromed e Gemelli Molise, devono essere stabiliti limiti di spesa ampi, per l’utenza sia regionale, ma specialmente extraregionale.

Sul piano economico immediato, ne consegue che la Regione Molise non può trattenere i cosiddetti extrabudget da mobilità attiva i cui importi sono stati pagati dalle regioni di provenienza degli assistiti; ma l’importanza delle due sentenze è soprattutto politico-amministrativa, perché contesta la narrazione che la mobilità attiva generata dalle strutture sanitarie private accreditate toglierebbe risorse per i residenti e causerebbe un aggravio di costi per il SSR del Molise. Il punto di vista del CdS è ragionevole e condivisibile? Indubbiamente sì, ma con un correttivo: come già detto, il CdS non ha considerato il costo delle anticipazioni finanziarie sul supero di valore della mobilità attiva rispetto a quella passiva; la questione può essere facilmente risolta stabilendo nel contratto con i privati che il SSR del Molise anticipa i corrispettivi da mobilità attiva entro e non oltre l’importo della mobilità passiva, rinviando il pagamento della differenza a quando la mobilità attiva e passiva saranno liquidate nella stanza di compensazione nazionale.

La mobilità attiva (con il correttivo appena detto) non solo non appesantisce i conti della sanità Molisana e non ruba servizi ai residenti, ma genera un effetto positivo sul reddito e sull’occupazione regionale e consente di avere in regione servizi sanitari che non si potrebbero sostenere solo sulla piccola scala demografica del Molise, a vantaggio di residenti e non.

Neanche si può dire che i privati accreditati siano la causa della perdita di utenti regionali delle strutture pubbliche dirette. Se fossero i privati accreditati ad assorbire la gran parte dell’utenza persa dall’ASReM, il Molise dovrebbe avere una mobilità passiva molto bassa ed invece ha la percentuale più alta in assoluto (30%) tra le regioni. È vero che in Molise il fatturato dei privati accreditati per prestazioni ospedaliere e visite specialistiche a residenti è percentualmente più alto di quello medio nazionale, ma questa, così come la pesante mobilità passiva, è la conseguenza (non la causa) della inveterata cattiva gestione del SSR del Molise, che non è solo in difficoltà, come la gran parte dei SSR, ma è ormai in dissoluzione.

Nessun commento:

Posta un commento