L’istanza
di concessione demaniale marittima, avanzata da Maverick srl per un parco
eolico che occuperebbe 295 kmq di mare (maggiore della somma dei territori di
Montenero, Petacciato, Termoli e Campomarino, che è di 261 kmq), ha ravvivato la
questione su quale convenienza traggano i molisani dagli impianti eolici, sia a
terra che a mare. Una tesi piuttosto diffusa è che il Molise già produce il
doppio dell’elettricità che consuma, di cui metà da rinnovabili ed in
particolare un quarto dall’eolico a terra; questo occuperebbe territorio senza
dare utili, se non a coloro che hanno venduto o affittato i terreni per gli
aerogeneratori. Dicono costoro: “Abbiamo già dato, senza nulla ricevere”. Ed
anche: “Se si vogliono impiantare parchi eolici, devono darci delle compensazioni”.
Questa tesi non è condivisibile dal punto di vista civico ed è disinformata nei
fatti.
Non è vero
che le comunità locali non otterrebbero nessun vantaggio economico, perché gli
impianti eolici sono soggetti all’IMU, come tutti gli impianti industriali (per
i parchi offshore non è chiaro se si applica l’IMU o l’IMPi, che però dal lato
impositivo sono identiche). L’aliquota IMU è 1,06 % sul valore dell’impianto,
di cui lo 0,76 % va allo Stato e lo 0,30 % al comune dove sono ubicati gli
impianti. In Molise esistono 79 impianti eolici a terra (non “migliaia”, come
si sente dire), con una potenza installata di 376 MW (megawatt); considerato
che il costo di costruzione di un impianto eolico a terra va da un minimo di
1,2 milioni ad un massimo di 2 per ogni MW di potenza installata, gli impianti
ubicati in Molise valgono almeno 450 milioni e dovrebbero fornire ai comuni ogni
anno un gettito IMU non inferiore a 1,35 milioni. Gli impianti eolici a mare
flottanti (attualmente inesistenti in Molise) hanno un costo di costruzione
intorno a 3,2 milioni per MW di potenza installata; pertanto, un eventuale
parco da 600 MW (non da 1.800 MW, come favoleggia l’inconsistente e smisurata proposta
di Maverick) costerebbe circa 1,9 miliardi e darebbe localmente un gettito
fiscale di 5,7 milioni l’anno.
Il gruppo
Molise Domani ha proposto che, in cambio della realizzazione dello spropositato
parco prospettato da Maverick, vengano riconosciuti in Molise sconti sulle
tariffe elettriche alle imprese ed ai “cittadini più bisognosi”. Tale proposta
è irrealizzabile, perché, nel caso dell’elettricità da fonti rinnovabili, la
legge italiana vieta le compensazioni a favore di regioni e province e quelle
meramente patrimoniali a favore dei comuni; in caso di elevato impatto
territoriale, sono ammesse misure compensative di carattere ambientale e
territoriale, non eccedenti il 3 % del valore dell’elettricità prodotta (DM
10/09/2010, allegato 2, artt. 1 e 2).
Dal lato
civico, la differenza tra una comunità ed un aggregato di persone è che, nel
primo caso, l’interesse generale è considerato un valore anche da quei membri
che non ne hanno un ritorno diretto personale. Non si tratta solo di una scelta
etica, ma anche pratica: se tutti promuovono l’interesse generale in tutti i
campi, si ottiene un miglioramento delle condizioni di vita dell’intera
comunità. Inoltre, ponendo la questione in termini “contabili”, potrebbe risultare
che il Molise ottenga dal sistema paese più di quanto dia.
Se cominciassimo a pensare ai servizi in generale: trasporti, sanità, energia, ecc., come pubblici il discorso cambierebbe totalmente. Perchè dobbiamo finanziare con soldi pubblici attività private?
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