venerdì 21 aprile 2023

Eolico? E a me che me ne viene?

 


L’istanza di concessione demaniale marittima, avanzata da Maverick srl per un parco eolico che occuperebbe 295 kmq di mare (maggiore della somma dei territori di Montenero, Petacciato, Termoli e Campomarino, che è di 261 kmq), ha ravvivato la questione su quale convenienza traggano i molisani dagli impianti eolici, sia a terra che a mare. Una tesi piuttosto diffusa è che il Molise già produce il doppio dell’elettricità che consuma, di cui metà da rinnovabili ed in particolare un quarto dall’eolico a terra; questo occuperebbe territorio senza dare utili, se non a coloro che hanno venduto o affittato i terreni per gli aerogeneratori. Dicono costoro: “Abbiamo già dato, senza nulla ricevere”. Ed anche: “Se si vogliono impiantare parchi eolici, devono darci delle compensazioni”. Questa tesi non è condivisibile dal punto di vista civico ed è disinformata nei fatti.

Non è vero che le comunità locali non otterrebbero nessun vantaggio economico, perché gli impianti eolici sono soggetti all’IMU, come tutti gli impianti industriali (per i parchi offshore non è chiaro se si applica l’IMU o l’IMPi, che però dal lato impositivo sono identiche). L’aliquota IMU è 1,06 % sul valore dell’impianto, di cui lo 0,76 % va allo Stato e lo 0,30 % al comune dove sono ubicati gli impianti. In Molise esistono 79 impianti eolici a terra (non “migliaia”, come si sente dire), con una potenza installata di 376 MW (megawatt); considerato che il costo di costruzione di un impianto eolico a terra va da un minimo di 1,2 milioni ad un massimo di 2 per ogni MW di potenza installata, gli impianti ubicati in Molise valgono almeno 450 milioni e dovrebbero fornire ai comuni ogni anno un gettito IMU non inferiore a 1,35 milioni. Gli impianti eolici a mare flottanti (attualmente inesistenti in Molise) hanno un costo di costruzione intorno a 3,2 milioni per MW di potenza installata; pertanto, un eventuale parco da 600 MW (non da 1.800 MW, come favoleggia l’inconsistente e smisurata proposta di Maverick) costerebbe circa 1,9 miliardi e darebbe localmente un gettito fiscale di 5,7 milioni l’anno.

Il gruppo Molise Domani ha proposto che, in cambio della realizzazione dello spropositato parco prospettato da Maverick, vengano riconosciuti in Molise sconti sulle tariffe elettriche alle imprese ed ai “cittadini più bisognosi”. Tale proposta è irrealizzabile, perché, nel caso dell’elettricità da fonti rinnovabili, la legge italiana vieta le compensazioni a favore di regioni e province e quelle meramente patrimoniali a favore dei comuni; in caso di elevato impatto territoriale, sono ammesse misure compensative di carattere ambientale e territoriale, non eccedenti il 3 % del valore dell’elettricità prodotta (DM 10/09/2010, allegato 2, artt. 1 e 2).

Dal lato civico, la differenza tra una comunità ed un aggregato di persone è che, nel primo caso, l’interesse generale è considerato un valore anche da quei membri che non ne hanno un ritorno diretto personale. Non si tratta solo di una scelta etica, ma anche pratica: se tutti promuovono l’interesse generale in tutti i campi, si ottiene un miglioramento delle condizioni di vita dell’intera comunità. Inoltre, ponendo la questione in termini “contabili”, potrebbe risultare che il Molise ottenga dal sistema paese più di quanto dia.


1 commento:

  1. Se cominciassimo a pensare ai servizi in generale: trasporti, sanità, energia, ecc., come pubblici il discorso cambierebbe totalmente. Perchè dobbiamo finanziare con soldi pubblici attività private?

    RispondiElimina