Murale che si trovava nel cortile de “La città
invisibile”.
Correvano
gli anni ’60 del secolo scorso, quando a Termoli venne realizzato un nuovo
carcere in Piazza Olimpia, sita tra il campo sportivo ed il cimitero. Si
trattava di una piccola struttura per detenzioni temporanee, su una superficie
di forma quadrata di 2.500 mq circa, costituita da un edificio ad un piano
fuori terra di 800 mq e, per la restante parte, da cortili. Il carcere funzionò
per poco tempo ed ebbe in seguito vari utilizzi sostitutivi. Per molti anni,
fino a tutto il 2013, fu la sede dei vigili urbani. Più di recente, ha ospitato
in parte un deposito della Croce Rossa ed in parte, da maggio 2018 ad ottobre
2021, i servizi de “La città invisibile”, associazione di volontariato per
l’assistenza ai senza tetto.
Ma proprio
nel 2018 la Giunta Sbrocca, che allora guidava la città, immaginava ben altro
futuro per l’ex carcere, candidandolo ad un contributo europeo di 405.000 euro,
per trasformarlo in “Museo del mare nella terra dei frentani e caffè
letterario”. Si trattava di fondi destinati al recupero ed alla valorizzazione
di beni e di edifici culturali e storici; orbene, l’ex carcere non ha alcun
valore né culturale né storico, ciò nonostante, il contributo è stato concesso
dalla Regione Molise, che gestisce l’assegnazione dei fondi europei. È altresì evidente l’inadeguatezza
della collocazione del museo del mare e “caffè letterario” in appena 800 mq ed
in una zona di Termoli marginale.
La Giunta
Sbrocca ha fatto in tempo ad affidare la progettazione dell’opera (20 marzo
2019), ma poi ha dovuto passare la mano alla Giunta Roberti, subentrata il 24
giugno 2019. Il progetto ha proseguito il suo iter con la nuova Giunta ed è
stato appaltato il 10 maggio 2021; l’opera è stata completata il 1° marzo 2023
ed il 6 aprile 2023 all’impresa di costruzioni è stato liquidato il terzo ed
ultimo stato di avanzamento dei lavori.
La vicenda
sembrerebbe giunta al termine, ma non è affatto così. La Giunta Roberti ha inopinatamente
inserito già nel Programma triennale dei lavori pubblici 2022-2024 il medesimo
ex carcere per ben due interventi finanziati dal PNRR: un centro
socio-educativo per disabili, per 1,2 milioni, e – incredibile a dirsi –
nuovamente un museo del mare e caffè letterario con «rifunzionalizzazione delle aree
pubbliche limitrofe», per 4,3
milioni. Non basta: nella variazione al programma biennale degli acquisti di
forniture e servizi 2023-2024, approvata dalla Giunta Roberti il 31 marzo 2023,
troviamo altri 488.000 euro, finanziati dal Ministero dell’ambiente e della
sicurezza energetica, per l’efficientamento energetico ed impiantistico dell’ex
carcere di Piazza Olimpia. Se facciamo il totale di tutti gli investimenti,
sull’ex carcere pioverebbero 6,4 milioni.
Com’è
possibile che un immobile appena ristrutturato abbia bisogno di efficientamento
energetico ed impiantistico, per altro per un importo superiore al costo della
ristrutturazione stessa? Com’è possibile chiedere fondi per il medesimo “museo
del mare e caffè letterario” già finanziato, addirittura moltiplicati per 10?
Com’è possibile immaginare di concentrare museo, caffè e centro disabili nello
spazio modesto di cui dispone l’ex carcere? Mancando risposte razionali, si può
pensare solo ad un incantesimo.
Eppure investimenti migliori dei fondi del PNRR erano e sono ancora ben possibili, come la ristrutturazione dell’ex istituto nautico in Viale Trieste, chiuso nel 2008 per presunti problemi di stabilità, sui quali non è stata effettuata alcuna perizia tecnica. L’edificio, elevato su due piani fuori terra, copre la superficie di 2.930 mq, più altri 1.534 mq occupati da una pineta; esso è ubicato praticamente in centro, con il quale è collegato dal sottopassaggio della stazione ferroviaria. Eppure l’ex nautico non piaceva alla Giunta Sbrocca, come a quella Roberti, che hanno cercato di disfarsene, offrendolo a prezzi sempre più scontati (siamo arrivati a 5,8 milioni, includendo nel “pacchetto” anche il contiguo istituto Schweitzer, perfettamente funzionante). Anche questo non si spiega razionalmente e non resta che ipotizzare un altro incantesimo.