La Giunta
regionale, con una decisione assunta proprio l’ultimo giorno del mandato
triennale di Oreste Florenzano, non gli ha rinnovato l’incarico di direttore
generale dell’ASReM. Dal punto di vista politico la decisione potrebbe apparire
sorprendente, vista la totale intesa tra Florenzano ed il presidente di
regione, nonché commissario ad acta
per il rientro del disavanzo del servizio sanitario del Molise; ma dal punto di
vista dei risultati operativi la bocciatura è più che giustificata. Sia chiaro
che non esprimo giudizi generali sulla persona di Florenzano, ma sulla sua
gestione dell’ASReM dal 2020 ad oggi, caratterizzata da una totale assenza di
interventi strutturali di risanamento della capacità di servizio dell’ASReM,
prima ancora che dei conti. Il suo compito era tutt’altro che facile, date le
gravi deficienze di organico ed organizzative dell’ASReM; inoltre, il suo esordio
da direttore generale ha coinciso con l’inizio della pandemia; ma proprio
queste sfide potevano offrirgli l’opportunità di avviare (non certo di
concludere) il risanamento della sanità molisana. Invece niente. Un totale
appiattimento sulle “disposizioni” del presidente-commissario Toma.
La gestione
della pandemia è stata carente, nonostante che il covid abbia investito con
forza il Molise solo da novembre 2020. Ancora oggi il Molise è l’unica regione
in cui non esiste ancora una struttura “covid” specializzata. La famigerata
“Torre Covid”, imposta da Toma, è ancora allo stato di progetto, approvato solo
alcuni giorni fa, ed intanto il suo preventivo di spesa è lievitato da sei ad
otto milioni.
La carenza
di personale, specialmente medico, si è fatta sempre più drammatica: mancano
anestesisti, pediatri e neonatologi, ginecologi, ortopedici, cardiologi ed
emodinamisti. Ai concorsi, quando non vanno deserti, rispondono per lo più
degli specializzandi ed in numero insufficiente alle richieste; è anche
capitato che medici e tecnici neoassunti si siano dimessi dopo pochi mesi. Questo
problema, che è il più grave di cui soffre l’ASReM, è stato affrontato
limitandosi a riproporre pedantemente i concorsi, senza immaginare alcuna
misura che potesse renderli più attrattivi. In tre anni, non è stato indetto
alcun concorso da primario e negli ospedali della regione i reparti sono ormai
quasi tutti diretti da facenti funzione. Il servizio sanitario del Molise naviga
a vista ormai da anni; infatti, l’ultimo Programma operativo approvato è quello
del 2015-2018.
Ciononostante,
Florenzano aveva buone chance di riconferma.
Il 16 novembre 2022 aveva incassato l’approvazione del “Nucleo di valutazione
per la verifica delle attività del direttore generale ASReM”, composto dalla dott.ssa
Lolita Gallo (presidente), direttrice generale per la Salute della Regione
Molise, dal dottor Claudio Iocca, direttore del III Dipartimento della Regione
Molise, e dal prof. Francesco Capalbo, ordinario di Economia aziendale all’Unimol.
La procedura di valutazione è stata lunga e meditata; sono occorse ben cinque
riunioni, dal 30 giugno all’11 novembre 2022. È stato esaminato l’operato di
Florenzano negli anni 2020 e 2021 in relazione ai sei obiettivi generali che
gli erano stati assegnati e, di questi, risulterebbe mancato solo quello
relativo alla “garanzia dell’equilibrio economico-finanziario dell’azienda”.
Invece, sono
stati raggiunti i quattro obiettivi seguenti: “invio informatico trimestrale
alla Regione, al Ministero dell’economia e finanze ed al Ministero della salute
della certificazione di accompagnamento del conto economico trimestrale”; “rispetto
delle leggi o regolamenti e del principio di buon andamento e di imparzialità
dell’Amministrazione”; “rispetto degli obblighi di trasparenza”; “rispetto
degli obblighi in materia di prevenzione della corruzione”. E questi sarebbero
degli obiettivi?! Semmai sono obblighi generali (burocratici e normativi), il
cui adempimento è un fatto scontato e basilare.
Veniamo al
sesto obiettivo: “conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali previsti
dai LEA e dal Nuovo sistema di garanzia”, riguardo al quale «non è ancora possibile conoscere gli esiti delle certificazioni
ministeriali, [pertanto il Nucleo di valutazione] ritiene che l’obiettivo possa considerarsi RAGGIUNTO». Ogni commento mi pare superfluo.
Oltre alla promozione del Nucleo di
valutazione, Florenzano ha ottenuto anche quella della Conferenza dei sindaci,
riunita il 25 gennaio 2023, sia pure di misura: 30 voti a favore e 27 contrari.
Dov’erano gli altri 79 sindaci assenti?
Nonostante
l’appoggio di Toma, del Nucleo di valutazione e della Conferenza dei sindaci,
Florenzano è stato bocciato dalla Giunta regionale. Come siano andate le cose
punto per punto, al momento è noto ad una cerchia politica ristretta, certo la
riunione della Giunta regionale deve essere stata molto accesa. Considerando le
recentissime dimissioni del vicecommissario ad acta Papa, legatissimo a Toma,
immediatamente rimpiazzato dal Governo nazionale con Bonamico, sembra plausibile,
anzi probabile, che la caduta di Florenzano sia dipesa dalla perdita di credito
di Toma dentro la sua stessa area politica, sia in regione che a livello del
Governo nazionale.
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