Il 1° giugno il
Consiglio comunale di Termoli ha approvato il rendiconto 2021, con il voto
favorevole della maggioranza e la non partecipazione al voto dell’opposizione.
Tra tutti i conti che compongono i rendiconti comunali, il più importante è il
bilancio finanziario per competenza, il cui risultato deve essere non negativo.
Nel 2021 il risultato di competenza è stato di 4,0 milioni, in decremento
rispetto ai 6,5 milioni del 2020 ed ai 7,0 milioni del 2019; ma in realtà
l’esercizio finanziario 2021 è stato ben migliore di quelli precedenti.
Risultati
di competenza dal 2016 al 2021
Una prima novità
positiva è rappresentata dalla riscossione
di 12,6 milioni a seguito della conclusione in via transattiva del
contenzioso fiscale con Edison-ENI, relativo alle piattaforme estrattive Rospo
Mare A, B e C, ed al serbatoio galleggiante Alba Marina. Questa entrata, eccezionale ed irripetibile, ha
permesso di sanare, almeno per il 2021, il deficit di liquidità che da anni affligge
il bilancio finanziario, deficit che veniva fronteggiato utilizzando e poi
reintegrando i fondi pluriennali vincolati (FPV). Attingere temporaneamente ai
FPV è consentito, entro certi limiti, dall’art. 195 del Testo unico enti locali
(TUEL); ma il Comune di Termoli per anni vi ha fatto ricorso, tra utilizzi e
reintegri, per più di 40 milioni, dunque per importi dello stesso ordine di
grandezza delle entrate e delle spese finali. Nel 2021 invece non si è fatto alcun ricorso ai FPV.
Altra novità positiva
del bilancio finanziario per competenza 2021 riguarda il risultato di
amministrazione ed i fondi liberi. Il risultato di amministrazione esprime la
massa finanziaria di cui dispone l’ente, a copertura degli impegni di spesa
assunti. Da tale disponibilità vanno sottratti i fondi prudenziali previsti per
legge, ottenendo così i fondi liberi, cioè non gravati da impegni. Dal 2015 al 2020 i fondi liberi sono stati
sempre negativi; nel 2019 e nel 2020 essi hanno raggiunto, rispettivamente,
-6,5 e -6,4 milioni. Nel 2021 invece i
fondi liberi sono risultati in attivo di 128.716 euro, un importo modesto, ma
finalmente positivo.
Un connotato saliente
del bilancio finanziario per competenza 2021 è stato la riduzione di 20,4 milioni dei residui attivi finali (cioè delle
entrate accertate, o presunte tali, non riscosse) scese dai 54,6 milioni del
2020 a 34,1 milioni. I residui attivi iniziali (cioè ereditati dagli esercizi
precedenti) sono stati abbattuti di 33,6 milioni, 21,8 milioni da riscossioni e
13,2 milioni da cancellazioni; a questo abbattimento ha contribuito per circa
20 milioni la transazione con Edison-ENI, con la citata riscossione di 12,6
milioni e la cancellazione di circa 7 milioni. Purtroppo hanno continuato ad essere elevati i residui di competenza (cioè generati
nell’esercizio), risultati pari a 13,2
milioni, in peggioramento rispetto ai già elevati 11,8 milioni del 2020. Il
forte decremento dei residui attivi ha generato di riflesso un forte decremento del fondo crediti di
dubbia esigibilità (FCDE) (cioè della quota dei residui attivi che si
dispera di riscuotere) ridotto di 14,6
milioni, dai 34,3 milioni del 2020 a 19,7 milioni. Beninteso, 34,1 milioni
di residui attivi e 19,7 milioni di FCDE rappresentano esposizioni enormi per
un bilancio finanziario che, come si è detto, riporta entrate e spese di
competenza intorno a 40 milioni; tuttavia nel 2021 c’è stato un notevole
progresso rispetto al 2020, quando i residui attivi hanno raggiunto 54,7
milioni ed il FCDE 34,3 milioni. Si tratta di un progresso occasionale e
momentaneo, merito per circa la metà della transazione con Edison-ENI, o siamo
di fronte ad un’inversione di tendenza, che condurrà i conti di Termoli ad una
maggiore stabilità ed affidabilità?
Le esorbitanti
dimensioni dei residui attivi e del FCDE dipendono quasi del tutto dalla
tipologia imposte, tasse e proventi assimilati ed in particolare da due
imposte, IMU+TASI+ICI e TARI, che nel 2021 sono state accertate rispettivamente
per 11,1 milioni e per 7,2 milioni. Dal 2017 al 2020 gli incassi IMU+TASI+ICI
in c/residui (cioè degli esercizi precedenti) sono stati irrisori rispetto ai
residui iniziali: nel 2021 sono eccezionalmente ammontati a 14,1 milioni, di cui
però 12,6 milioni sono derivati dalla transazione Edison-ENI. Nel rapporto tra
le riscossioni di competenza e gli accertamenti di competenza (cioè
dell’esercizio), tra il 2017 ed il 2021 si è registrato un tendenziale
miglioramento del tasso di riscossione, che però non è dovuto tanto
all’incremento delle riscossioni di competenza, quanto al decremento degli
accertamenti di competenza. Negli anni 2020 e 2021, in cui ha operato la nuova
IMU, i tassi di riscossione di competenza degli accertamenti ordinari sono stati
ottimi: rispettivamente il 97,4% ed il 98,0%; viceversa, il tasso di
riscossione di competenza degli accertamenti da recupero evasione è stato dello
0,0% nel 2020, salito nel 2021 ad un meno drammatico 18,5%, comunque
insoddisfacente, considerato che il recupero evasione ha costituito il 20,3%
dell’accertamento IMU nel 2020 ed il 23,0% nel 2021. I dati mostrano con
assoluta chiarezza che le gravi
difficoltà di riscossione IMU sono proprie degli accertamenti da recupero
evasione. Venendo alla TARI (tassa sui rifiuti urbani), dal 2017 al 2021 il
tasso di riscossione di competenza è risultato inspiegabilmente basso ed anche
notevolmente oscillante; esso ha toccando la migliore percentuale nel 2019, con
il 72,1%, e la peggiore nel 2021, con il 54,5%; né ci si può consolare con il
tasso di riscossione in c/residui, inferiore al 10%, tranne che nel 2017,
quando ha toccato il 23,1%. A differenza
di quanto avviene con l’IMU+TASI+ICI, per la TARI gli accertamenti da recupero
evasione sono irrisori ed i problemi di riscossione riguardano gli accertamenti
ordinari.
La
consigliera Marcella Stumpo, di Termoli Bene Comune – Rete
della Sinistra, che tra i consiglieri è stata l’unica ad intervenire sul
rendiconto 2021, ha evidenziato le criticità
riguardo all’IMU+TASI+ICI ed alla TARI. Il sindaco Francesco Roberti, ha replicato riguardo alla TARI (non
commentando invece le criticità IMU+TASI+ICI), argomentando che i problemi
derivano da un gran numero di mancate
iscrizioni a ruolo da parte di attività commerciali e specialmente da parte di
proprietari di seconde case. Se così fosse (il sindaco non ha citato stime
o indagini), la situazione della TARI sarebbe ancora più grave, in quanto i
gravi problemi di esazione che emergono dai conti riguardano gli accertamenti
ordinari, non gli accertamenti da recupero evasione. L’intervento del sindaco non ha affatto chiarito le cause delle
difficoltà di esazione dell’IMU+TASI+ICI e della TARI; ma ha formulato l’ipotesi
che sulla TARI incida anche una pesante evasione non ancora rilevata. Il
sindaco ha infine comunicato che entro fine anno l’Amministrazione intende
rafforzare l’accertamento e la riscossione dei tributi comunali, ricostituendo
un’apposita unità organizzativa interna al Comune, svincolandosi da ICA-Creset,
attuale concessionario.
Riguardo al conto
economico (CE) 2021, esso chiuderebbe con una perdita di 8,2 milioni, sulla cui
attendibilità sussistono alcuni dubbi. Il dubbio principale riguarda la valorizzazione
a zero della svalutazione crediti, che è una voce dei componenti negativi della
gestione. Negli anni dal 2018 al 2020 tale voce è stata posta uguale alla
variazione del FCDE: se questo cresce, incrementa i componenti negativi,
viceversa se decresce li decrementa. Nel
2021 il FCDE è diminuito di 14,6 milioni; di conseguenza alla voce
svalutazione crediti doveva apparire tale importo con il segno meno, cioè in riduzione dei componenti negativi.
Così facendo, il risultato del CE prima
delle imposte non sarebbe più di -7,8 milioni, ma di +6,7 milioni. È sorprendente
che ad un esercizio che ha generato il migliore bilancio finanziario di
competenza degli ultimi anni possa associarsi una pesante perdita di CE. A cascata
andrebbe rivista anche la situazione patrimoniale (SP), in quanto l’utile o la perdita di CE si riporta nella
SP, in incremento od in decremento del patrimonio netto.
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