giovedì 2 dicembre 2021

Il Distretto sanitario di Termoli è quello più in sofferenza

 All’interno della crisi conclamata del servizio sanitario del Molise, dei tre distretti in cui è articolata l’ASReM (Campobasso, Isernia e Termoli) quello più in sofferenza è il Distretto di Termoli, che copre il Basso Molise, dove risiedono 102.000 abitanti, in 33 comuni.

Il progressivo soffocamento del Distretto di Termoli ha avuto la sua manifestazione più eclatante e dolorosa con lo svuotamento e la successiva chiusura del punto nascita dal 1° luglio 2019, bocciata dal TAR, riproposta come «immediata sospensione» il 17 luglio 2021, ora congelata da nuovi ricorsi al TAR. Lo smantellamento dei servizi del Distretto di Termoli non riguarda solo il reparto di ostetricia e ginecologia, ma l’insieme delle strutture, ospedaliere e territoriali.

Da giugno 2021 all’ospedale San Timoteo di Termoli l’emodinamica funziona a singhiozzo. Nei “giorni no”, l’infartuato che giunge a Termoli deve essere trasferito a Campobasso, ritardando i trattamenti di almeno un’ora ed aggravando il rischio di morte del malcapitato. La prassi è ormai quella di comunicare mensilmente i turni di emodinamica soppressi; per questo dicembre possiamo dirci quasi contenti, visto che salterebbero “solo” cinque turni.

Per avere un’idea di quanto sia carente al San Timoteo il personale medico, basta vedere quante ore di prestazioni aggiuntive, cioè di straordinari, vengono praticate tutti i mesi da anni. A settembre 2021 (sono questi gli ultimi dati disponibili) sono state praticate 927 ore e tre quarti di prestazioni aggiuntive, con un sovracosto di 55.665 euro. I medici più torchiati sono stati sei anestesisti e rianimatori, che hanno totalizzato 336 ore in più, dunque una media di 56 ore aggiuntive a testa: in pratica – considerato che la settimana lavorativa ordinaria è di 38 ore - a settembre gli anestesisti non hanno riposato quasi mai. Nella graduatoria seguono: ostetricia e ginecologia, con 197 ore e mezza su sei medici (media a testa 33 ore); pronto soccorso, con 158 ore su quattro medici (media a testa 39 ore); pediatria, con 84 ore su due medici (media a testa 42 ore); cardiologia, con 70 ore su tre medici (media a testa 23 ore); dialisi, con 47 ore e tre quarti su quattro medici (media a testa 12 ore); laboratorio di analisi, con 34 ore e mezza su cinque biologi (media a testa 7 ore). E dire che settembre scorso è stato un mese senza particolari emergenze. Sottoporre i medici ospedalieri a numerosi sovraturni per anni comporta problemi di rispetto del contratto di lavoro, di maggiori costi, di sfinimento fisico e psichico del personale e dunque di rischi per gli assistiti.

Un altro servizio di estrema importanza in affanno nel Distretto sanitario di Termoli è quello di continuità assistenziale (ex guardia medica). Per questo dicembre è stata annunciata la sospensione di 14 turni diurni e 18 notturni, che interessano complessivamente 17.314 abitanti. Per Campomarino (7.757 ab.) e Portocannone (2.369 ab.) “saltano” sei turni diurni e cinque notturni, con sostituzione affidata alla guardia medica di Petacciato. Per Sam Martino in Pensilis (4.669 ab.) ed Ururi (2.519 ab.) ci saranno otto sospensioni diurne, con appoggio sostitutivo a Palata (?!), e tredici notturne, “girate” su Guglionesi.

Al momento c’è un gran parlare del Programma operativo 2019-2021, che è una scatola vuota, ma non si parla affatto del Programma operativo 2022-2024, che invece dovrebbe essere il centro del dibattito e delle proposte per ricostruire il servizio sanitario regionale ed in particolare quello del Basso Molise. Perché? Temo che dipenda dall’incapacità del ceto politico regionale di pensare e proporre un effettivo e radicale programma di ricostruzione, che metta di fronte alle sue responsabilità anche il Governo nazionale, sia per quanto riguarda l’erogazione dei fondi eccezionali necessari per la ricostruzione (150-200 milioni in tre anni) in aggiunta a quelli del riparto nazionale (circa 580 milioni all'anno), sia dal lato della gestione del processo di ricostruzione, promulgando un decreto Molise che lo affidi ad una task force di alto profilo professionale e morale, slegata dalle pastoie locali.

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