lunedì 18 ottobre 2021

Gemelli Molise alla Regione? No grazie.

 Mentre non si placano le iniziative - sociali, politiche e giudiziarie - contro il programma operativo (PO) 2019-2021 del servizio sanitario regionale (SSR) del Molise, adottato dal presidente della Giunta regionale, dottor Donato Toma, questi rilancia, proponendo l’acquisizione da parte della Regione del 90% delle azioni Gemelli Molise SpA, al posto della finanziaria svizzera Responsible Capital, con la quale il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCSS, che detiene Gemelli Molise, ha firmato un preliminare di vendita, al prezzo di 33 milioni. Il comunicato stampa di Gemelli Molise del 5 ottobre 2021 precisa che «L’operazione prevede significativi elementi di continuità, in relazione alla proprietà dell’immobile, che resta in capo all’Università Cattolica del Sacro Cuore, e al concorso della Fondazione e della Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli” di Roma alle attività cliniche, didattiche e di ricerca della struttura ospedaliera molisana.»

Riguardo all’acquisizione proposta da Toma sorgono tre domande: 1°) se è consentita dalla legge; 2°) se è opportuna per il SSR; 3°) chi la finanzia.

Sul piano normativo l’operazione è fattibile. Lo Stato e gli enti pubblici possono acquisire partecipazioni - di controllo, se superiori al 50% - in società, anche consortili, di diritto privato (SpA ed srl), con il vincolo che «non possono costituire […] società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società» (DLgs 175/2016, artt. 3 e 4). Nel caso specifico, l’acquisizione del controllo di una struttura ospedaliera da parte della Regione è senz’altro coerente con la finalità istituzionale di gestire il SSR. Si tenga presente che la società a controllo pubblico è soggetta alle norme privatistiche, in quanto, come ribadito più volte dalla Cassazione, «la società per azioni non muta la sua natura di soggetto di diritto privato solo perché l’Ente pubblico ne possegga in tutto o in parte le azioni».

Riguardo all’opportunità di una tale operazione, gli argomenti contrari mi sembrano tanti e robusti.

Il DLgs 118/2011 ha conferito alle regioni la possibilità di istituire, oltre alle aziende sanitarie, la cosiddetta Gestione Sanitaria Accentrata (GSA) per «gestire direttamente presso la regione una quota del finanziamento del proprio servizio sanitario» (art. 19, comma 2, lettera b), punto 1°). La Regione Molise si è avvalsa di questa facoltà con il decreto del commissario ad acta e presidente regionale, dottor Michele Iorio, n. 96 del 7 novembre 2011. La “nostra” GSA ha gestito e gestisce i rapporti con i due principali operatori privati accreditati nei servizi ospedalieri e specialistici: Neuromed e Gemelli Molise (ex Cattolica). A mio avviso, nel caso del Molise la GSA costituisce un appesantimento burocratico, che genera duplicazioni di costi e di centri di responsabilità rispetto all’attività che già svolge l’ASReM verso i privati accreditati “minori”, senza che ne derivi alcun vantaggio operativo. Non solo non si pensa di razionalizzare l’organizzazione ed i costi del SSR del Molise abolendo la GSA e riconducendo tutta l’operatività nell’ambito dell’ASReM, ma con la trasformazione di Gemelli Molise in controllata della Regione, la struttura operativa del SSR diventerebbe ancora più complessa, aggiungendo ai due soggetti pubblici attuali (ASReM e GSA) un terzo soggetto privato, che si relaziona con la GSA, pur essendone indipendente in quanto società di diritto privato, con potenziali conflitti di interesse.

Lascia perplessi anche il fatto che l’immobile ospedaliero (finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno con 14 miliardi lire) ed il relativo terreno (donato dalla Città di Campobasso) restino di proprietà dell’Università Cattolica. Questo comporta il pagamento di un canone di locazione, la possibilità di sfratto e la limitazione nella facoltà di disporre interventi modificativi della struttura edilizia, senza il consenso preventivo dell’Università Cattolica.

Il citato comunicato stampa parla inoltre di continuità clinica, didattica e di ricerca rispetto all’attuale gestione. Che significa? Bisognerebbe conoscere i patti parasociali (che di norma sono riservati), per capire se e in che misura il socio minoritario conserverebbe il potere gestionale sul complesso ospedaliero.

Infine quello che a me sembra l’aspetto più negativo è il carattere privatistico del nuovo soggetto, che sarebbe svincolato dagli obblighi di pubblicità e trasparenza, nonché dalle regole di reclutamento ed amministrazione del personale, proprie degli enti pubblici.

La risposta al quesito riguardo a chi dovrebbe tirare fuori i soldi è scontata: non può che essere lo Stato centrale, considerato che il SSR del Molise patisce un disavanzo economico strutturale di 20-30 milioni all’anno e non è in grado di finanziare autonomamente alcunché. Come può pensare Toma di ottenere dal Governo i 33 milioni per acquistare il 90% del Gemelli Molise, quando la Regione Molise è in piano di rientro del disavanzo da 14 anni, senza che ci sia stato alcun progresso verso il pareggio dei conti, nonostante lo smantellamento progressivo di servizi, strutture, personale?

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