Non finiscono di stupire le vicende che
riguardano il MACTE (Museo di arte contemporanea di Termoli), anzi, più precisamente,
la Fondazione MACTE. Voluta dall’amministrazione Sbrocca, la fondazione ha come
scopo primario la conservazione, la valorizzazione e l’arricchimento della
collezione di opere d’arte acquisite dal Comune di Termoli ad ogni edizione del
Premio Termoli di arte contemporanea, grazie alla oculata curatela di Achille
Pace. Un patrimonio artistico di prim’ordine - prevalentemente pittorico, ma
anche scultoreo - valutato nel 2016 da Open Care SpA 2.332.700 euro. Oltre alle
opere, il Comune mette a disposizione della fondazione gratuitamente l’immobile
museale di Via Giappone, il cui valore è stimabile in 1.148.490 euro; inoltre,
sono a totale carico comunale le spese di manutenzione (ordinaria e
straordinaria), le utenze (elettricità, telefono, internet, acqua, metano), le
pulizie e la sistemazione delle aree esterne. Il cofondatore privato, EMI
Holding SpA (Larivera), ha assunto l’impegno di versare alla fondazione 10.000
euro al mese per 36 mesi, a partire dal 1° febbraio 2019, data di “nascita”
della fondazione.
A fronte dei menzionati impegni assunti dal
fondatore pubblico e da quello privato, chi detiene il comando della fondazione?
Incredibile a dirsi, il fondatore privato: «Il Presidente [della Fondazione
MACTE] è nominato dai fondatori nell’ambito di una rosa di nomi indicata dalla
società “EMI HOLDING S.P.A.”» (Statuto, art. 12, comma 1); «La Fondazione è
amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da sei componenti, di
cui: a) il Presidente; b) due componenti designati dal Comune di Termoli; c)
due componenti in rappresentanza della società “EMI HOLDING S.P.A.”; d) un
componente nominato dai fondatori nell’ambito di una rosa di nomi indicata dal
Gruppo di Partecipazione, qualora questo sia costituito.» (Statuto, art. 13,
comma 1).
Il CdA è nominato a partire dal momento in
cui la fondazione è riconosciuta come persona giuridica (Atto costitutivo, art.
17), cosa che sarebbe dovuta accadere quasi un anno fa, subito dopo il 27
luglio 2020, data in cui la Prefettura di Campobasso ha iscritto la Fondazione
MACTE nel registro provinciale delle persone giuridiche. Larivera e l’amministrazione
Roberti – subentrata a quella Sbrocca in perfetta continuità di intenti – hanno
adempiuto agli obblighi statutari relativi alla nomina del presidente e del CdA
della Fondazione MACTE? Non risultando alcun segnale in tal senso, il giorno 8
luglio 2021 la consigliera comunale di Termoli Bene Comune ed i quattro
consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno depositato una interpellanza
urgente al sindaco, Francesco Roberti, ed all’assessore competente, Michele
Barile, per sapere quale terna di nomi avrebbe proposto Larivera, tra i quali
scegliere il presidente della fondazione, in accordo con il Comune; su quale
dei tre nominativi sarebbe caduta la scelta condivisa dei fondatori; quali sarebbero
i due consiglieri di amministrazione di nomina comunale e quali i due nominati
dal privato (non si parla dell’eventuale sesto consigliere espressione del
Gruppo di partecipazione, perché tale organo non è stato costituito).
Guarda caso, il giorno 9 luglio 2021 sull’albo
pretorio del Comune di Termoli appare il decreto sindacale n. 9 di pari data,
con il quale Roberti nomina i due rappresentanti del Comune nel CdA della Fondazione
MACTE, nelle persone di Oreste Campopiano e di Gervasio (Nino) Barone, entrambi
esponenti “storici” della sinistra termolese. Quando la pezza è peggio del
buco! Staremo a sentire cosa risponderanno Roberti e Barile all’interpellanza, anche
perché resta da sapere se e chi sarebbero il presidente della fondazione ed i
due consiglieri di amministrazione indicati da Larivera, ma la fresca nomina
dei due rappresentanti del Comune nel CdA è l’ammissione patente che il presidente
ed CdA della Fondazione MACTE non esistono, almeno secondo i criteri stabiliti
dal suo Statuto.
Se ciò sarà confermato e non si vede come
possa essere smentito, saremmo di fronte ad un grave inadempimento non solo
dell’amministrazione comunale, ma anche del cofondatore privato. Chi ha guidato
la Fondazione MACTE nell’ultimo anno? In base a quale autorità e mandato? Si
ricorda che il CdA, tra le altre cose, predispone il programma annuale ed il
budget d’esercizio, approva il bilancio, nomina il direttore della fondazione
(Statuto, art. 14), anzi, i direttori possono essere due, uno gestionale e l’altro
artistico (Statuto, art. 19).
È sconfortante che l’amministrazione Roberti mostri tanto disinteresse per il MACTE, non solo e non tanto per il suo valore economico (3,5 milioni tra opere ed immobile), quanto per il valore culturale della raccolta. Che se ne occupi il privato! Roberti ha ben altro da fare e indica a rappresentare il Comune nella fondazione due persone avversarie della sua amministrazione, tanto non conterebbero nulla in un CdA controllato dal privato. Forse la designazione di Campopiano e Barone sarà sembrata al sindaco una trovata divertente ed politicamente abile (coinvolgere gli oppositori, così la smettono di rompere). Mi auguro che Campopiano e Barone rifiutino il ruolo di valletti portastrascico di Larivera e rispediscano al mittente le loro nomine.

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