domenica 11 luglio 2021

Cose da MACTE

 


Non finiscono di stupire le vicende che riguardano il MACTE (Museo di arte contemporanea di Termoli), anzi, più precisamente, la Fondazione MACTE. Voluta dall’amministrazione Sbrocca, la fondazione ha come scopo primario la conservazione, la valorizzazione e l’arricchimento della collezione di opere d’arte acquisite dal Comune di Termoli ad ogni edizione del Premio Termoli di arte contemporanea, grazie alla oculata curatela di Achille Pace. Un patrimonio artistico di prim’ordine - prevalentemente pittorico, ma anche scultoreo - valutato nel 2016 da Open Care SpA 2.332.700 euro. Oltre alle opere, il Comune mette a disposizione della fondazione gratuitamente l’immobile museale di Via Giappone, il cui valore è stimabile in 1.148.490 euro; inoltre, sono a totale carico comunale le spese di manutenzione (ordinaria e straordinaria), le utenze (elettricità, telefono, internet, acqua, metano), le pulizie e la sistemazione delle aree esterne. Il cofondatore privato, EMI Holding SpA (Larivera), ha assunto l’impegno di versare alla fondazione 10.000 euro al mese per 36 mesi, a partire dal 1° febbraio 2019, data di “nascita” della fondazione.

A fronte dei menzionati impegni assunti dal fondatore pubblico e da quello privato, chi detiene il comando della fondazione? Incredibile a dirsi, il fondatore privato: «Il Presidente [della Fondazione MACTE] è nominato dai fondatori nell’ambito di una rosa di nomi indicata dalla società “EMI HOLDING S.P.A.”» (Statuto, art. 12, comma 1); «La Fondazione è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da sei componenti, di cui: a) il Presidente; b) due componenti designati dal Comune di Termoli; c) due componenti in rappresentanza della società “EMI HOLDING S.P.A.”; d) un componente nominato dai fondatori nell’ambito di una rosa di nomi indicata dal Gruppo di Partecipazione, qualora questo sia costituito.» (Statuto, art. 13, comma 1).

Il CdA è nominato a partire dal momento in cui la fondazione è riconosciuta come persona giuridica (Atto costitutivo, art. 17), cosa che sarebbe dovuta accadere quasi un anno fa, subito dopo il 27 luglio 2020, data in cui la Prefettura di Campobasso ha iscritto la Fondazione MACTE nel registro provinciale delle persone giuridiche. Larivera e l’amministrazione Roberti – subentrata a quella Sbrocca in perfetta continuità di intenti – hanno adempiuto agli obblighi statutari relativi alla nomina del presidente e del CdA della Fondazione MACTE? Non risultando alcun segnale in tal senso, il giorno 8 luglio 2021 la consigliera comunale di Termoli Bene Comune ed i quattro consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno depositato una interpellanza urgente al sindaco, Francesco Roberti, ed all’assessore competente, Michele Barile, per sapere quale terna di nomi avrebbe proposto Larivera, tra i quali scegliere il presidente della fondazione, in accordo con il Comune; su quale dei tre nominativi sarebbe caduta la scelta condivisa dei fondatori; quali sarebbero i due consiglieri di amministrazione di nomina comunale e quali i due nominati dal privato (non si parla dell’eventuale sesto consigliere espressione del Gruppo di partecipazione, perché tale organo non è stato costituito).

Guarda caso, il giorno 9 luglio 2021 sull’albo pretorio del Comune di Termoli appare il decreto sindacale n. 9 di pari data, con il quale Roberti nomina i due rappresentanti del Comune nel CdA della Fondazione MACTE, nelle persone di Oreste Campopiano e di Gervasio (Nino) Barone, entrambi esponenti “storici” della sinistra termolese. Quando la pezza è peggio del buco! Staremo a sentire cosa risponderanno Roberti e Barile all’interpellanza, anche perché resta da sapere se e chi sarebbero il presidente della fondazione ed i due consiglieri di amministrazione indicati da Larivera, ma la fresca nomina dei due rappresentanti del Comune nel CdA è l’ammissione patente che il presidente ed CdA della Fondazione MACTE non esistono, almeno secondo i criteri stabiliti dal suo Statuto.

Se ciò sarà confermato e non si vede come possa essere smentito, saremmo di fronte ad un grave inadempimento non solo dell’amministrazione comunale, ma anche del cofondatore privato. Chi ha guidato la Fondazione MACTE nell’ultimo anno? In base a quale autorità e mandato? Si ricorda che il CdA, tra le altre cose, predispone il programma annuale ed il budget d’esercizio, approva il bilancio, nomina il direttore della fondazione (Statuto, art. 14), anzi, i direttori possono essere due, uno gestionale e l’altro artistico (Statuto, art. 19).

È sconfortante che l’amministrazione Roberti mostri tanto disinteresse per il MACTE, non solo e non tanto per il suo valore economico (3,5 milioni tra opere ed immobile), quanto per il valore culturale della raccolta. Che se ne occupi il privato! Roberti ha ben altro da fare e indica a rappresentare il Comune nella fondazione due persone avversarie della sua amministrazione, tanto non conterebbero nulla in un CdA controllato dal privato. Forse la designazione di Campopiano e Barone sarà sembrata al sindaco una trovata divertente ed politicamente abile (coinvolgere gli oppositori, così la smettono di rompere). Mi auguro che Campopiano e Barone rifiutino il ruolo di valletti portastrascico di Larivera e rispediscano al mittente le loro nomine.

Nessun commento:

Posta un commento