martedì 18 maggio 2021

Il “Programma operativo gestione emergenza covid-19” che non c’è

 

Il 12 maggio 2021, con il decreto commissariale n. 49, è stato approvato e pubblicato il “Programma operativo gestione emergenza covid-19”. Siccome sono un inguaribile ottimista, ho pensato: «Hai visto mai che con la nuova struttura commissariale il servizio sanitario del Molise cominci a migliorare?». Poi ho letto il documento.

Il paragrafo 1.1, rubricato “Definizione sintetica dello scenario regionale”, vorrebbe essere una introduzione statistica. Encomiabile intento, del tutto fallito. I dati sono riportati in maniera sciatta, confusa e disorganica, senza che venga proposto o se ne possa cavare un quadro intellegibile, utile per orientare le azioni future. A volte i dati sono pure errati, come si capisce confrontando la “figura 1” con la “tabella 1”, che dicono entrambe di riportare la distribuzione percentuale dei ricoveri per fasce di età; a parte che non è indicato l’arco temporale di riferimento, i dati presentati sono totalmente diversi (probabilmente la “figura 1” è relativa ai contagi, non ai ricoveri). Spicca infine per la sua assenza il dato principale, quello dei decessi, che non sono mai menzionati. Per “pudore”? Per non allarmare la popolazione? Perché non se ne vede l’utilità? Eppure sarebbe bastato aggiungere un grafico come quello che segue.

Numero dei deceduti con covid-19 in Molise da febbraio 2020 ad aprile 2021


Al paragrafo 1.2 troviamo il dato (utile) del numero dei vaccinati entro aprile, che ammontano a 44.119 con entrambe le dosi e 32.726 con la sola prima dose, per numero complessivo di 120.964 inoculazioni.

Un altro dato interessante è riportato nel paragrafo 1.3, dove si scopre che, nel periodo da febbraio ad aprile 2021, su 1.067 tamponi molecolari positivi 903 (84,6%) hanno riscontrato la variante inglese.

A parte le informazioni statistiche di cui si è detto, il documento, che consta di ben 76 pagine, non è altro che un “riepilogo delle puntate precedenti”, cioè la mera elencazione degli atti amministrativi relativi alla pandemia emanati da marzo 2020 in Molise, con qualche inesattezza. Ne ricordo le principali.

C’è scritto che con la delibera del Direttore generale dell’ASReM n. 75, del 26/03/2020, sono state costituite 5 USCA (Unità speciali di continuità assistenziale), conformemente a quanto disposto dal decreto-legge n. 14 del 9 marzo 2020. Secondo la legge citata, le USCA dovevano essere 6 (una ogni 50.000 abitanti), ma in effetti la delibera ne ha istituite solo tre (previsti in totale 6 medici per interventi sul campo ed uno per il triage telefonico); altre due USCA sono state deliberate soltanto l’11/11/2020 (decreto Commissario ad acta n. 71).

Un’altra topica riguarda l’istituzione del CUP unico regionale. Alle pagg. 52 e 53 si legge: «È in fase avanzata la procedura per l’appalto per il nuovo CUP, e con l’entrata in funzione del nuovo sistema CUP vi sarà una soluzione definitiva alle difficoltà che oggi impediscono la completa copertura delle informazioni occorrenti per il monitoraggio.» L’appalto per il nuovo CUP è stato aggiudicato il 19/11/2020 (determina direttoriale regionale n. 6320) ed ha iniziato ad operare da gennaio 2021, sia pure con problemi iniziali, dovuti alla mancata implementazione del nuovo software unico.

A pag. 58 si afferma: «Nei primi mesi del 2021 sono stati attivati presso i Presidi Ospedalieri Pubblici Aziendali ulteriori posti letto di Terapia Intensiva, all’interno di moduli prefabbricati che sono stati realizzati in adiacenza alle strutture ospedaliere, con continuità logistica e funzionale.» Nel caso specifico l’uso del verbo “attivare” è del tutto inappropriato. I moduli prefabbricati sono stati sì edificati, ma non sono mai stati attivati per mancanza di personale. A conti fatti, si è trattato di un’iniziativa di facciata (facimm ammuin), con spreco di denaro pubblico.

Il documento dà qualche nuova informazione sull’andamento della telenovela “torre covid”. Al tema è addirittura dedicato un apposito box, che ha per titolo “Cronistoria del progetto covid hospital”. La “cronistoria” presenta diversi vuoti. Evita di riferire che il 5 giugno 2020 il Presidente della Giunta regionale ha inviato una nota al Ministero della salute ed al Commissario per l’emergenza covid-19 (all’epoca Arcuri), in cui esprime parere contrario alla collocazione del centro covid-19 presso il Vietri di Larino, proponendo di realizzare tale centro ristrutturando l’hospice del Cardarelli di Campobasso. Si omette che il 14 giugno il Commissario ad acta ha inviato una nota al Presidente della Giunta regionale, al Presidente del Consiglio regionale, ai Consiglieri regionali, in cui invece si propone il centro covid-19 a Larino. Si glissa sul fatto che il giorno successivo, la delibera n. 178, approvata dal Consiglio regionale con 11 voti a favore ed 8 astensioni, ha impegnato il Presidente della Regione «ad individuare […] nel Vietri di Larino la struttura in cui ospitare un ospedale COVID regionale». Non c’è traccia della lettera inviata il 7 luglio alla struttura commissariale molisana dal Direttore generale della Programmazione sanitaria (Urbani), in cui si dice che, secondo quanto discusso il 6 luglio presso il Ministero della salute, si attendono le modifiche al Piano di riorganizzazione emergenza covid-19 condivise «dalla struttura commissariale nella sua interezza»; ergo, il centro covid-19 si deve fare a Campobasso. Si riferisce dell’appalto della ristrutturazione del pronto soccorso e dell’hospice del Cardarelli, avviato il 1° ottobre 2020 direttamente dal Commissario per l’emergenza covid-19 (sempre Arcuri), che ha riguardato da un lato la progettazione e direzione dei lavori, dall’altro l’esecuzione dei lavori stessi. Per non dilungarmi troppo, salto tutta una serie di passaggi intermedi ed arrivo al 24 febbraio 2021, quando l’amministratore delegato e direttore generale del Consorzio Stabile Build scarl - che si è aggiudicato i lavori al Cardarelli (importo lavori 4.512.307,69 euro iva esclusa) - incontra il RUP dell’ASReM e gli comunica che il progetto esecutivo – redatto dal RTP (raggruppamento temporaneo di professionisti) aggiudicatario della progettazione e direzione lavori (395.992,85 euro, più iva e CPNAIA) e verificato dalla EN3 srl - presenta carenze che non consentono di aprire il cantiere. La “cronologia” ci informa che il 29 aprile si è tenuto un primo incontro tra il RUP dell’ASReM, i progettisti, il verificatore del progetto, il consorzio aggiudicatario del lavori ed il Tenente Colonnello De Santis (RUP per la Regione Molise nominato dal Commissario Straordinario per l’emergenza covid-19) al fine di dirimere le obiezioni al progetto esecutivo avanzate dal consorzio; incontro che si è concluso con un nulla di fatto. Dunque una “cronistoria” non solo carente, ma anche distaccata, priva di considerazioni, come se la mancata realizzazione del centro covid-19 regionale non debba destare particolare preoccupazione.

Fine del “Programma operativo”. Un documento inutile, che si guarda bene dallo sviluppare qualsivoglia valutazione su quanto accaduto da marzo 2020 ad ora e non delinea nessun intervento prospettico, che sia di correzione o di implementazione di quanto è stato fatto. La legge che governa il “Programma operativo” è la legge di inerzia. Noi speriamo che ce la caviamo.

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