domenica 23 maggio 2021

Pantano d’oro - Avventura apocrifa del commissario Montalbano

 Il racconto che segue è frutto della fantasia dell’autore. L’eventuale somiglianza con fatti reali è dovuta al caso, che la sa più lunga dell’immaginazione. Spero nell’accondiscendenza benevola di Andrea Camilleri, per avere osato prendere a prestito ed imitare un mondo mirabilmente creato dal Maestro.

 

«Pronto. Commissario Montalbano.» «Salvo buon giorno. Sono Nicolò. Non ti vorrei disturbare ...» «Che dici Nicolò, lo sai che tu hai la precedenza su tutti, anche su Bonetti-Alderighi.» Montalbano nutriva stima ed affetto verso Nicolò Zito, il giornalista di Retelibera, e in quel momento la disponibilità del commissario era potenziata dalla montagna di carte da firmare che cummigliava la sua scrivania. Qualunque diversivo era il benvenuto. «Di che si tratta?» «Preferirei parlartene a voce.» «Cosa delicata è?» «Non ti so dire. Di sicuro è strana.» «Vabbé Nicolò. Mi fido di te. Se vuoi, puoi raggiungermi in commissariato anche adesso.»

Zito impiegò solo 10 minuti ad arrivare. La storia che raccontò era effettivamente strana. A Vigata era spuntato dal nulla un tale Fernando R. Marrano, con doppia cittadinanza, brasiliana e portoghese, nato in Spagna e residente in Perù, il quale aveva proposto all’amministrazione comunale un investimento monstre da quattro miliardi di euro, per realizzare una Luxury Town, turistica e residenziale, su un’area di 200 ettari in contrada Pantano. La proposta era strana non solo per l’eccezionalità dell’investimento. La finalità dichiarata era di attirare un target di alto profilo, italiano e internazionale, ma le opere prospettate non erano certo per una clientela esclusiva. Oltre 6 milioni di metri cubi di edifici: alberghi, un grande centro commerciale, una SPA specializzata in talassoterapia, 15 ville vista mare e specialmente 15.000 appartamenti, collocati in una “foresta” di torri, alte fino ad 80 metri. Un agglomerato in grado di ospitare oltre 60.000 persone, con una densità abitativa quadrupla rispetto ad Hong Kong. Come se non bastasse, l’area prescelta è semipaludosa, impiccicata alla foce del Balso, soggetta a frequenti allagamenti. Un’area gravata tra l’altro per oltre la metà da vincoli demaniali, naturalistici e storici.

«Il sindaco avrà declinato l’offerta del signor Marrano.» «Tutt’altro Salvo. Ne è entusiasta! E se ne è fatto portavoce in Regione, dove l’accoglienza è stata altrettanto favorevole.» «Vuoi babbiare?» «Nient’affatto. Il presidente della regione in persona ha avviato una procedura semplificata e rapida per fare partire al più presto il cantiere della Luxury Town.» «Nicolò non mi sembra il caso di allarmarsi. Che i vertici politici comunali e regionali abbiano preso per buona una proposta tanto strampalata è il segno dello scadimento del ceto politico del nostro Paese, però la cosa si sgonfierà da sé e, a parte la figuraccia rimediata dal sindaco e dal presidente della regione, non ci saranno conseguenze.» «Salvo me lo auguro. Già comincia a trapelare tra gli amministratori qualche dubbio sulla fonte dei quattro miliardi di finanziamenti. Marrano ha dichiarato in una lettera al sindaco che una grande banca cinese può essere interessata all’investimento, ma “può” non significa “è”. È stata chiesta conferma alla banca cinese, che non si è neanche presa il disturbo di rispondere. Però vedi Salvo non ti ho ancora detto il motivo per cui sono allarmato e perché credo che dovresti indagare.» «Allora dillo.» «Quello che mi preoccupa è il nome dei proprietari dei terreni dove dovrebbe sorgere Luxury Town. L’area è di proprietà dei fratelli Geraci.» Montalbano sautò sulla pultruna.

Pippo Ragonese da giorni tempestava dagli schermi di Televigata contro “coloro che dicono no a prescindere”, contro i radical chic che si oppongono ad un’iniziativa - Luxury Town – che avrebbe portato a Vigata non solo lustro, ma soprattutto lavoro: 8.000 posti nella fase di cantiere ed almeno 3.000 occupati stabili a lavori eseguiti. Montalbano intanto si arrovellava, cercando di capire se e quale fosse il nesso tra Luxury Town ed i fratelli Geraci, imprenditori sospettati di contiguità con i Cuffaro, ma ufficialmente “puliti”, a parte qualche contenzioso per frode fiscale. La chiave di tutta la manovra doveva per forza trovarsi nei fratelli Geraci, perché l’area prescelta per Luxury Town era la più inadatta al mondo. «Cataré, ti devo spiare un favore. Con il computer devi fare per me una ricerca riservata, riservatissima, su una persona.» «Lo fazzo subito in segreto, segretissimo. Cu è la persona, mascola o femmina, che interessa vossia?»

Dopo un tre orate, Catarella tozzoliò alla porta dell’ufficio di Montalbano, che quasi la sfondò. Stanco, ma con in volto l’espressione della vittoria, pruì al commissario un pizzino, dove aveva appuntato il frutto della sua indagine su Fernando R. Marrano. Su Wikipedia risultava un profilo, stranamente solo in italiano, intestato a Fernando R. Marrano, ma privo di riscontri e, cosa piuttosto strana, inserito pochi mesi prima da un computer con un indirizzo di Montelusa. Il profilo, che descriveva mirabilia sui successi imprenditoriali del signor Marrano, appariva piuttosto creato ad arte. Ma la scoperta maggiore era che il nome completo di costui era Fernando Ruiz Marrano, inquisito ed arrestato per frode negli USA, implicato in traffici equivoci, esercitati tramite società fittizie create in Paesi black list. Di colpo a Montalbano fu tutto chiaro. Risolto il mistero, gli era smorcato un pititto lupigno. Quella sera da Enzo si sbafò un antipasto di mare crudo (ostriche, calamaretti e novellame), rigatoni al sugo di pelose, un trancio di spada alla brace e una fritturina di triglie, il tutto annaffiato da una bottiglia di falanghina ghiacciata.

Il mattino seguente, appena arrivato in commissariato, Montalbano chiamò il vicecommissario dottor Domenico Augello e l’ispettore Giuseppe Fazio. «Mimì! Fazio! Forza, andiamo al bar.» Nella piazza affianco al commissariato esiste da tempo immemorabile il Bar Centrale, luogo principe dello scambio di chiacchiere, insinuazioni, rivelazioni vere e false. Arrivati al bancone, il commissario esclamò, con voce alta ed eccitata: «Ho delle rivelazioni straordinarie da farvi su Luxury Town, ma non qui, non ora. Venite stasera da me a Marinella. Adelina ha diciso di conzare una caponatina da liccarisi i mustacci. Mangiamo sul terrazzino e vi conto tutto. Mi raccomando, la cosa è riservata.» Mimì e Fazio si taliarono interdetti. Entro un’ora la voce che il commissario aveva novità scottanti su Luxury Town aveva fatto il giro di Vigata meglio che se l’avesse annunciata il banditore.

E venne la sera. «Mimì, Fazio, oggi ho fatto un po’ di tiatro, per far sapere a chi deve sapere che ho scoperto cosa si nasconde dietro Luxury Town. Ora mangiamo e, come sapete, io mangio in silenzio.» Un’ora dopo i tre sorseggiavano il caffè, godendosi lo sciauro salmastro del mare. Montalbano raccontò i fatti che era venuto a sapere e infine la sua intuizione. «Luxury Town è soltanto uno specchietto per le allodole, o dovremmo dire per gli allocchi. L’operazione reale è il riciclaggio di denaro sporco attraverso l’acquisto dei terreni dei fratelli Geraci, dove si vuole far credere che sorgerà il complesso turistico-residenziale. Terreni che per questa ragione saranno venduti ad un prezzo centuplicato rispetto al reale. A comprare sarà una società con sede a Saint Lucia, nelle Piccole Antille, la cui proprietà è schermata, ma riconducibile ai fratelli Geraci, che così potranno autoriciclare il denaro sporco ammucciato offshore. Conclusa la compravendita dei terreni, si lascerà che Luxury Town si insabbi da sola e il signor Fernando Ruiz Marrano, esaurito il suo compito, scomparirà dai radar.»

«È pensato bene?» «Salvo è perfetto.» «Commissario non fa una piega, ma noi che possiamo fare?» «Una strada forse l’ho trovata.» Rispose Montalbano. «Ma ho bisogno del vostro aiuto e, questa volta, veramente nella massima discrezione. Ora vi spiego. Il punto debole dell’operazione di riciclaggio, quello che si espone e rischia di più, è Fernando Ruiz Marrano ,,,»

 

Quello che Montalbano disse dopo non posso svelarlo. Marrano potrebbe venirne a conoscenza e rischierei di avvantaggiarlo.

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