Nell’esercizio 2019, il Comune di Termoli ha riconosciuto a Termoli Food per la refezione scolastica 919.999 euro (inclusa l’iva al 4%) e ne ha incassati dalle famiglie 401.564; pertanto, il contributo comunale alle famiglie per la refezione scolastica è ammontato a 518.435 euro, che corrispondono al 56,4% del costo totale del servizio. Si potrebbe credere che il Comune, con opera meritoria, sostenga in maniera robusta le famiglie indigenti; invece non è così, perché esso eroga un contributo base a tutti, indistintamente dalla condizione economica, che corrisponde a circa un terzo del costo della refezione; alle famiglie con ISEE da 8.000 euro in giù è riconosciuto un contributo integrativo, articolato su tre scaglioni (ISEE fino a 4.000 euro, da 4.001 a 6.675 euro, da 6.676 ad 8.000 euro).
A scanso di equivoci, il reddito ISEE non è il reddito imponibile. Sul web sono disponibili dei simulatori per il calcolo dell’ISEE, che tiene conto di vari fattori (reddito familiare, numero e condizione lavorativa dei componenti della famiglia, abitazione in proprietà o in affitto, ecc.). Per fare un esempio, una famiglia composta dai coniugi e da due figli, con reddito imponibile di 24.000 euro, che abita una casa in affitto, ha un reddito ISEE di circa 8.000 euro.
Che senso ha dare un aiuto economico anche a chi non ne ha bisogno e lesinarlo a chi invece ne ha bisogno? Fermo restando l’ammontare complessivo del contributo comunale, esso andrebbe redistribuito, non erogando nulla alle famiglie con ISEE oltre 8.000 euro, dando la totale gratuità alle famiglie con ISEE fino a 4.000 euro ed incrementando con il denaro restante il contributo alle famiglie indigenti degli altri due scaglioni.
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