sabato 4 ottobre 2025

La pineta di Petacciato è un sito naturale da “maneggiare con cura”


 Il testo seguente è il comunicato integrale della Delegazione Lipu litorale molisano, inviato il 25 settembre alla stampa locale, ma da questa praticamente ignorato (solo una testata ne ha riportato alcuni passaggi e senza la firma Lipu.
Ospitando il comunicato in questo blog se ne vuole favorire la diffusione e si invitano i lettori a diffonderlo ulteriormente sulle loro reti sociali.


A fine estate è assurta agli onori delle cronache locali la Pineta di Petacciato, area che, per le sue peculiarità vegetazionali e faunistiche è stata considerata importante per la conservazione della biodiversità in Europa (Direttiva Habitat 92/43/CEE) e pertanto individuata come Zona Speciale di Conservazione (ZSC IIT7228221 “Foce Trigno Marina di Petacciato”). Sul tema hanno polemizzato tra di loro Roberto Di Pardo, ex sindaco di Petacciato e attuale consigliere regionale, e Antonio Di Pardo, ex vicesindaco e sindaco odierno, un tempo politicamente sodali. I due Di Pardo che non sono parenti, nonostante il cognome concordano nel ritenere che la pineta vada “valorizzatae che la gestione dell’area passi dalla Regione Molise al Comune di Petacciato. Per fare che?

Per Roberto Di Pardo servono «accessi ordinati, percorsi e manutenzione programmata»; inoltre, fa sapere che «la Regione ha elaborato una norma che consentirà l’affidamento della pineta a soggetti privati, per una gestione diretta e regolamentata».

Antonio Di Pardo vuole «ricompattare la pineta alla spiaggia» ed ha proposto in Prefettura ed alla Regione «due progetti ambientali volti a restituire decoro e funzionalità alla zona, valorizzandola come spazio naturale fruibile da cittadini e turisti».

Entrambi i Di Pardo non colgono il significato della sigla ZSC che contraddistingue l’area, la cui funzione è la tutela dell’ambiente naturale in quanto tale, in un contesto circostante decisamente antropizzato. Nella pineta e nell’antistante spiaggia hanno il loro rifugio e speranza di sopravvivenza specie animali che necessitano di particolare protezione: tra i rettili, la tartaruga marina, la Testuggine palustre e la Testuggine di Hermann. L’area è importante soprattutto per la sosta e la nidificazione degli uccelli che include ben 31 specie, tra cui la nitticora, il Tarabusino e il Fratino. Inoltre sono stati individuati ben 11 habitat di direttiva che costituiscono un sistema ambientale di pregio per la costa molisana che va assolutamente protetto e gestito secondo i criteri minimi di conservazione individuati da Piani di Gestione predisposti dalla Regione Molise.

La pineta ha significato e valore se resta il più possibile intatta e l’uomo ne resti il più possibile alla larga, non uno «spazio naturale fruibile da cittadini e turisti» e senza «accessi ordinati, percorsi e manutenzione programmata». Un’area ZSC non è una villa comunale dove passeggiare o correre, scorrazzare bambini o cani, allestire un picnic. Certo sono possibili alcuni interventi minimi. La pineta è attraversata da alcuni passaggi che conducono dalla statale 16 al mare, i quali possono essere mantenuti transitabili a piedi dalle persone. Opera meritoria è ancora quella di raccogliere periodicamente le immondizie, che visitatori incivili abbandonano nei pressi della pineta e sulla spiaggia. Non altro. Del tutto improponibile è infine l’affidamento della pineta a privati, che necessariamente cercano il profitto proprio.

A chi, privato o pubblico, avesse intenzione di manomettere la pineta, ricordiamo che qualunque intervento deve superare il filtro della VIncA (Valutazione di incidenza ambientale) e deve essere sottoposto alla conferenza di servizi decisoria, alla quale associazioni e cittadini possono presentare osservazioni.

La pineta, semaneggiata con cura”, rappresenta un valore per l’ambiente e la biodiversità, ma anche culturale ed economico. Petacciato non faccia l’errore di Termoli, che ha consentito la totale cementificazione del litorale nord. Dove prima c’era un sistema dunale, ora sorge uno strano quartiere, sviluppato in lunghezza e disabitato 10 mesi all’anno. Non solo, quello che resta dell’arenile, in teoria spiaggia libera, è in gran parte irraggiungibile, perché esistono solo tre accessi al mare. Tutta l’area ha perso così anche valore economico. Petacciato segua un’altra traiettoria. Faccia dell’area ZSC un elemento di richiamo per un turismo rispettoso dell’ambiente, che cerca luoghi naturali.

Petacciato, 25 settembre 2025

DELEGAZIONE LIPU LITORALE MOLISANO

Nessun commento:

Posta un commento