mercoledì 3 settembre 2025

Zoppica la sentenza del TAR del Molise sul riparto dei fondi per il TPL (trasporto pubblico locale)

 


Il Comune di Campobasso ha presentato un ricorso al TAR del Molise contro la delibera di Giunta regionale (DGR) n. 388 del 5 agosto 2024, che ha ripartito tra i comuni di Campobasso, Termoli, Isernia e Larino non solo il contributo di 11.068.800 euro, assegnato al Molise con il decreto legislativo 121/2021 e successivi decreti attuativi interministeriali 256/2022 e 112/2024, ma anche il contributo da PNRR di 3.977.928 euro, riconosciuto al Comune di Campobasso dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, con il decreto 530/2021, riservato alle città metropolitane, ai capoluoghi di regione ed ai comuni con alto tasso di inquinamento da PM10 e biossido di azoto. Con la delibera 388/2024 la Giunta regionale, oltre ad “appropriarsi” del contributo di quasi 4 milioni ex DM 530/2021, lo ha ripartito in parti uguali (un milione ciascuno) tra i quattro comuni destinatari dei fondi regionali per il TPL e non secondo i criteri stabiliti dalla determina direttoriale regionale (DDR) 4/2023, che prevede le seguenti percentuali di riparto: Campobasso 50%, Termoli 29%, Isernia 18% e Larino 4%. In pratica, a Campobasso sono stati sottratti tre milioni, a vantaggio degli altri tre Comuni.

Il Comune di Campobasso nel suo ricorso ha chiesto anche la sospensiva dell’efficacia della DGR 388/2024. Su tale richiesta il TAR si è espresso con l’ordinanza 141/2024, che ha accolto parzialmente la doglianza relativa alla «arbitrarietà e ingiustizia manifesta» del riparto in quattro quote uguali del finanziamento di 4 milioni ottenuto dal Comune di Campobasso ex DM 530/2021, ma ha lasciato in sospeso il giudizio sulla legittimità della sua assimilazione ai fondi di competenza della Regione. A seguito dell’ordinanza 141/2024, la Regione, con la DGR 546/2024, ha ricalcolato il riparto del finanziamento ex DM 530/2021, applicando anche ad esso le percentuali stabilite nella DDR 4/2023. A seguito del ricalcolo, i fondi “sottratti” al Comune di Campobasso sono scesi a due milioni.

La sentenza del TAR n. 238 del 4 giugno 2025 (pubblicata l’11 agosto) ha accolto il ricorso del Comune di Campobasso solo per la parte che riguarda l’illegittimità del criterio di riparto “egualitario” del finanziamento ex DM 530/2011, come già anticipato nell’ordinanza cautelare 141/2024, ma ha ritenuto legittimo l’accorpamento dei due finanziamenti, quello accordato alla Regione Molise e quello concesso direttamente al Comune di Campobasso.

Secondo i giudici, tale potere deriverebbe alla Giunta regionale dall’art. 43 della legge regionale 11/2014, che consente alla Giunta di rideterminare «le percentuali di ripartizione dei contributi [per il TPL] di cui all'articolo 37», che è rubricato «Criteri di ripartizione del fondo regionale per gli oneri del trasporto pubblico locale urbano». Il richiamo all’art. 43 della LR 11/2014 appare debole, in quanto questo è relativo ai fondi regionali, non a quelli assegnati direttamente ai comuni; inoltre, la tesi in sentenza svia ad altri comuni l’assegnazione di parte dei fondi espressamente destinati a Campobasso dal DM 530/2021.

A mio avviso il Comune di Campobasso ha buoni motivi per ricorrere al Consiglio di Stato. Se dovesse farlo e se il nuovo ricorso venisse accolto per intero, Termoli dovrebbe restituire 1.147.909 euro, Isernia 697.508 euro e Larino 158.511 euro.

lunedì 1 settembre 2025

La rete ictus del Molise penalizza i paesi ed il Basso Molise

 


Il DCA (decreto del commissario ad acta) n. 100 dell’11 giugno 2025 ha definito la rete ictus del Molise, operativa da settembre. Il decreto ha sollevato critiche riguardo al ruolo affidato a Neuromed e sono stati preannunciati ricorsi al TAR del Molise da Cittadinanzattiva Molise con Cantiere Civico e dal Comune di Campobasso. Poco o nulla si è detto e scritto riguardo ai contenuti ed all’efficacia della neonata rete ictus. Questo articolo si propone di analizzare tali contenuti.

Lo schema di funzionamento della rete ictus del Molise

L’ictus è una patologia cerebrale che ha due forme ben diverse: ischemica o emorragica. L’ictus ischemico consiste nell’occlusione di un vaso sanguigno e generalmente può essere trattato con farmaci trombolitici (che sciolgono l’occlusione); quando la trombolisi endovenosa si rivela insufficiente occorre ricorrere alla rimozione meccanica del trombo. L’ictus emorragico è quello più grave, perché comporta un versamento ematico nei tessuti cerebrali ed occorre intervenire chirurgicamente.

Il trattamento dell’ictus prevede tre fasi: pre-ricovero, ricovero e post-ricovero. L’efficacia delle prime due fasi è strettamente legata al tempo. A pag. 5 dell’allegato 1 (quello tecnico) al DCA 100/2025 si legge che la trombolisi dell’ictus ischemico «è ritenuta la terapia di provata efficacia indicata entro quattro ore e mezzo dall’esordio dei sintomi». Dunque un tempo molto ristretto. Ancora più stretti sono i tempi di intervento nel caso dell’ictus emorragico.

Il pre-ricovero è affidato al 118, allertato da un medico o dai congiunti del malcapitato. Il medico anestesista-rianimatore del 118, se rileva un sospetto ictus, dispone il trasporto al pronto soccorso più vicino, dove si effettua in urgenza una TC (tomografia computerizzata) dell’encefalo (cervello, cervelletto e tronco encefalico), per constatare la tipologia e la portata dell’ictus.

Nel Molise i pronto soccorso eleggibili sono quelli degli ospedali pubblici di base Veneziale di Isernia e San Timoteo di Termoli e dell’ospedale di 1° livello Cardarelli di Campobasso, ai quali è stato aggiunto il centro ospedaliero privato Neuromed di Pozzilli, che non dispone di un pronto soccorso, ma che si è impegnato a mantenere attivo il reparto di neurologia 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. I pronto soccorso di Isernia e Termoli sono collegati telematicamente con l’ospedale di Campobasso, dove risiede l’unità ictus (stroke unit), che li assiste a distanza e valuta se il malato può essere trattato al Veneziale o al San Timoteo, oppure se necessiti il trasferimento al Cardarelli.

In caso di ictus emorragico oppure ischemico che necessiti di disocclusione meccanica del trombo, è previsto il trasferimento a Pozzilli, poiché questi interventi sono possibili solo presso Neuromed. Si farà ricorso a Neuromed anche «per indisponibilità di posti letto e/o per impossibilità ad erogare adeguata assistenza per cause funzionali e/o organizzative» nei tre ospedali pubblici. Non sarà invece possibile avviare verso Neuromed i pazienti affetti da «eventuali ulteriori patologie per le quali il Neuromed non è accreditato».

Quanto al post-ricovero, l’allegato 1 al DCA 100/2025 gli dedica due righe e mezzo, limitandosi a dire che sarà gestito ambulatorialmente.

Perché la rete ictus del Molise penalizza i paesi ed il Basso Molise

I “dolori” cominciano dal pre-ricovero. In Molise solo un terzo delle 96 ambulanze del 118 dispone del medico. Chi dovrebbe rilevare il sospetto ictus, se manca il medico a bordo? Le postazioni del 118 sono 16, un numero largamente insufficiente, considerata la bassissima densità abitativa della regione (64 abitanti per chilometro quadrato, dispersi su 136 comuni) e l’inadeguatezza di gran parte delle strade provinciali, complice l’orografia regionale, per metà collinare e per metà montuosa. Di conseguenza nei paesi il tempo di intervento va ben oltre i 15 minuti, che sarebbero il limite massimo per un intervento efficace. Tra l’arrivo dell’autoambulanza, la valutazione del medico (se è a bordo) ed il raggiungimento del più vicino pronto soccorso può passare un’ora ed anche più. Il DCA 100/2025 non fa cenno alcuno ad un potenziamento del 118, che pure è la prima fase dell’emergenza-urgenza, penalizzando specialmente gli abitanti dei paesi.

Veniamo alla fase ricovero. L’allegato 1 del DCA 100/2025 riporta la statistica dei casi di ictus in Molise dal 2016 al 2023, dalla quale risulta che in media negli otto anni il 77% degli ictus sono stati ischemici ed il 23% emorragici; non si precisa la percentuale di ictus ischemici che hanno richiesto la rimozione meccanica dell’occlusione, possiamo comunque ipotizzare che almeno un quarto dei casi - cioè circa 275 casi all’anno, sui 1.100 stimati nell’allegato 1 - richiederebbe il trasferimento a Pozzilli. Dal pronto soccorso di Termoli, dove il 118 trasporta in prima battuta i pazienti del Basso Molise, si raggiunge Pozzilli in non meno di un’ora e mezza, in condizioni ottimali di traffico e meteo. Perché non si è pensato – per i circa 90.000 bassomolisani – di sottoscrivere un’intesa anche con l’ospedale Santo Spirito di Pescara, struttura di vertice della rete ictus dell’Abruzzo, che da Termoli è raggiungibile in un’ora di autostrada?

Il sub-commissario ad acta Ulisse Di Giacomo ha dichiarato alla stampa che l’approvazione della rete ictus «garantisce che chiunque venga colpito da questa grave malattia [l’ictus, ndr] troverà adeguata assistenza all’interno dei confini regionali, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7». Credo che il sub-commissario dovrebbe rileggersi con maggiore attenzione il DCA 100/2025 ed i relativi allegati.