domenica 12 marzo 2023

Pesante taglio al contributo regionale per il trasporto pubblico di Termoli

 

Dal 2018 e fino al 2022 il Comune di Termoli ha percepito dalla Regione un contributo per il TPL (trasporto pubblico locale) di 146.553 €/mese, corrispondente a 1.758.637 €/anno, riferito ad una percorrenza di 643.200 km/anno. Tale contributo è stato così definito dalla legge regionale 2/2017, art. 5, che ha aggiunto all’art. 43 della legge regionale 11/2014 il comma 1-bis, secondo il quale dal 2018 i quattro comuni beneficiari del contributo - oltre a Termoli, Campobasso, Isernia e Larino - avrebbero percepito per il TPL «una quota pari al settanta per cento della spesa effettivamente sostenuta. In nessun caso il contributo regionale può essere superiore al settanta per cento della spesa sostenuta dalla Regione nell'esercizio finanziario 2016».

La norma citata è stata radicalmente novellata della legge regionale n. 8, del 24 maggio 2022, che all’art. 7, comma 3, lettera b) ha abrogato il comma 1-bis ed alla lettera a) ha sostituito il comma 1, prevedendo che la ripartizione del fondo per il TPL tra i quattro comuni sarebbe stata definita annualmente «secondo criteri che tengono conto dei chilometri percorsi, del numero degli abitanti, della densità abitativa e dell'utenza.» In applicazione della nuova norma, la determina dirigenziale regionale n. 4 del 3 gennaio 2023 ha ripartito tra i quattro comuni beneficiari il contributo, che globalmente per il 2023 ammonta 4.400.000 €/anno, assegnando a Termoli 1.269.745 €/anno, con una riduzione rispetto al precedente di 488.892 €/anno.

La formula adottata è quella di determinare il peso percentuale dei quattro comuni sul totale di ciascun criterio e calcolare la media semplice delle percentuali ottenute. Nel caso di Termoli, i pesi sono risultati: 30% per la percorrenza chilometrica, 30% per il numero degli abitanti, 32% per la densità abitativa e 23% per l’utilizzo; la media semplice delle quattro percentuali è 29%, che è appunto la quota del contributo regionale complessivo riconosciuta a Termoli per il 2023.

La scelta dei criteri di ripartizione, definita dalla LR 8/2022, mi sembra discutibile per quanto attiene l’accentuato peso positivo attribuito al numero degli abitanti e quello negativo riferito all’estensione territoriale dei comuni. Il numero degli abitanti lo troviamo in due criteri: una volta da solo ed un’altra come densità degli abitanti, che altro non è se non il rapporto del numero degli abitanti e l’estensione del territorio comunale in kmq. Ne consegue che il numero degli abitanti ha un peso maggiore degli altri criteri, perché è computato sia da solo che al numeratore del criterio della densità abitativa; viceversa, la dimensione del territorio comunale è un fattore che riduce il contributo regionale, trovandosi al denominatore del criterio della densità abitativa. Una maggiore ampiezza del territorio da servire dovrebbe implicare un contributo regionale superiore, non inferiore. Questa, che a me pare una incongruenza, favorisce i comuni di Campobasso e Termoli, caratterizzati sia da un più alto numero di abitanti che da maggiore densità demografica, a scapito di Isernia e soprattutto di Larino, che dispone di un territorio che in estensione supera del 60% sia quello di Termoli che di Campobasso (i due comuni hanno la medesima superficie).

La Giunta comunale di Termoli ha reagito con la delibera n. 7 del 20 gennaio 2023, con la quale ha dato incarico all’avv. Giuseppe Ruta di ricorrere al TAR del Molise – contro la Regione Molise e l’ANAC e nei confronti dei Comuni di Campobasso, Isernia e Larino – per chiedere l’annullamento della determina dirigenziale regionale 4/2023 e di tutti gli altri atti presupposti, conseguenti e connessi, chiedendone anche la sospensione cautelare. Riguardo a quest’ultima il TAR si è pronunciato respingendola, con un’ordinanza pubblicata il 9 marzo 2023. L’ordinanza, benché limitata alla richiesta di sospensiva, anticipa elementi di merito che non lasciano speranza di successo al Comune di Termoli.

Il ricorso del Comune di Termoli invoca l’applicazione dell’art. 43 della LR 11/2014 nella versione precedente a quanto disposto dall’art. 7, comma 3, lettere a) e b) della LR 8/2022. Che senso ha, visto che il comma 1 è stato sostituito e l’1-bis abrogato? Il TAR così si esprime: «essendo così mutati i criteri di ripartizione dei contributi, il Comune ricorrente non pare poter vantare alcun affidamento all’ultrattività di un regime normativo ormai abrogato». Termoli lamenta anche il mancato coinvolgimento nella procedura di ridefinizione dei contributi, ma la nuova formulazione dell’art. 43 della LR 11/2014 «non contempla alcuna fase partecipativa dei vari Comuni interessati». Infine, la tesi proposta da Ruta che oltre alla popolazione residente andrebbero conteggiati anche i pendolari, al tribunale sembra presa in considerazione dal criterio dell’utilizzo, dove non c’è distinzione tra residenti e non.

mercoledì 1 marzo 2023

Sfiduciato Toma per interposto Florenzano

 


La Giunta regionale, con una decisione assunta proprio l’ultimo giorno del mandato triennale di Oreste Florenzano, non gli ha rinnovato l’incarico di direttore generale dell’ASReM. Dal punto di vista politico la decisione potrebbe apparire sorprendente, vista la totale intesa tra Florenzano ed il presidente di regione, nonché commissario ad acta per il rientro del disavanzo del servizio sanitario del Molise; ma dal punto di vista dei risultati operativi la bocciatura è più che giustificata. Sia chiaro che non esprimo giudizi generali sulla persona di Florenzano, ma sulla sua gestione dell’ASReM dal 2020 ad oggi, caratterizzata da una totale assenza di interventi strutturali di risanamento della capacità di servizio dell’ASReM, prima ancora che dei conti. Il suo compito era tutt’altro che facile, date le gravi deficienze di organico ed organizzative dell’ASReM; inoltre, il suo esordio da direttore generale ha coinciso con l’inizio della pandemia; ma proprio queste sfide potevano offrirgli l’opportunità di avviare (non certo di concludere) il risanamento della sanità molisana. Invece niente. Un totale appiattimento sulle “disposizioni” del presidente-commissario Toma.

La gestione della pandemia è stata carente, nonostante che il covid abbia investito con forza il Molise solo da novembre 2020. Ancora oggi il Molise è l’unica regione in cui non esiste ancora una struttura “covid” specializzata. La famigerata “Torre Covid”, imposta da Toma, è ancora allo stato di progetto, approvato solo alcuni giorni fa, ed intanto il suo preventivo di spesa è lievitato da sei ad otto milioni.

La carenza di personale, specialmente medico, si è fatta sempre più drammatica: mancano anestesisti, pediatri e neonatologi, ginecologi, ortopedici, cardiologi ed emodinamisti. Ai concorsi, quando non vanno deserti, rispondono per lo più degli specializzandi ed in numero insufficiente alle richieste; è anche capitato che medici e tecnici neoassunti si siano dimessi dopo pochi mesi. Questo problema, che è il più grave di cui soffre l’ASReM, è stato affrontato limitandosi a riproporre pedantemente i concorsi, senza immaginare alcuna misura che potesse renderli più attrattivi. In tre anni, non è stato indetto alcun concorso da primario e negli ospedali della regione i reparti sono ormai quasi tutti diretti da facenti funzione. Il servizio sanitario del Molise naviga a vista ormai da anni; infatti, l’ultimo Programma operativo approvato è quello del 2015-2018.

Ciononostante, Florenzano aveva buone chance di riconferma. Il 16 novembre 2022 aveva incassato l’approvazione del “Nucleo di valutazione per la verifica delle attività del direttore generale ASReM”, composto dalla dott.ssa Lolita Gallo (presidente), direttrice generale per la Salute della Regione Molise, dal dottor Claudio Iocca, direttore del III Dipartimento della Regione Molise, e dal prof. Francesco Capalbo, ordinario di Economia aziendale all’Unimol. La procedura di valutazione è stata lunga e meditata; sono occorse ben cinque riunioni, dal 30 giugno all’11 novembre 2022. È stato esaminato l’operato di Florenzano negli anni 2020 e 2021 in relazione ai sei obiettivi generali che gli erano stati assegnati e, di questi, risulterebbe mancato solo quello relativo alla “garanzia dell’equilibrio economico-finanziario dell’azienda”.

Invece, sono stati raggiunti i quattro obiettivi seguenti: “invio informatico trimestrale alla Regione, al Ministero dell’economia e finanze ed al Ministero della salute della certificazione di accompagnamento del conto economico trimestrale”; “rispetto delle leggi o regolamenti e del principio di buon andamento e di imparzialità dell’Amministrazione”; “rispetto degli obblighi di trasparenza”; “rispetto degli obblighi in materia di prevenzione della corruzione”. E questi sarebbero degli obiettivi?! Semmai sono obblighi generali (burocratici e normativi), il cui adempimento è un fatto scontato e basilare.

Veniamo al sesto obiettivo: “conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali previsti dai LEA e dal Nuovo sistema di garanzia”, riguardo al quale «non è ancora possibile conoscere gli esiti delle certificazioni ministeriali, [pertanto il Nucleo di valutazione] ritiene che l’obiettivo possa considerarsi RAGGIUNTO». Ogni commento mi pare superfluo.

Oltre alla promozione del Nucleo di valutazione, Florenzano ha ottenuto anche quella della Conferenza dei sindaci, riunita il 25 gennaio 2023, sia pure di misura: 30 voti a favore e 27 contrari. Dov’erano gli altri 79 sindaci assenti?

Nonostante l’appoggio di Toma, del Nucleo di valutazione e della Conferenza dei sindaci, Florenzano è stato bocciato dalla Giunta regionale. Come siano andate le cose punto per punto, al momento è noto ad una cerchia politica ristretta, certo la riunione della Giunta regionale deve essere stata molto accesa. Considerando le recentissime dimissioni del vicecommissario ad acta Papa, legatissimo a Toma, immediatamente rimpiazzato dal Governo nazionale con Bonamico, sembra plausibile, anzi probabile, che la caduta di Florenzano sia dipesa dalla perdita di credito di Toma dentro la sua stessa area politica, sia in regione che a livello del Governo nazionale.