Il 21 luglio il segretario comunale di
Termoli ha presentato una proposta di deliberazione consiliare che il
presidente del consiglio comunale ha ritenuto talmente urgente, da portarla in
votazione già al consiglio del 29 luglio, omettendo l’ordinario esame
preventivo (non vincolante) delle commissioni consiliari competenti. Che disporrà
mai un provvedimento tanto eccezionale? Il provvedimento prevede la “condivisione”
del segretario comunale con quello della Provincia di Campobasso; per essere
più esatti, il bisegretario lavorerà per 16 ore a settimana per il Comune e per
20 ore a settimana per la Provincia.
Così argomenta il provvedimento: si
ritiene «conveniente per entrambi gli
Enti di addivenire alla stipula dell’accordo, in quanto detta determinazione consentirà
ad entrambi gli Enti di contenere la spesa relativa alla remunerazione delle
prestazioni professionali del Segretario Generale, a fronte di una modesta riduzione
delle ore di presenza dello stesso presso le rispettive sedi che, comunque, non
va a pregiudicare la funzionalità degli uffici». Il contenimento della
spesa è dunque il motivo dichiarato. Ma siamo sicuri che in realtà si
risparmierà qualcosa? La nomina a segretario provinciale comporta un aumento
retributivo del 25%; inoltre, dato che la sede di lavoro del bisegretario
diventa Campobasso, il Comune dovrà corrispondere le spese di viaggio da Campobasso
a Termoli e viceversa nei giorni in cui egli si recherà in Comune. Si dice
ancora che la riduzione delle ore di presenza presso il Comune è modesta. Meno
della metà è una riduzione modesta? Si dice infine che la riduzione oraria «non va a pregiudicare la funzionalità degli
uffici». Avrebbe così poco da fare il segretario comunale di Termoli? Il
Comune di Termoli non è un “comunicchio”. Esso conta 33.000 abitanti, detiene
il 57% del capitale del Cosib (nucleo industriale) ed è capofila: della
Centrale unica di committenza (CUC), che include Campomarino e Guglionesi; dell’Area
urbana di Termoli (AUT), che include Campomarino, Guglionesi e San Giacomo
degli Schiavoni; dell’Ambito territoriale sociale (ATS), che include Acquaviva
Collecroce, Campomarino, Castelmauro, Civitacampomarano, Guardialfiera,
Guglionesi, Lupara, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone nel Sannio, Montemitro,
Montenero di Bisaccia, Palata, Petacciato, Portocannone, San Felice del Molise,
San Giacomo degli Schiavoni e Tavenna. Scusate se è poco.
A prescindere dall’improvvida
motivazione addotta nel provvedimento, c’è un ulteriore aspetto critico di
primaria importanza. A seguito della legge 127/1997 (Bassanini bis), i
segretari comunali e provinciali sono diventati di nomina politica; infatti
essi sono nominati (eventualmente revocati) dai sindaci e dai presidenti
provinciali, pescando da un apposito Albo nazionale dei segretari comunali e
provinciali. La durata del loro incarico coincide con quella dei sindaci e dei
presidenti di provincia, che li nominano «non
prima di sessanta giorni e non oltre centoventi giorni dalla data di
insediamento del sindaco e del presidente della provincia, decorsi i quali il
segretario è confermato.» Il doppio incarico del segretario, con prevalenza
presso la Provincia, implica che il segretario comunale di Termoli non viene
più nominato dal sindaco di Termoli, ma dal presidente della Provincia di
Campobasso. Attualmente queste due cariche politico-istituzionali sono
ricoperte dalla stessa persona, ma si tratta di un caso particolare. Nella sostanza,
si certifica una diminuzione di potere del sindaco di Termoli ed un
accrescimento di quello del presidente provinciale. Fatto estremamente delicato
quand’anche le persone che ricoprono i due ruoli appartengano al medesimo
schieramento politico, ma potenzialmente esplosivo quando siano avversari
politici. In quest’ultimo caso, pur senza infrangere alcuna norma, il
presidente della provincia potrebbe indurre il “suo” segretario ad esercitare
un controllo particolarmente minuzioso sugli atti comunali, tale da rallentarne
ed intralciarne l’azione amministrativa.
Contro il provvedimento hanno parlato
i consiglieri di minoranza Stumpo, Casolino, Vigilante e Di Michele. Non è
intervenuto nessun consigliere di maggioranza. Il sindaco, nella sua replica,
ha presentato un’argomentazione “a sorpresa”: la motivazione del provvedimento non
è il risparmio – dice il sindaco, contraddicendo il provvedimento - ma l’opportunità
di assegnare al segretario comunale esclusivamente il ruolo di responsabile
della prevenzione della corruzione e della trasparenza; perché, conservando il
ruolo di capo della macchina amministrativa e tecnica del Comune, cadrebbe in
conflitto di interesse, dovendo vigilare sui suoi stessi atti.
L’art. 1, comma 7, della legge 190/2012,
come modificato dall’art. 41, comma 1, lett. f), del DLgs 97/2016, dispone che:
«L'organo di indirizzo [la giunta,
ndr] individua, di norma tra i dirigenti
di ruolo in servizio il Responsabile della prevenzione della corruzione e della
trasparenza […]. Negli enti locali,
il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza è individuato,
di norma, nel segretario o nel dirigente apicale, salva diversa e motivata
determinazione.» La legge ha una visione opposta rispetto a quella dell’attuale
sindaco, tuttavia, consente di assegnare la prevenzione della corruzione e la
trasparenza non al segretario comunale, ma ad un dirigente, preferibilmente di
ruolo, motivando la scelta. Invece l’attuale sindaco propone di spogliare il
segretario comunale di quasi tutti i suoi compiti, che sono notevoli e delicati:
«Il segretario comunale e provinciale
svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa
nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione
amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.» (TUEL, art. 97,
co. 2); «Il segretario sovrintende allo
svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l'attività, salvo quando
ai sensi e per gli effetti del comma 1 dell'articolo 108 il sindaco e il
presidente della provincia abbiano nominato il direttore generale. […]» (TUEL,
art. 97, co. 4).
Il consiglio comunale ha approvato il
provvedimento con i voti favorevoli della maggioranza. Ora, se l’attuale
sindaco sarà coerente con quanto ha affermato in consiglio comunale e ridurrà i
compiti del segretario soltanto alla prevenzione della corruzione ed alla
trasparenza, in tal caso, chi ne assumerà le funzioni? Chi sarà il garante della
correttezza dell’attività amministrativa? Chi fornirà assistenza
giuridico-amministrativa all’Ente? Chi sarà responsabile del personale? Visto
che la macchina amministrativa e tecnica non può essere acefala, dobbiamo
probabilmente aspettarci a breve l’assunzione di un direttore generale (consentita
dalla legge), che ricopra le funzioni sottratte al segretario comunale. Alla
faccia del risparmio.