Partiamo dal 2006, quando la Giunta comunale
Greco dà avvio ad una gara con procedura ristretta, per affidare l’appalto del
trasporto pubblico locale (TPL). La durata dell’appalto è indicata in sei anni,
per una percorrenza complessiva di 930.000 km/anno, di cui 804.000 km/anno per
i “servizi minimi”, che godono del contributo della Regione di 1.547.700
€/anno, e 126.000 km/anno per il trasporto scolastico e disabili; l’importo a
base d’asta è di 1.694.972 €/anno (IVA 10% esclusa), equivalente a 1,823 €/km, da adeguare dal secondo
anno applicando il tasso dell’inflazione programmata. La gara è aggiudicata a
GTM per 1.686.497 €/anno (IVA esclusa), dunque per 1,813 €/km. Oltre ai contributi pubblici, spettano a GTM anche i
proventi dei biglietti e degli abbonamenti (all’epoca circa 250.000 €/anno). Il
contratto ha decorrenza 18 maggio 2007 e scadenza 17 maggio 2013, con facoltà
di proroga alle medesime condizioni per due anni.
Il 9 maggio 2008, quando sta per scadere il
primo anno, il Comune e GTM invocano dalla Regione un “ricalcolo” del
contributo per i servizi minimi. La Giunta Iorio, allora in carica alla
Regione, nomina un gruppo di lavoro di quattro professionisti, presieduto dal
dottor d’Abate, con l’incarico di determinare il costo chilometrico per gli
804.000 km/anno di servizi minimi riconosciuti al comune di Termoli (DGR 842/2008).
Nel rapporto finale del 4 novembre 2008, il gruppo di lavoro, stima un costo
IVA esclusa pari a 3,184 €/km, più
alto del 75,6% di quello offerto da GTM per vincere l’appalto. Appena 10 giorni
dopo, la Giunta Iorio approva il “ricalcolo” (DGR 1246/2008) e ne riconosce l’applicazione
retroattivamente dall’inizio del contratto. Che senso ha indire una gara di appalto e un anno dopo riconoscere all’aggiudicatario
un incremento dei contributi pubblici (Regione e Comune) del 75,6%?
La Regione Molise, con la legge regionale
3/2010 (art. 11, comma 2-bis, introdotto dall’art. 1, comma 45 della legge
regionale 2/2011) riduce del 20% la percorrenza chilometrica dei servizi minimi
e quindi dei relativi contributi, a decorrere dalla scadenza dei contratti in
essere. Così, dal 18 maggio 2013, la Giunta comunale Di Brino proroga di un
anno il contratto con GTM ed applica la riduzione del chilometraggio dei
servizi minimi a 643.200 km/anno, fermi restando i 126.000 km/anno per il
trasporto scolastico e disabili. Questa proroga è la prima di una lunga serie
di proroghe, che andranno ben oltre il termine massimo di due anni, indicato
nel contratto originario.
La nuova Giunta regionale, presieduta da
Frattura, avvia un procedimento di riesame della delibera della Giunta Iorio
1246/2008, che ha approvato il “ricalcolo”, e stabilisce l’annullamento della
sua efficacia alla scadenza del contratto (DGR 387/2014). Segue la determina
dirigenziale regionale 53/2014, che – a partire dal 18 maggio 2013 - ridetermina
il contributo regionale per i servizi minimi in 2,37 €/km, corrispondente a quello stabilito inizialmente nel 2007,
rivalutato in base all’inflazione programmata. Caduta la Giunta comunale Di
Brino, dopo quasi quattro mesi di commissariamento, a Termoli si insedia la
Giunta Sbrocca, che ricorre al TAR del Molise insieme a GTM, per l’annullamento
della delibera regionale 387/2014. Il TAR accoglie il ricorso (sentenza
243/2015), essendo decorso il termine di tre anni entro il quale poteva essere
disposto l’annullamento della delibera di “ricalcolo” della Giunta Iorio (legge
311/2004, art. 1, comma 136).
Il 6 novembre 2014 la Giunta Sbrocca incarica
il dottor d’Abate di determinare il costo chilometrico «da porre a base d’asta nella procedura di gara di evidenza pubblica [per
il TPL] da avviare entro il 31 dicembre
2014» (DGC 295/2014). Il dottor d’Abate consegna l’8 maggio 2015 la sua
stima, quantificata in 4,14 €/km. Dalla
relazione illustrativa si evince che la stima
è costruita sulla struttura dei costi di GTM, quindi non può essere presa a
riferimento dei costi standard per un’impresa media, efficiente e con un parco
veicoli adeguato. Ciò nonostante, la Giunta Sbrocca approva la stima
elaborata dal dottor d’Abate (DGC 97/2015) e dal 18 maggio 2015 proroga il
contratto con GTM al nuovo costo chilometrico, biglietti a parte (questi nel
2014 hanno generato incassi per 271.635 €).
Con la legge regionale 11/2014, art. 43,
comma 1-bis (introdotto dall’art. 5 della LR 2/2017), dal 2018 la Regione
riduce il contributo per i servizi minimi al 70% di quello erogato nel 2016,
senza indicizzazione. Da allora, Termoli riceve dalla Regione 1.758.637 €/anno
e la differenza in più è sostenuta dal Comune.
Nel 2019 e nel 2020 il Comune di Termoli riconosce
a GTM (IVA esclusa) 4,17 €/km; nel
2021, sempre IVA esclusa, fino ad agosto liquida 4,016 €/km (conseguenza dell’inflazione negativa), scesi a 3 €/km da settembre, con la firma del
contratto relativo alla finanza di progetto, per inciso ritenuta illegittima dall’ANAC.
Ricapitolando, un appalto assunto nel 2007 a 1,813 €/km, è subito salito a 3,184 €/km ed
è via via cresciuto, per toccare nel 2019 e 2020 il massimo di 4,17 €/km, sceso
nel 2021 a 4,016 €/km e da settembre a 3 €/km. Si tratta di contributi equi?
Il Comune di Termoli ha fatto un affarone con la finanza di progetto, che ha
ridotto il contributo chilometrico di un quarto? Considerata l’inutilizzabilità
delle stime del dottor d’Abate, in quanto su misura di GTM, l’unico modo per
saperlo sarebbe indire una gara di appalto, che potrebbe riservare grosse
sorprese, considerato che attualmente
per il TPL il comune di Campobasso paga 2,714 €/km e quello di Isernia 2,21
€/km.
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