domenica 20 febbraio 2022

L’eolico a San Martino ed il Bosco Pontoni

 


Dopo avere letto il mio articolo “Vento contrario all’eolico da tutte le direzioni”, pubblicato su questo stesso giornale, un’amica ha obiettato che ne condivide i contenuti generali, ma che il progettato campo eolico a San Martino in Pensilis minaccia il Bosco Pontoni. In effetti, la parola d’ordine dei “tutti” contrari all’insediamento è proprio “salviamo Bosco Pontoni. Ciò mi ha spinto ad analizzare il caso specifico, sulla scorta della Relazione tecnica e della Relazione pedoagronomica del progettato parco eolico in Contrada Bosco Pontoni.

Con una certa sorpresa ho scoperto che, a dispetto della denominazione della contrada, il Bosco Pontoni non può essere salvato, perché non esiste più da tempo. Al suo posto ci sono 7.970 ettari di buona terra, con una superficie agraria utilizzata di 7.611 ettari, di cui 3.151 ettari coltivati a cereali, 713 ettari ad oliveto e 625 ettari a vigneto. Il parco eolico sottrarrebbe all’agricoltura 1,4 ettari, per le piazzole sulle quali collocare le torri, e 1,1 ettari, per la nuova viabilità (2,2 km): una quota irrisoria.

La localizzazione da progetto degli aerogeneratori è quasi sempre su campi coltivati a seminativi avvicendati; fanno eccezione la torre n. 2, che sorgerebbe in un vigneto, e la torre n. 9, prevista in un oliveto. Queste due localizzazioni devono essere modificate, a detta dell’agronomo che ha stilato la Relazione pedoagronomica. Il motivo non sta tanto nella fase operativa degli aerogeneratori, ma in quella di costruzione, in cui – in aggiunta alla piazzola stabile – servono per ogni torre circa 2.400 metri quadri per la piazzola temporanea di montaggio della struttura, con un danno evidente alle colture legnose, che dopo la piantumazione hanno bisogno di anni prima di diventare produttive.

Nel progetto la distanza minima delle torri dalle abitazioni è indicata in 400 metri. Questa distanza andrebbe portata ad un chilometro, che è la distanza oltre la quale non è udibile il rumore generato dall’aerogeneratore in funzione. Per questa ragione andrebbero spostate, se non eliminate, anche la torre n. 3, troppo vicina ad un’abitazione colonica, e la torre n. 10, ubicata in prossimità di un agriturismo.

Con le prescrizioni di cui si è detto, il progettato campo eolico si potrebbe realizzare senza creare particolari problemi all’economia agricola ed agrituristica del luogo e neanche al paesaggio. C’è però un ultimo importantissimo aspetto da chiarire, che riguarda l’identità degli investitori che promuovono l’impianto, sia sotto il profilo della la loro capacità economico-finanziaria, che della natura, legale o illegale, dei capitali da investire. Il progetto è stato presentato dalla società veicolo Wind Energy San Martino srl, che fa capo a Stefano Falconio, legale rappresentante anche della Energy Efficiency Consulting srl, che – si legge nel sito della società – ha al suo attivo realizzazioni eoliche in Albania, e fotovoltaiche in Senegal ed in Sardegna. Dell’affidabilità degli investitori dovrebbero sincerarsi le autorità di pubblica sicurezza.


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