Come principio generale, le regioni in disavanzo sanitario, come il Molise, devono predisporre i piani di rientro del deficit economico, garantendo tuttavia i livelli essenziali di assistenza (LEA). In questo articolo sostengo che, in riferimento alla realtà del Molise, gli indici LEA in vigore fino al 2019 ed anche i nuovi LEA, subentrati dal 2020, sono inaffidabili, in quando in disaccordo con i dati di fatto. Successivamente, critico i nuovi LEA, non solo come inaffidabili anch’essi, ma anche come inadeguati a “certificare” il rispetto del diritto dei cittadini a prestazioni sanitarie universali ed omogenee in tutto il territorio nazionale.
Inaffidabilità
nel Molise degli indici LEA in vigore fino al 2019
Stando agli indici LEA vecchia serie – che
fissano la “sufficienza” a 160 punti – le prestazioni del servizio sanitario
regionale (SSR) del Molise nel decennio 2010-2019 sono andate tendenzialmente
migliorando, passando dai 126 punti del 2010 ai 180 punti del 2018, salvo
ripiombare a 150 punti nel 2019 (gra. 1).
Gra.
1 – Indici LEA in Molise 2010-2019
Non si tratta certo di dati esaltanti,
perché comunque prossimi al livello di guardia dei 160 punti, tuttavia il
tendenziale miglioramento 2010-2018 dei LEA, così come la repentina caduta del
2019, si scontrano con l’oggettiva e progressiva riduzione delle strutture e
dei servizi offerti dal SSR del Molise in tutto il periodo. Lo smantellamento
progressivo della componente ospedaliera del SSR molisano è testimoniato
dall’indice di fuga, cioè dalla quota percentuale di ricoveri di molisani fuori
regione, che dal 2013 al 2019 è andato sempre crescendo, passando dal 23,0% del
2013 al 29,6% del 2019, in evidente contrasto con il presunto miglioramento
degli indici LEA (gra. 2).
Gra.
2 - Indici di fuga e indici LEA in Molise 2013-2019
Inaffidabilità
nel Molise dei nuovi indici LEA, adottati dal 2020
Qui manca un’analisi dell’affidabilità dei
“vecchi” LEA per le altre 18 regioni e per le due province autonome di Trento e
Bolzano, ma ho il forte sospetto che l’inattendibilità dei “vecchi” LEA vada
oltre il Molise, tanto che lo stesso Ministero della salute, con il DM del
12/03/2019, ha varato il Nuovo Sistema di garanzia (NSG), operativo dal 2020,
che ha incrementato la griglia degli indicatori (da 33 ad 88) e creato tre
indici LEA distinti, riguardanti l’assistenza distrettuale (alias territoriale, specialistica, farmaceutica, medica primaria), ospedaliera e
preventiva, che ricalcano l’articolazione della spesa sanitaria in distrettuale
51%, ospedaliera 44% e “collettiva” 5%, prevista dal DLgs 68/2011, art. 27,
comma 3. I nuovi LEA propongono un punteggio “scolastico” in centesimi, con il
minimo a zero, il massimo a cento e la sufficienza a 60 centesimi.
Il Ministero della salute ha testato i
nuovi LEA calcolandoli per il quadriennio 2016-2019. Per il Molise risultano
valori buoni nell’area della prevenzione, insufficienti in quella distrettuale
dal 2016 al 2018, ma positivi nel 2019, mentre l’area ospedaliera resta sempre
in territorio pesantemente negativo, anche se con un progressivo miglioramento,
dai 33,38 centesimi del 2016 ai 48,73 centesimi del 2019 (gra. 3).
Gra.
3 – Nuovi LEA per area in Molise 2016-2019
Il quadro che presentano i nuovi LEA è
piuttosto diverso da quello fornito dai vecchi. Per confrontarli, è necessario trasformare
i tre indici dei nuovi LEA in un indice sintetico, dato dalla media dei tre
indici pesata in base alle percentuali di finanziamento della relativa spesa.
Così facendo, il 2019 non è più un anno di crollo delle prestazioni, anzi è
quello migliore, in cui si raggiunge la sufficienza (60 centesimi); i tre anni
precedenti risultano negativi, mentre con i vecchi LEA sono positivi (gra. 4).
Gra.
4 – Confronto nuovi LEA pesati e vecchi LEA in Molise 2016-2019
Appurato che vecchi e nuovi LEA sono in
disaccordo, almeno nel caso del Molise, possiamo fidarci di più dei nuovi LEA?
Ritengo di no, quantomeno perché la media pesata dei nuovi LEA mostra un
tendenziale miglioramento dei servizi erogati dal SSR del Molise, contro
l’evidenza fattuale. Per effettuare una verifica numerica più omogenea,
possiamo confrontare gli indici di fuga, che sono relativi ai servizi
ospedalieri, con i nuovi LEA dell’area ospedaliera. Nel periodo 2016-2019
troviamo l’evidente contraddizione tra l’indice di fuga in progressivo
incremento, dal 27,3% al 29,6%, e l’indice LEA dell’area ospedaliera negativo,
ma in miglioramento, da 33,38 centesimi a 48,73 centesimi (gra. 5).
Gra.
5 – Nuovi LEA area ospedaliera ed indici di fuga in Molise 2016-2019
Si può concludere che anche i nuovi LEA sono
inaffidabili, almeno nel caso del Molise e riguardo all’area ospedaliera.
Inadeguatezza
dei nuovi LEA a “certificare” il rispetto del diritto alla salute di tutti i cittadini
Il criterio dei nuovi LEA, secondo il quale è soddisfatto il diritto alla salute dei cittadini se i tre indici (distrettuale, ospedaliero e della prevenzione) raggiungono il punteggio di almeno 60 centesimi, è in evidente contraddizione con l’art. 32 della Costituzione e con l’art. 1 del DLgs 502/1992, i quali prevedono (implicitamente la Costituzione, esplicitamente il decreto-legislativo) che i servizi sanitari siano prestati in maniera uniforme sull’intero territorio nazionale. Le prestazioni del SSN non devono essere semplicemente “essenziali” (espressione tra l’altro ambigua), ma anche uniformi il più possibile, a Verona, come ad Agrigento. Invece il Nuovo Sistema di Garanzia ritiene accettabile che nei vari territori si possano avere servizi sanitari pubblici molto diversi tra di loro. Si può passare, un po’ come a scuola, dall’appena sufficiente, al buono, all’ottimo, all’eccellente. Certo non si può pensare ad una perfetta identità di prestazioni, ma il divario tollerato, tra 60/100 e 100/100, è abissale e presuppone una inaccettabile diseguaglianza tra i diversi territori riguardo al diritto alla salute, che è uno dei diritti primari che lo Stato deve garantire ai cittadini.








