martedì 11 agosto 2020

Aiutare le famiglie sfrattate o i senzatetto o tutti e due?

 La ex caserma dei carabinieri di Termoli impegna una superficie cintata di 2.730 mq, sulla quale insistono due corpi di fabbrica, uniti da un porticato, elevati a tre piani fuori terra, con impronta a terra di 300 mq l’edificio est (verso la rotonda) e di 360 mq quello ovest (verso il supermercato).

Il Comune di Termoli ha presentato alla Regione un progetto di ristrutturazione dell’edificio est, da adibire interamente ad uffici pubblici (Centro per l’impiego ed altro), con un preventivo di spesa di 400.000 euro (DGC 304/2019). La Regione ha approvato il progetto ed il relativo finanziamento (DDR 109/2020, rettificata dalla DDR 113/2020) ed ha sottoposto al Comune un Disciplinare di convenzione, approvato dalla giunta comunale (DGC 179/2020) e sottoscritto dal sindaco.

Per l’edificio ovest, invece, al momento non sono previsti interventi di ristrutturazione. Al piano terra di questo immobile si trovano tre autorimesse. Al primo ed al secondo piano sono ubicati 4 appartamenti (due per piano); in ciascuno dei due piani c’è un appartamento di 110 mq, con un terrazzo di 65 mq, ed un altro di 145 mq, con un balcone di 30 mq. In una eventuale ristrutturazione, i 4 appartamenti esistenti potrebbero diventare 6, se non 8, sfruttando gran parte dei terrazzi; tanto che da più parti si è ventilata l’ipotesi di adibirli a residenze transitorie per famiglie in emergenza abitativa.

Ipotesi questa che sembra tramontata con la delibera di giunta n. 192 del 7 agosto 2020, che ha approvato il progetto di un dormitorio comunale per i senzatetto, per la capienza di 8 persone, proposto dall’Organizzazione di volontariato Valtrigno Molise. Il dormitorio – qui veniamo al punto – dovrebbe essere collocato in due dei quattro appartamenti dell’edificio ovest dell’ex caserma dei carabinieri.

Realizzare un dormitorio comunale per i senzatetto è certamente lodevole, visto che quello di Isola Felice della Misericordia non è sempre in grado di fare fronte alle richieste. L’amministrazione comunale ha così deciso di avviare una “procedura comparativa” con la proposta di Valtrigno, consistente nel servizio di accoglienza dei senzatetto, nella pulizia e manutenzione del dormitorio, e addirittura nella messa a disposizione di un’ambulanza con personale a bordo, durante le ore notturne. Quest’ultimo servizio mi sembra del tutto sovradimensionato, rispetto alla capienza del dormitorio di otto ospiti, per i quali sarebbe sufficiente una guardia infermieristica notturna, senza bloccare per la notte un’ambulanza con un autista, un infermiere ed un medico, il cui costo rischia di essere superiore a quello di una sistemazione dei senza tetto in albergo.

Oltre a riflettere su questi aspetti economici – ricordo che pagano i termolesi – l’amministrazione comunale dovrebbe riflettere anche su possibili ubicazioni alternative del dormitorio, che non facciano cadere l’idea di utilizzare l’edificio ovest per le famiglie sotto sfratto esecutivo. Per dirne una, si potrebbe mettere a frutto l’edificio della Schweitzer, che è in parte inutilizzato ed in parte utilizzato dal Club Juventus (concessione di cui non si vede né la necessità, né il senso, né l’opportunità).

mercoledì 5 agosto 2020

Autobocciatura della promozione di Termoli

Termoli, 5 agosto 2020

Per fortuna, è stata autobocciata in zona Cesarini una iniziativa che, nelle intenzioni della giunta comunale, avrebbe dovuto promuovere l’immagine di Termoli, ma che si annunciava come inutile, se non controproducente.

La nostra storia comincia ufficialmente l’11 giugno 2020, con la delibera di giunta n. 145, che approva un atto di indirizzo per la realizzazione di tre iniziative:

·         1 video documentario di circa 15/20 minuti ad alta risoluzione ed uno spot di 60”;

·         Organizzazione eventi Drive-In con Movie Silent System;

·         Filodiffusione […] lungo corso Nazionale, via XX Settembre e Borgo antico.

A parte lo stucchevole abuso dell’inglese, l’idea del cinema all’aperto dove accedi in auto mi sembra ottima. Sulla colonna sonora unificata in centro e nel Paese Vecchio (che i revisionisti toponomastici si ostinano a chiamare Borgo Antico) conviene stendere un velo pietoso. Oggetto di questo articolo è il video/spot.

Non so se alla giunta comunale sia chiaro che un video promozionale di 15’ ed uno spot di 60” sono due oggetti completamente diversi, come un transatlantico ed una barca a vela classe laser. Immagino anche che essi non abbiano contezza del fatto che lo standard temporale degli spot è di 15”, eccezionalmente prolungati a 30”. Comunque sia, l’organo politico ha ritenuto di avere fatto il suo dovere (dare l’indirizzo) ed ha passato la palla al Servizio cultura, sport e turismo, che – invero tempestivamente – il 26 giugno ha emanato, con la determina dirigenziale n. 1148, un avviso di manifestazione di interesse, alla ricerca di imprese per la realizzazione non solo del video e dello spot, ma anche per la gestione dei seguenti servizi, fumosamente connotati, per la durata di 4 anni:

·         potenziamento canali informatici (Facebook e Youtube) del Comune di Termoli;

·         promozione video su Youtube e su Instagram;

·         consulenza live di approfondimento sui social.

Il tutto per un importo a base d’asta di 26.000 euro, iva esclusa.

Ben 15 sono state le imprese che si sono dichiarate interessate ed il Servizio cultura, sport e turismo – di nuovo con ammirevole tempestività – il 9 luglio ha emanato la determina a contrarre n. 1280, completa di capitolato di gara, con la quale è stata nominata anche la RUP (responsabile unica del progetto), le cui competenze in ambito marketing sono ignote. Chiusa la gara il 22 luglio, il giorno successivo è stata nominata la commissione giudicatrice (determina dirigenziale n. 1421), composta da tre professionisti di cui non si mette in dubbio la preparazione nei rispettivi campi, ma ahimè anch’essi digiuni di marketing.

Il 31 luglio l’epilogo, “certificato” dalla determina dirigenziale n. 1487, con la quale la procedura di affidamento è stata revocata, in quanto si ritiene rivedere e rideterminare il Capitolato di gara perché poco esaustivo nelle attività da sviluppare nei quattro anni di affidamento del suddetto servizio. Per fortuna gli organi tecnici si sono resi conto di essersi infilati, senza la benché minima nozione, in un campo professionale complesso, come il marketing, che nelle barzellette di bassa lega viene presentato come l’arte di fregare i clienti.

Il fatto che in un comune manchino alcune competenze specialistiche, di per sé non è un’onta; infatti il Codice dei contratti pubblici prescrive che il RUP deve essere dotato di competenze professionali adeguate in relazione ai compiti per cui è nominato; ma che, nel caso in cui nell’ente pubblico manchino le competenze necessarie, il RUP può avvalersi del supporto di professionisti esterni (DLgs 50/2016, art. 31). Qualora l’amministrazione comunale intenda realizzare una seria ed efficace promozione di Termoli, è bene che si avvalga preventivamente di un professionista, che la aiuti a stilare un piano di marketing ed i briefing (come si chiamano in gergo) delle iniziative/campagne da realizzare.

In un piano di marketing devono essere definite prioritariamente tre cose: il posizionamento, gli obiettivi, i target. Il posizionamento è il carattere distintivo dell'oggetto della campagna (nel caso specifico, Termoli). Gli obiettivi sono la quantificazione dei risultati da conseguire in tempi definiti, da non confondere (come fanno tutti quelli che non sanno nulla di marketing) con il fine, che è l’indirizzo generale, la direzione, che si intende seguire, che ha natura qualitativa, non quantitativa. I target, cioè i destinatari della campagna, devono essere profilati con cura. Sul terreno dei contenuti della comunicazione, devono essere individuati la promessa, la reason why (il perché), i vantaggi. Di tutto questo, che è indispensabile per orientare l’offerta per la realizzazione di un progetto di marketing, non c’è traccia nel capitolato del 9 luglio. Dulcis in fundo, l’ammontare dell’investimento: 26.000 euro in quattro anni; una cifra ridicola, che non consente di remunerare neanche il solo video da 15’.