domenica 22 dicembre 2024

I conti catastrofici della Regione Molise

 


Non è dato sapere quale sia lo stato attuale dei conti della Regione Molise; infatti, con le leggi regionali n. 3 e n. 5 del 2024 sono stati finalmente approvati definitivamente i rendiconti 2020 e 2021, che erano stati bocciati dalla Corte dei Conti; nel 2023 la Giunta regionale ha adottato il rendiconto del 2022 e nel 2024 quello del 2023, i quali non hanno ancora ottenuto la parifica (cioè l’approvazione) della Corte dei conti e che pertanto potrebbero subire importanti modifiche, come è avvenuto per il 2020 ed il 2021. In tale incertezza, un’analisi approfondita dei conti regionali appare prematura; tuttavia, può essere utile un esame sommario e semplificato, basato su tre saldi chiave: il risultato di amministrazione, il conto economico ed il patrimonio netto.

Il risultato di amministrazione stima la copertura finanziaria degli impegni di spesa assunti dall’ente locale. I saldi adottati inizialmente dalla Giunta regionale per il 2020-2023 e quelli convalidati per il 2020-2021, sono tutti in pesante disavanzo (gra. A).

Gra. A - Disavanzi di amministrazione approvati ed in prima adozione


Per il 2020-2021, dove abbiamo anche i saldi convalidati, si vede come questi peggiorano di circa 100 milioni i disavanzi inizialmente proposti dalla Giunta regionale; non sappiamo se i saldi adottati per il 2022-2023 saranno anch’essi rivisti in peggio.

I conti economici 2020-2023 si chiudono tutti in perdita. Per il 2020-2021 i conti definitivi peggiorano di un centinaio di milioni i primi conteggi; vedremo se un analogo peggioramento toccherà anche le perdite 2022-2023 (gra. B).

Gra B – Perdite di conto economico approvate ed in prima adozione


Il patrimonio netto è pesantemente negativo ed in tendenziale peggioramento, anche secondo i conti inizialmente adottati dalla Giunta regionale; anche qui i dati definitivi 2020-2021 peggiorano di un centinaio di milioni quelli adottati inizialmente (gra. C).

Gra. C - Patrimonio netto approvato ed in prima adozione


Se la Regione Molise fosse un’impresa privata sarebbe fallita già da diversi anni.

Ai conti catastrofici c’è da aggiungere l’aggravante che i disavanzi non sono giustificati da spese sostenute per erogare servizi adeguati ai cittadini, ma da cattiva gestione. Le due principali “missioni” (così si chiamano) di spesa della Regione Molise sono “Tutela della salute” e “Trasporti e diritto alla mobilità”, che nei conti 2023 (non ancora validati) assorbono rispettivamente il 67,4% ed il 10,5% delle spese regionali ed entrambe versano in uno stato di servizio deplorevole.

 

NOTA

Le delibere di Giunta regionale di prima adozione dei rendiconti: 429/2021 per il 2020; 213/2022 per il 2021; 289/2023 per il 2022; 553/2024 per il 2023.


lunedì 2 dicembre 2024

Confusione in Molise nel riparto dei contributi statali per l’acquisto di nuovi autobus urbani

 

Di quali e quanti contributi si tratta

Il decreto legislativo (DL) n. 121, del 10 settembre 2021, convertito dalla legge 126/2021, all’art. 3-ter, ha stanziato per il rinnovo di autobus urbani 5 milioni per il 2022 ed a seguire 7 milioni all’anno dal 2023 al 2035, per un importo totale di 96 milioni. Destinatari dei finanziamenti sono alcune regioni e province autonome, tra cui il Molise, al quale il decreto ministeriale (DM) n. 256 del 24 agosto 2022 (attuativo del DL 121/2021) ha assegnato 11.068.800 euro; il DM n. 112 del 18 aprile 2024 – fermi restando gli investimenti complessivi – ha successivamente accorciato i tempi di erogazione al 2026. Per il Molise la nuova tempistica è di 576.500 euro per il 2022, 2.536.600 euro per il 2023 e 2.651.900 euro all’anno dal 2024 al 2026. Il DM 256/2022 precisa che gli autobus da acquistare devono essere alimentati a metano, ad elettricità o ad idrogeno.

Sempre per il rinnovo del parco autobus urbani, il 23 dicembre 2021 è intervenuto il DM n. 530, che ha disposto l’investimento di 1.915 milioni nell’ambito del PNRR (M2C2 – 4.4.1), per l’acquisto di autobus alimentati elettricamente o ad idrogeno e per la realizzazione delle strutture di supporto alla alimentazione dei mezzi. I finanziamenti sono riservati «ai comuni capoluogo di città metropolitane e, per le regioni dove non sono presenti città metropolitane, ai comuni capoluogo di regione o di province autonome, nonché ai comuni con più elevati tassi di inquinamento da PM10 e biossido di azoto». Sotto pena di revoca del finanziamento, i soggetti attuatori devono aggiudicare gli acquisti entro il 31 dicembre 2023, mettere in linea entro il 2024 il numero minimo di autobus assegnato e tutti gli altri entro il 30 giugno 2026. Di questo intervento ha beneficiato anche il Comune di Campobasso, che ha ottenuto 3.977.928 euro, con l’obbligo di rendere operativi almeno due autobus entro il 31 dicembre 2024 ed in totale almeno 6 entro il 30 giugno 2026.

Come vanno ripartiti i contributi

Ci sono dunque poco più di 11 milioni di cui è destinataria la Regione Molise, da ripartire ai quattro comuni che già usufruiscono di contributi regionali per il trasporto pubblico locale (TPL), cioè Campobasso, Termoli, Isernia e Larino. Secondo l’art. 43, comma 1, della legge regionale (LR) n. 11/2014, come modificato dall’art. 7, comma 3, della LR 8/2022, i contributi per il TPL vanno ripartiti «secondo criteri che tengono conto dei chilometri percorsi, del numero degli abitanti, della densità abitativa e dell'utenza.» Seguendo tali criteri, con la determina dirigenziale regionale (DDR) n. 4 del 3 gennaio 2023, il Dipartimento governo del territorio, Servizio mobilità, ha calcolato le seguenti percentuali di riparto: Campobasso 49,62%; Termoli 28,86%; Isernia 17,53%; Larino 3,99%. Di conseguenza, il riparto degli 11.068.800 euro diventa: 5.492.338,56 euro a Campobasso; 3.194.455,68 euro a Termoli; 1.940.360,64 euro ad Isernia; 441.645,12 euro a Larino.

Al Comune di Campobasso sono anche destinati i quasi 4 milioni da PNRR, in quanto le due fonti di finanziamento non sono sovrapponibili, ma complementari, nel senso che il Comune di Campobasso acquisterà alcuni autobus tramite una fonte di finanziamento ed altri con l’altra. Che il finanziamento ex DL 121/2021 non assorba quello ex DM 530/2021 è evidente perché questo: 1) è stato deciso poco dopo il primo; 2) stanzia ben 1.915 milioni, contro 96 milioni; 3) prevede la finanziabilità degli autobus alimentati elettricamente e ad idrogeno, escludendo l’alimentazione anche a metano, ammessa nell’altro finanziamento.

Che cosa ha combinato la Regione Molise

Pur essendo limpido che i due finanziamenti sono distinti e complementari, la Giunta Roberti, con delibera n. 388, del 5 agosto 2024, ha stabilito che dal riparto dei poco più di 11 milioni del finanziamento ex DL 121/2021 vanno defalcati al Comune di Campobasso i quasi 4 milioni ottenuti grazie al DM 530/2021 e che tale somma deve essere ridistribuita in parti uguali tra i quattro Comuni interessati. Una tale decisione è del tutto illogica, perché i due finanziamenti sono indipendenti; inoltre, la somma “scippata” a Campobasso viene divisa in parti uguali, ignorando le percentuali di riparto stabilite dalla DDR 4/2023. I due finanziamenti non sono sovrapponibili neanche riguardo al tipo di alimentazione dei veicoli: per il DL 121/2021 la Regione ha stabilito debba essere a metano, alimentazione che è esclusa dal DM 530/2021, per il quale Campobasso ha scelto l’elettrico.

Le conseguenze

Naturalmente il Comune di Campobasso ha presentato un ricorso al TAR del Molise, per l’annullamento della DGR 388/2024 e di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti, chiedendone la sospensiva nelle more della sentenza. Al ricorso si sono opposti la Regione Molise ed i Comuni di Termoli e di Isernia. Il 21 novembre 2024 è stata pubblicata l’ordinanza n. 302 del TAR riguardo alla richiesta di sospensiva cautelare, ammettendola in parte. I giudici amministrativi, ad un primo sommario esame, hanno ritenuto arbitraria e manifestamente ingiusta la divisione in parti uguali del finanziamento da PNRR ottenuto dal Comune di Campobasso, che ignora i criteri di riparto stabiliti dalla Regione stessa con la DDR 4/2023. Hanno invece «Rilevato, in via preliminare, che non appare a un primo esame censurabile la valorizzazione, da parte della Regione Molise, della circostanza che il Comune di Campobasso avesse già conseguito, in ambito PNRR, un consistente finanziamento avente finalità sovrapponibili a quelle del contributo di cui al provvedimento regionale qui impugnato.» Commettendo in questo secondo caso un clamoroso errore di valutazione, considerando “sovrapponibili” due finanziamenti che non lo sono affatto. Ritengo che il Comune di Campobasso dovrebbe impugnare l’ordinanza presso il Consiglio di Stato, anche perché il TAR del Molise ha fissato l’udienza di merito al 4 giugno 2025.

Intanto la Giunta regionale si è adeguata all’ordinanza, emanando il 29 novembre 2024 la delibera n. 546, con la quale ha ricalcolato il riparto dei quasi 4 milioni di fondi PNRR ottenuti da Campobasso. La tabella che segue riporta il riparto dei finanziamenti ex DL 121/2021, secondo il calcolo giusto ed il I e II riparto (scorretti) secondo la Regione.

Riparto finanziamenti alla Regione Molise ex DL 121/2021

Gestori - Comuni

Riparto giusto

Riparto Regione

Ipotesi 1

Ipotesi 2

SATI - Campobasso

5.492.763

2.509.039

3.488.458

Aesernia - Isernia

1.940.853

2.935.248

2.638.242

Lancieri - Larino

441.064

1.435.813

599.938

GTM - Termoli

3.194.120

4.188.699

4.342.162

Totale

11.068.800

11.068.800

11.068.800

 

Come si vede, nella seconda ipotesi al Comune di Campobasso vengono sottratti 2 milioni.

La telenovela continua.