martedì 25 gennaio 2022

Quando è giusto estrapolare e quando no

Ormai da anni dilaga l’uso del verbo “estrapolare” al posto di “estrarre”. Persone di qualunque livello culturale ed appartenenza sociale – inclusi i professionisti della lingua, come i giornalisti e gli scrittori – parlano e scrivono di «frasi estrapolate dal contesto», «documenti estrapolati dal fascicolo», «dettagli estrapolati dal quadro generale», ecc.

È giusto? Proprio per niente, anzi è un erroraccio!

I verbi estrapolare e interpolare appartengono al lessico della statistica. I dati statistici sono rilevati entro un intervallo di osservazione, per punti discreti. Ad esempio, posso disporre della statistica del numero dei residenti in Italia al 1° gennaio degli anni dal 1951 al 2022. Se mi serve sapere il numero dei residenti al 1° di ogni mese di ciascun anno, devo interpolare, cioè INSERIRE, tra i valori rilevati dei valori stimati. Viceversa, se voglio prevedere l’andamento della popolazione residente al 1° gennaio dei prossimi anni, devo estrapolare, cioè ESTENDERE, i valori rilevati oltre il 2022, con opportune stime. L’interpolazione è tanto più semplice quanto più ristretto è l’intervallo in cui inserire i valori stimati. Molto più complessa è l’estrapolazione, dove in genere si sviluppano più stime, in base a diverse ipotesi di scenario evolutivo, con un’affidabilità via via minore quanto più si estende l’intervallo di stima.

Tornando all’appropriatezza linguistica, estrapolare è dunque sinonimo di estendere dati o concetti oltre i limiti entro cui sono stati rilevati o formulati. Ad esempio, dalla constatazione che tutti indistintamente apparteniamo al genere umano, estrapolo che il razzismo è un’odiosa negazione della natura umana; oppure che la discriminazione di genere subita dalle donne è un’ingiustizia sociale colossale; oppure che è un diritto universale l’uguaglianza sociale, intesa come diritto alla libertà di pensiero e di espressione, alla salute, al sapere, alla fruizione e produzione delle arti, al lavoro adeguatamente retribuito, ad abitare decorosamente, alla solidarietà ed al rispetto, a vivere in un ambiente sano e bello.