Leggendo Presentazione e Progetto “South Beach”, viene il dubbio che il signor George Cohen, che lo propone, sia un buontempone che sta tirando uno scherzo madornale al Comune di Montenero ed alla Regione Molise.
La proposta riguarda un intervento
immobiliare sull’area di 160 ettari, compresa tra il fiume Trigno, il torrente
Mergolo, il nastro dell’autostrada ed il mare. L’area è tagliata
longitudinalmente dalla statale 16. Le superfici dalla statale al mare sono
totalmente vincolate, non solo dal demanio marittimo, ma anche come zone di
particolare interesse ambientale (decreto-legge 312/1985, convertito dalla
legge 431/1985) e come sito di interesse comunitario (SIC). Sul lato a monte
della statale c’è un ulteriore vincolo, relativo al tracciato del tratturo L’Aquila-Foggia.
Tutta l’area di intervento è particolarmente delicata dal punto di vista
idrogeologico. Essa è soggetta ad allagamenti, nonostante l’azione dell’idrovora
che vi è stata collocata; ha la falda freatica ad appena uno o due metri di
profondità; è composta da conglomerati di calcare, argilla e pietrisco, di
scarsa compattezza.
In quest’area il signor Cohen, imprenditore
(di che?) canadese, ha proposto un investimento di tre miliardi di euro, che
gli verrebbero messi a disposizione da non meglio individuati investitori
cinesi, per realizzare un complesso edilizio residenziale-turistico di
dimensioni mostruose. Si parla di 3,8 milioni di metri cubi fuori terra (più altri
0,6 milioni di mc interrati), di cui ad uso residenziale 3,5 milioni di metri
cubi e 1,1 milioni di metri quadri. Secondo il valore standard di un abitante
ogni 25 metri quadri residenziali (DM 1444/1968, art. 3), gli edifici
residenziali sono dimensionati per 45.000 abitanti, ai quali vanno aggiunti un
migliaio di clienti potenziali degli alberghi, che si sviluppano su 25.600
metri quadri complessivi, nonché i visitatori che intendono accedere ai
ristoranti (28.464 mq), al centro polifunzionale (30.000 mq), dove saranno
ubicati anche «centri medici
d’eccellenza con particolare propensione al benessere ed all’estetica», ed
infine ad un campo da golf. Lungo la costa trovano posto 18 stabilimenti
balneari, per una superficie complessiva di 84.000 metri quadri.
Come verrebbero realizzati gli edifici
residenziali? 11 ville fronte mare; 6 ville in “seconda fila”; 25 palazzi da 8
piani; 22 palazzi da 10 piani; 25 palazzi da 12 piani; 16 torri da 15 piani; 23
torri da 20 piani; 16 torri da 25 piani. Le torri si sviluppano anche
sottoterra per due piani. Le torri di 25 piani raggiungono l’altezza di 80
metri fuori terra. Viene il capogiro solo a leggerli questi numeri. Molte
residenze saranno raggiungibili in barca, perché verranno creati dei canali
navigabili per imbarcazioni fino a 15 metri e con un pescaggio fino a 2 metri,
ormeggiabili sotto casa.
Pur avendo fiducia nelle possibilità
tecniche dell’ingegneria moderna, credo che gli ideatori delle opere abbiano
sottovalutato le difficoltà edificatorie in un terreno a bassa compattezza e
intriso d’acqua come quello dove si vuole situare l’intervento. Le fondamenta vanno
realizzate con palificazioni molto profonde e gli edifici devono essere resi
perfettamente stagni dalle risalite idriche dal sottosuolo. Particolare
attenzione va posta anche al rischio sismico. Secondo la definizione UNESCO, il
rischio sismico è la risultante di tre componenti: la pericolosità sismica,
cioè la probabilità che in un dato tempo si verifichino eventi con una
magnitudo superiore ad un valore dato; la vulnerabilità, ovvero come
risponderebbero le costruzioni alle sollecitazioni del terremoto; l’esposizione,
che misura le persone ed i beni concentrati nell’area. Il territorio del Comune
di Montenero si trova in un’area a bassa pericolosità sismica, ma ciò non basta
per stare tranquilli, perché l’area specifica di cui parliamo è ad altissima
vulnerabilità sismica: un terreno lento come quello dove si vuole insediare il
complesso immobiliare in caso di terremoto trema come un budino e quindi anche
eventi di magnitudo relativamente modesta (intorno ai 4 gradi Richter) possono
generare crolli, specialmente se parliamo di edifici alti 80 metri. Anche l’esposizione
è elevata, perché nel sito si concentrano fino a 50.000 persone.
Non finisce qui. Il progetto prevede lo
spostamento della statale 16, che altrimenti taglierebbe centralmente l’insediamento,
riposizionandola verso l’interno, tra l’ultima e la penultima fila delle torri.
All’inizio ed alla fine della variante sono previste due rotatorie per smaltire
il traffico da e per l’insediamento. Come si fa ad ipotizzare che due rotatorie
poste a 3 km l’una dall’altra possano bastare a gestire i flussi veicolari in
entrata ed in uscita di un insediamento dove dovrebbero concentrarsi 50.000
persone? Inevitabilmente si creerebbero rallentamenti e code.
C’è da considerare anche la depurazione dei
reflui urbani. Il progetto prevede la costruzione di un depuratore al costo di
2,2 milioni, iva inclusa. Considerato che il costo per abitante, iva inclusa,
di un depuratore è intorno agli 80 euro, dovremmo concludere che l’impianto
previsto è sottodimensionato, in quanto coprirebbe 27-28 mila abitanti
soltanto.
Nel progetto neanche si dice dove si
ricaverebbero le aree per i cosiddetti standard urbanistici – previsti sia dal
DM 1444/1968, art. 3, che dalla legge 1150/1942, art. 41sexies – che nel nostro
caso ammonterebbero a circa 120 ettari.
A questo punto dovrei sviluppare le
argomentazioni a difesa dell’ambiente, dell’integrità floro-faunistica, del
paesaggio in generale e della vista aperta verso l’insondabile e mobile orizzonte
marino, che verrebbe cancellato da cortine di cemento alte fino ad 80 metri.
Dovrei, ma non ci riesco, perché, cara lettrice o caro lettore, se dopo avere
letto quello che hai letto non ti sei indignata/o abbastanza, non credo di
avere la necessaria eloquenza per convincerti che deturpare l’ambiente è una
follia, il cui prezzo pagheremo noi stessi e molte generazioni a venire.
Un’ultima desolata considerazione sulla Giunta
comunale di Montenero e su quella regionale. La prima ha promosso
entusiasticamente il “South Beach”, chiedendo alla Giunta regionale di avviare
il procedimento per un accordo di programma, e questa ha preso sul serio una
tale proposta, istituendo il “tavolo tecnico”, con la delibera n. 67 del 29
marzo 2021. Per costoro il territorio è solo una cosa di per sé priva di
valore, sulla quale ogni intervento è lecito. Costoro non meritano di gestire
la cosa pubblica, eppure ne hanno il diritto, fino a quando i cittadini di Montenero
ed i Molisani tutti non si renderanno conto che devono smettere di votarli.