lunedì 6 luglio 2020

Autopromozione a buon mercato con il no al 5G


Termoli, 6 luglio 2017 – di Pino D’Erminio

Il Consiglio comunale del 6 luglio ha approvato la mozione Ciarniello-Nuozzi che pretenderebbe di vietare l’installazione della rete digitale 5G (di quinta generazione) nel territorio del Comune di Termoli. In realtà la mozione è passata “a minoranza”, nel senso che hanno votato a favore 11 consiglieri sui 23 partecipanti alla seduta, si sono astenuti 8 consiglieri (4 di “maggioranza”, tra cui il sindaco, 3 del PD e la consigliera di Termoli Bene Comune), hanno votato contro i 4 consiglieri dei 5 stelle. Sul piano pratico, non è vero che tale votazione possa bloccare l’adozione anche a Termoli della tecnologia 5G, in quanto la competenza per le reti nazionali non è dei comuni.
E allora a che serve la mozione testé approvata? Volendola nobilitare, essa ha un valore politico e comunque torna utile a fini di autopromozione a buon mercato, visto che Ciarniello e Nuozzi non hanno scritto di loro pugno una sola riga della mozione presentata, ma si sono limitati a copiare la mozione proposta e bocciata alla Camera dei deputati il 13 maggio 2019 (v. Atti Camera, pagg. 3-7) dai deputati: Sara Cunial, Silvia Benedetti, Gloria Vizzini, Veronica Giannone (tutte elette M5S, espulse, ora gruppo misto) e Manfred Schullian (eletto SVP).
Nel merito, cos’è mai il 5G? È la tecnologia che sta sostituendo a livello mondiale il 4G (la rete che usiamo coi telefonini), dalla quale si differenzia perché utilizza radiofrequenze più elevate e lunghezze d’onda minori, con minore potere di penetrazione nei corpi, ed adotta una diversa modalità di trasmissione del segnale, che non viene irradiato in tutte le direzioni (a sfera), ma verso i ricevitori che si trovano nel suo raggio di operatività. I vantaggi del 5G consistono nell’incremento della quantità dei dati trasmessi ed in una velocità di trasmissione aumentata fino a 10 volte rispetto al 4G. Ci sono anche degli svantaggi: mantenendo lo stesso limite di potenza delle emissioni del 4G, data la minore capacità del 5G di penetrare nei corpi (si pensi che è ostacolato anche dalle foglie e dalla pioggia) il numero delle antenne dovrà essere triplicato o quadruplicato.
Riguardo ai rischi per la salute, al momento nessuno è in grado di fornire risposte definitive, visto che l’utilizzo “in vivo” del 5G è solo agli inizi; tuttavia, in linea teorica, dovrebbe essere meno pericoloso del 4G, proprio per il minore potere di penetrazione delle radiofrequenze utilizzate. Ciò nondimeno non devono essere trascurati controlli continui ed accurati, che non riguardino solo il 5G e gli effetti di una singola fonte di radiazioni elettromagnetiche, ma piuttosto l’effetto combinato e prolungato dell’esposizione a più fonti, in ambito domestico e non.

mercoledì 1 luglio 2020

Con il rendiconto 2019 si prospetta un ripulisti dei conti del Comune di Termoli


Termoli, 2 luglio 2020 – di Pino D’Erminio

Il rendiconto 2019 è il primo sotto la responsabilità della Giunta Roberti, in quanto il rendiconto 2018 - che essa ha portato all’approvazione del Consiglio comunale il 22 luglio 2019 - altro non è se non la proposta di rendiconto che l’amministrazione Sbrocca ha approvato a livello di Giunta il 30 aprile 2019, mancando di sottoporlo nei termini di legge al Consiglio comunale, rinnovato di lì a poco, con le elezioni del 26 maggio.
Il rendiconto 2019 si presenta male quanto al rispetto delle scadenze di legge, perché doveva essere approvato dal Consiglio entro il 30 giugno (il termine ordinario è il 30 aprile, quest’anno differito al 30 giugno a causa della pandemia) ed invece la Giunta ha approvato la proposta di rendiconto soltanto il 25 giugno e potrà portarla in Consiglio comunale non prima di agosto, considerato che la proposta deve essere vagliata dal Collegio dei revisori e che l’intera documentazione contabile, inclusa la relazione dei revisori, deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali almeno 25 giorni prima della data del Consiglio in cui il rendiconto verrà posto in approvazione.
Un’analisi puntuale del rendiconto 2019 sarà possibile quando saranno disponibili tutte le carte, ma un’avvisaglia importante c’è già nello scarno contenuto della delibera di Giunta del 25 giugno (pubblicata sull’albo pretorio il 29 giugno), dalla quale si desume che è stato attuato un sostanzioso ripulisti dei conti, rispetto a quanto rappresentato negli esercizi precedenti dalla Giunta Sbrocca.
Nell’ultima delibera di Giunta è scritto che «il conto del bilancio dell’esercizio 2019 si chiude con un disavanzo di amministrazione di € - 6.505.077,26». Per i non addetti ai lavori, l’espressione “disavanzo di amministrazione” è fuorviante, perché induce a confonderlo con il “disavanzo di esercizio”, cioè con un saldo negativo dell’equilibrio finale del bilancio finanziario per competenza, che è il valore vigilato ai fini della stabilità dei bilanci pubblici e che deve essere non negativo, sotto pena di pesanti limitazioni.
Tra i tanti conti che gli enti locali devono predisporre, il “risultato di amministrazione” rappresenta la stima della disponibilità finanziaria dell’ente. Esso si ottiene sommando i valori a fine esercizio della cassa, del saldo tra residui attivi e passivi (le “pendenze” in avere e in dare) e del fondo pluriennale vincolato (risorse nella disponibilità materiale dell’ente, vincolate a specifiche spese future). Insomma, il risultato di amministrazione è una specie di cassa di fine esercizio “allargata”, nel senso che, oltre alla cassa vera e propria, contiene risorse non immediatamente liquide, ma sulle quali si potrebbe fare affidamento (il saldo dei residui), e risorse “congelate” per soddisfare impegni futuri giuridicamente perfezionati.
Il risultato di amministrazione viene poi articolato in quella che è chiamata la sua “composizione” (ovvero destinazione) a copertura dei fondi prudenziali (accantonati e vincolati), dei fondi per investimenti in corso di pagamento ed infine dei fondi liberi, cioè di quelli liberamente disponibili. Se i fondi liberi sono negativi, come nel nostro caso, vuol dire non solo che non c’è disponibilità finanziaria in avanzo, ma che manca anche parte della copertura per i fondi prudenziali e gli investimenti in corso.
Venendo ai valori, il risultato di amministrazione del Comune di Termoli del 2019 ammonta a 33,0 milioni, contro 28,5 milioni del 2018 (più 4,5 milioni). Scomponendolo, il disavanzo di amministrazione 2019 è di 6,5 milioni, con un peggioramento di 4,8 milioni rispetto al disavanzo di amministrazione di 1,7 milioni del 2018. Più nel dettaglio, la voce che ha subito la variazione più eclatante è quella del fondo crediti di dubbia esigibilità, salita nel 2019 dai 20,1 milioni del 2018 a ben 30,7 milioni, con un salto di 9,8 milioni (+ 47%).
I valori suddetti rappresentano un corposo ripulisti dei conti presentati in passato dall’amministrazione Sbrocca, ritenuti evidentemente poco realistici. La proposta di rendiconto 2019 è stata approvata dalla Giunta Roberti all’unanimità, incluso l’attuale vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici, trasporti e viabilità, che nella Giunta Sbrocca ha ricoperto il ruolo di assessore al bilancio fino a pochi mesi dalle elezioni, quando si è dimesso ed ha cambiato schieramento.
Il deficit di 6,5 milioni a copertura dei fondi prudenziali a me sembra positivo sul piano contabile, perché migliora l’affidabilità dei conti del Comune di Termoli, ma bisogna altresì che l’amministrazione assuma adeguate iniziative di risanamento finanziario ed economico, di cui però al momento non v’è traccia.