Termoli, 6 luglio 2017 – di Pino D’Erminio
Il Consiglio comunale del 6 luglio ha
approvato la mozione Ciarniello-Nuozzi che pretenderebbe di vietare
l’installazione della rete digitale 5G (di quinta generazione) nel territorio
del Comune di Termoli. In realtà la mozione è passata “a minoranza”, nel senso
che hanno votato a favore 11 consiglieri sui 23 partecipanti alla seduta, si
sono astenuti 8 consiglieri (4 di “maggioranza”, tra cui il sindaco, 3 del PD e
la consigliera di Termoli Bene Comune), hanno votato contro i 4 consiglieri dei
5 stelle. Sul piano pratico, non è vero che tale votazione possa bloccare
l’adozione anche a Termoli della tecnologia 5G, in quanto la competenza per le
reti nazionali non è dei comuni.
E allora a che serve la mozione testé
approvata? Volendola nobilitare, essa ha un valore politico e comunque torna
utile a fini di autopromozione a buon mercato, visto che Ciarniello e Nuozzi
non hanno scritto di loro pugno una sola riga della mozione presentata, ma si
sono limitati a copiare la mozione proposta e bocciata alla Camera dei deputati
il 13 maggio 2019 (v. Atti Camera, pagg. 3-7) dai deputati: Sara Cunial, Silvia
Benedetti, Gloria Vizzini, Veronica Giannone (tutte elette M5S, espulse, ora
gruppo misto) e Manfred Schullian (eletto SVP).
Nel merito, cos’è mai il 5G? È
la tecnologia che sta sostituendo a livello mondiale il 4G (la rete che usiamo
coi telefonini), dalla quale si differenzia perché utilizza radiofrequenze più
elevate e lunghezze d’onda minori, con minore potere di penetrazione nei corpi,
ed adotta una diversa modalità di trasmissione del segnale, che non viene
irradiato in tutte le direzioni (a sfera), ma verso i ricevitori che si trovano
nel suo raggio di operatività. I vantaggi del 5G consistono nell’incremento
della quantità dei dati trasmessi ed in una velocità di trasmissione aumentata fino
a 10 volte rispetto al 4G. Ci sono anche degli svantaggi: mantenendo lo stesso
limite di potenza delle emissioni del 4G, data la minore capacità del 5G di
penetrare nei corpi (si pensi che è ostacolato anche dalle foglie e dalla
pioggia) il numero delle antenne dovrà essere triplicato o quadruplicato.
Riguardo ai rischi per la salute, al
momento nessuno è in grado di fornire risposte definitive, visto che l’utilizzo
“in vivo” del 5G è solo agli inizi; tuttavia, in linea teorica, dovrebbe essere
meno pericoloso del 4G, proprio per il minore potere di penetrazione delle
radiofrequenze utilizzate. Ciò nondimeno non devono essere trascurati controlli
continui ed accurati, che non riguardino solo il 5G e gli effetti di una
singola fonte di radiazioni elettromagnetiche, ma piuttosto l’effetto combinato
e prolungato dell’esposizione a più fonti, in ambito domestico e non.