Dopo la revoca il 20 febbraio 2023
della finanza di progetto per il completamento e l’ampliamento del cimitero da
parte della Giunta Roberti e la revoca il 9 luglio 2025 del Grande Scempio
(tunnel e complesso immobiliare polifunzionale Sant’Antonio-Pozzo Dolce) approvata
dalla Giunta Balice, la stessa sorte potrebbe attendere una terza finanza di
progetto voluta dalla Giunta Sbrocca, quella relativa al trasporto pubblico, al
terminal bus e ad altri servizi, che - a differenza delle prime due mai
trasformate in contratto - è stata sottoscritta il 22 settembre 2021. Lo si
deduce dalla delibera di Giunta n. 159 del 9 luglio, secondo la quale «è emersa la necessità di procedere ad
una valutazione giuridica globale del contratto in essere [con GTM], anche alla luce di eventuali scenari futuri», e che ha disposto di dare incarico ad un legale esterno di redigere
in proposito un parere pro veritate.
Al di là del linguaggio criptico e felpato, non si esclude la revoca anticipata
del contratto e della concessione di servizio. Il giorno successivo alla
delibera di Giunta, la determina dirigenziale n. 1628 ha incaricato l’avv.
Gianluca Piccinni – lo stesso che ha fatto le pulci al Grande Scempio –
preventivando una parcella di 5.171,57 euro onnicomprensiva. Meglio tardi che
mai, visto che la finanza di progetto relativa al trasporto pubblico urbano
trasuda criticità sia pre che post contrattuali.
Le criticità pre-contrattuali
La finanza di progetto per il TPL
(trasporto pubblico locale) e servizi connessi, ha preso le mosse il 7 dicembre
2017, con la delibera di Giunta n. 292, che ha recepito a tempo di record la
proposta ricevuta appena il giorno prima da GTM srl, di Giuseppe Larivera, ed ha
incaricato gli uffici tecnici di valutarne la fattibilità tecnica ed economica.
Dopo 15 mesi, il 18 marzo 2019, la delibera di Giunta n. 68 ha dichiarato la
fattibilità ed il pubblico interesse della finanza di progetto promossa da GTM.
La gara si è tenuta dal 3 aprile al 1° luglio 2019 (il 13 giugno alla Giunta
Sbrocca è subentrata quella Roberti) ed è stata aggiudicata il 20 luglio 2020
alla AIR Pullman SpA (unica concorrente, oltre a GTM), ma “riacciuffata” da
GTM, che si è avvalsa del diritto di prelazione, riservato al promotore della
finanza di progetto, che può estromettere l’impresa vincitrice della gara se si
impegna a praticare le condizioni migliorative presentate da questa.
Il 3 agosto 2020 nove cittadini - tra
i quali la consigliera comunale della Rete della sinistra – hanno inviato un
esposto a diverse autorità giudiziarie o di controllo, tra le quali l’ANAC,
segnalando tre “criticità” della finanza di progetto: 1°) l’assenza del “rischio
operativo” della concessione di servizio, che - grazie al prevalente contributo
pubblico e ad altri introiti - ha la garanzia di intascare come utile medio
annuo il 23% dei ricavi, secondo quanto dichiarato nel Piano
economico-finanziario redatto da GTM; 2°) la finanza di progetto doveva
riguardare l’affidamento della concessione del trasporto pubblico locale e di
quello scolastico, del terminal bus e la realizzazione e gestione di
investimenti in infrastrutture connesse alla mobilità urbana, ma che in realtà non
sono tutte tali, come la “riqualificazione” e gestione del parco comunale o la
costruzione della “copertura” (con ipotizzati ristorante, palestra e sala
conferenze) della piscina olimpionica ivi ubicata e la relativa gestione; 3°)
la fattibilità della finanza di progetto è stata dichiarata a fronte della
presentazione di un progetto di fattibilità estremamente lacunoso.
Il Consiglio dell’ANAC, nell’adunanza
del 12 gennaio 2022, ha accolto in pieno tutti e tre i rilevi illustrati
nell’esposto; ma il Comune di Termoli non vi si è uniformato, argomentando che
i pronunciamenti dell’ANAC non hanno valore vincolante e che, nel caso
specifico, l’ANAC si è espressa 17 mesi dopo l’esposto, mentre ha l’obbligo di
farlo entro 6 mesi, tanto più che la convenzione ed il contratto erano già
stati firmati da circa quattro mesi.
Il 19 aprile 2022 i quattro
consiglieri comunali del M5S e la consigliera della Rete della sinistra hanno
segnalato all’ANAC, alla Procura della Corte dei conti ed al Ministero delle
infrastrutture e della mobilità sostenibili una quarta illegittimità: contratto
e convenzione hanno la durata di 20 anni, in contrasto con il Regolamento
comunitario 1370/2007, art. 4, comma 3, che così recita: «I contratti di servizio pubblico sono conclusi per una durata
determinata non superiore a dieci anni per i servizi di trasporto con autobus
[…]».
Le criticità post-contrattuali
La proposta di GTM messa a gara
prevedeva investimenti per 7.646.500 euro (IVA esclusa), articolati in: 3.970.000
euro per la “riqualificazione” del parco comunale; 1.800.000 euro per
l’acquisto di 8 autobus nuovi diesel Euro 6; 300.000 euro per l’acquisto di un
nuovo trenino lillipuziano; 681.000 euro per “infrastrutture”; 413.500 euro per
la “riqualificazione delle aree di sosta”; 232.000 euro per la costituzione di
un servizio di bike sharing; 250.000
euro per le spese generali.
L’offerta migliorativa presentata da
AIR Pullman ha elevato gli investimenti a 9.968.742 euro (al netto dell’IVA),
inoltre al chilometraggio per i “servizi minimi” sostenuto dal contributo
pubblico ha aggiunto 60.961 km/anno gratuiti. Tra i nuovi investimenti, AIR
Pullman ha incluso il rinnovo totale del parco veicolare, con l’acquisto di 15
autobus diesel Euro 6, 2 autobus ibridi, 4 scuolabus ed un minibus per il
trasporto dei diversamente abili, tutti nuovi di zecca, dotati non solo di aria
condizionata, pedana ribassata e rampa di accesso per disabili, ma anche di
sistema di localizzazione satellitare AVM (Automatic Vehicle Monitoring), con
pannelli ed altoparlanti avvisatori di fermata, videosorveglianza e, per 6
veicoli operanti sulle linee principali, di sensori contapasseggeri. Tutti i
maggiori impegni di investimenti sono stati automaticamente accettati da GTM
nel momento in cui ha esercitato il diritto di prelazione. A distanza di 4 anni
dalla firma del contratto e della convenzione, GTM non ha rispettato quasi
nessuno deli impegni assunti.
Il rinnovo della flotta è stato
completamente disatteso. Non solo non si è rispettata l’offerta di AIR Pullman,
ma neanche la proposta iniziale della stessa GTM. Di autobus nuovi nemmeno
l’ombra. L’8 luglio 2024 sono stati messi in linea due piccoli autobus a
gasolio che si volevano fare passare per nuovi, ma che in realtà erano stati
immatricolati la prima volta in Germania, uno il 26/07/2016 e l’altro il
03/04/2017. Ad ordinare 12 autobus nuovi a metano (non ancora consegnati) ha
provveduto l’amministrazione comunale, investendo 4.188.699 euro di finanziamenti
statali, ottenuti in forza del decreto-legge 121/2021, art. 4, comma 3-ter, e del
successivo decreto attuativo 256/2022 del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti. Altra voce disattesa il rinnovo di pensiline e paline, dove non è
intervenuta GTM, ma parzialmente il Comune di Termoli, con un investimento da
PNRR di 533.000 euro. Non si critica l’opportunità di cogliere finanziamenti
pubblici, ma questi, che sarebbero spettati a GTM, dovrebbero essere sostituiti
con investimenti di pari importo a carico del concessionario.
Tra le omissioni è eclatante la mancata
copertura della piscina olimpionica, dove GTM si è limitata a proporre, senza
realizzarla, una tettoia in legno lamellare aperta ai lati, invece di una
copertura che consenta l’uso dell’impianto tutto l’anno, che secondo il
progetto di fattibilità avrebbe dovuto contenere addirittura una palestra un
ristorante ed una sala conferenze. Ciò nonostante, da due anni GTM gestisce a
canone zero la piscina olimpionica.
Per brevità si omettono tutti gli
altri investimenti disattesi. Gli unici investimenti sostenuti da GTM hanno
riguardato la realizzazione di una rotatoria di fronte al terminal bus e di una
ludoteca a pagamento nel parco comunale, invece di un’area giochi coperta
pubblica e gratuita. Sembra piuttosto improbabile che Giuseppe Larivera arrivi
ad investire i 10 milioni promessi.
Nel corso degli ultimi quattro anni l’amministrazione comunale non ha chiuso un occhio sulla vicenda, ma tutti e due; ben venga finalmente l’odierna resipiscenza, tanto più che il procedimento di revoca del contratto e della concessione può essere supportato non solo dalle illegittimità pre-contrattuali, ma specialmente dagli inadempimenti post-contrattuali, come previsto dall’art. 14, comma 1, lettera b) del contratto e dall’art. 21, comma 2, lettera d), della convenzione concessoria.