sabato 19 luglio 2025

Sotto esame giuridico contratto e convenzione sottoscritti tra il Comune di Termoli e GTM srl

 


Dopo la revoca il 20 febbraio 2023 della finanza di progetto per il completamento e l’ampliamento del cimitero da parte della Giunta Roberti e la revoca il 9 luglio 2025 del Grande Scempio (tunnel e complesso immobiliare polifunzionale Sant’Antonio-Pozzo Dolce) approvata dalla Giunta Balice, la stessa sorte potrebbe attendere una terza finanza di progetto voluta dalla Giunta Sbrocca, quella relativa al trasporto pubblico, al terminal bus e ad altri servizi, che - a differenza delle prime due mai trasformate in contratto - è stata sottoscritta il 22 settembre 2021. Lo si deduce dalla delibera di Giunta n. 159 del 9 luglio, secondo la quale «è emersa la necessità di procedere ad una valutazione giuridica globale del contratto in essere [con GTM], anche alla luce di eventuali scenari futuri», e che ha disposto di dare incarico ad un legale esterno di redigere in proposito un parere pro veritate. Al di là del linguaggio criptico e felpato, non si esclude la revoca anticipata del contratto e della concessione di servizio. Il giorno successivo alla delibera di Giunta, la determina dirigenziale n. 1628 ha incaricato l’avv. Gianluca Piccinni – lo stesso che ha fatto le pulci al Grande Scempio – preventivando una parcella di 5.171,57 euro onnicomprensiva. Meglio tardi che mai, visto che la finanza di progetto relativa al trasporto pubblico urbano trasuda criticità sia pre che post contrattuali.

Le criticità pre-contrattuali

La finanza di progetto per il TPL (trasporto pubblico locale) e servizi connessi, ha preso le mosse il 7 dicembre 2017, con la delibera di Giunta n. 292, che ha recepito a tempo di record la proposta ricevuta appena il giorno prima da GTM srl, di Giuseppe Larivera, ed ha incaricato gli uffici tecnici di valutarne la fattibilità tecnica ed economica. Dopo 15 mesi, il 18 marzo 2019, la delibera di Giunta n. 68 ha dichiarato la fattibilità ed il pubblico interesse della finanza di progetto promossa da GTM. La gara si è tenuta dal 3 aprile al 1° luglio 2019 (il 13 giugno alla Giunta Sbrocca è subentrata quella Roberti) ed è stata aggiudicata il 20 luglio 2020 alla AIR Pullman SpA (unica concorrente, oltre a GTM), ma “riacciuffata” da GTM, che si è avvalsa del diritto di prelazione, riservato al promotore della finanza di progetto, che può estromettere l’impresa vincitrice della gara se si impegna a praticare le condizioni migliorative presentate da questa.

Il 3 agosto 2020 nove cittadini - tra i quali la consigliera comunale della Rete della sinistra – hanno inviato un esposto a diverse autorità giudiziarie o di controllo, tra le quali l’ANAC, segnalando tre “criticità” della finanza di progetto: 1°) l’assenza del “rischio operativo” della concessione di servizio, che - grazie al prevalente contributo pubblico e ad altri introiti - ha la garanzia di intascare come utile medio annuo il 23% dei ricavi, secondo quanto dichiarato nel Piano economico-finanziario redatto da GTM; 2°) la finanza di progetto doveva riguardare l’affidamento della concessione del trasporto pubblico locale e di quello scolastico, del terminal bus e la realizzazione e gestione di investimenti in infrastrutture connesse alla mobilità urbana, ma che in realtà non sono tutte tali, come la “riqualificazione” e gestione del parco comunale o la costruzione della “copertura” (con ipotizzati ristorante, palestra e sala conferenze) della piscina olimpionica ivi ubicata e la relativa gestione; 3°) la fattibilità della finanza di progetto è stata dichiarata a fronte della presentazione di un progetto di fattibilità estremamente lacunoso.

Il Consiglio dell’ANAC, nell’adunanza del 12 gennaio 2022, ha accolto in pieno tutti e tre i rilevi illustrati nell’esposto; ma il Comune di Termoli non vi si è uniformato, argomentando che i pronunciamenti dell’ANAC non hanno valore vincolante e che, nel caso specifico, l’ANAC si è espressa 17 mesi dopo l’esposto, mentre ha l’obbligo di farlo entro 6 mesi, tanto più che la convenzione ed il contratto erano già stati firmati da circa quattro mesi.

Il 19 aprile 2022 i quattro consiglieri comunali del M5S e la consigliera della Rete della sinistra hanno segnalato all’ANAC, alla Procura della Corte dei conti ed al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili una quarta illegittimità: contratto e convenzione hanno la durata di 20 anni, in contrasto con il Regolamento comunitario 1370/2007, art. 4, comma 3, che così recita: «I contratti di servizio pubblico sono conclusi per una durata determinata non superiore a dieci anni per i servizi di trasporto con autobus […]».

Le criticità post-contrattuali

La proposta di GTM messa a gara prevedeva investimenti per 7.646.500 euro (IVA esclusa), articolati in: 3.970.000 euro per la “riqualificazione” del parco comunale; 1.800.000 euro per l’acquisto di 8 autobus nuovi diesel Euro 6; 300.000 euro per l’acquisto di un nuovo trenino lillipuziano; 681.000 euro per “infrastrutture”; 413.500 euro per la “riqualificazione delle aree di sosta”; 232.000 euro per la costituzione di un servizio di bike sharing; 250.000 euro per le spese generali.

L’offerta migliorativa presentata da AIR Pullman ha elevato gli investimenti a 9.968.742 euro (al netto dell’IVA), inoltre al chilometraggio per i “servizi minimi” sostenuto dal contributo pubblico ha aggiunto 60.961 km/anno gratuiti. Tra i nuovi investimenti, AIR Pullman ha incluso il rinnovo totale del parco veicolare, con l’acquisto di 15 autobus diesel Euro 6, 2 autobus ibridi, 4 scuolabus ed un minibus per il trasporto dei diversamente abili, tutti nuovi di zecca, dotati non solo di aria condizionata, pedana ribassata e rampa di accesso per disabili, ma anche di sistema di localizzazione satellitare AVM (Automatic Vehicle Monitoring), con pannelli ed altoparlanti avvisatori di fermata, videosorveglianza e, per 6 veicoli operanti sulle linee principali, di sensori contapasseggeri. Tutti i maggiori impegni di investimenti sono stati automaticamente accettati da GTM nel momento in cui ha esercitato il diritto di prelazione. A distanza di 4 anni dalla firma del contratto e della convenzione, GTM non ha rispettato quasi nessuno deli impegni assunti.

Il rinnovo della flotta è stato completamente disatteso. Non solo non si è rispettata l’offerta di AIR Pullman, ma neanche la proposta iniziale della stessa GTM. Di autobus nuovi nemmeno l’ombra. L’8 luglio 2024 sono stati messi in linea due piccoli autobus a gasolio che si volevano fare passare per nuovi, ma che in realtà erano stati immatricolati la prima volta in Germania, uno il 26/07/2016 e l’altro il 03/04/2017. Ad ordinare 12 autobus nuovi a metano (non ancora consegnati) ha provveduto l’amministrazione comunale, investendo 4.188.699 euro di finanziamenti statali, ottenuti in forza del decreto-legge 121/2021, art. 4, comma 3-ter, e del successivo decreto attuativo 256/2022 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Altra voce disattesa il rinnovo di pensiline e paline, dove non è intervenuta GTM, ma parzialmente il Comune di Termoli, con un investimento da PNRR di 533.000 euro. Non si critica l’opportunità di cogliere finanziamenti pubblici, ma questi, che sarebbero spettati a GTM, dovrebbero essere sostituiti con investimenti di pari importo a carico del concessionario.

Tra le omissioni è eclatante la mancata copertura della piscina olimpionica, dove GTM si è limitata a proporre, senza realizzarla, una tettoia in legno lamellare aperta ai lati, invece di una copertura che consenta l’uso dell’impianto tutto l’anno, che secondo il progetto di fattibilità avrebbe dovuto contenere addirittura una palestra un ristorante ed una sala conferenze. Ciò nonostante, da due anni GTM gestisce a canone zero la piscina olimpionica.

Per brevità si omettono tutti gli altri investimenti disattesi. Gli unici investimenti sostenuti da GTM hanno riguardato la realizzazione di una rotatoria di fronte al terminal bus e di una ludoteca a pagamento nel parco comunale, invece di un’area giochi coperta pubblica e gratuita. Sembra piuttosto improbabile che Giuseppe Larivera arrivi ad investire i 10 milioni promessi.

Nel corso degli ultimi quattro anni l’amministrazione comunale non ha chiuso un occhio sulla vicenda, ma tutti e due; ben venga finalmente l’odierna resipiscenza, tanto più che il procedimento di revoca del contratto e della concessione può essere supportato non solo dalle illegittimità pre-contrattuali, ma specialmente dagli inadempimenti post-contrattuali, come previsto dall’art. 14, comma 1, lettera b) del contratto e dall’art. 21, comma 2, lettera d), della convenzione concessoria.

lunedì 14 luglio 2025

Finalmente defunto il Grande Scempio

 


La fine del Grande Scempio è stata decretata con la delibera di Giunta n. 161 del 9 luglio, che ha revocato per venire meno della fattibilità e del pubblico interesse il suo atto di nascita: la delibera di Giunta n. 291 del 5 novembre 2015; la vicenda ha in realtà preso l’avvio con la delibera di Giunta n. 245 del 25 settembre 2014, che autorizzava gli uffici tecnici competenti ad avviare un confronto concorrenziale per la realizzazione, in finanza di progetto, di un parcheggio multipiano sotto Piazza Sant’Antonio, del recupero del parcheggio multipiano (in abbandono) del Pozzo Dolce e di «un collegamento viario alternativo con il lungomare nord» (il futuro tunnel). In totale fanno quasi 11 anni. Come prescritto dalla legge 241/1990, la revoca è stata preceduta dalla comunicazione a De Francesco Costruzioni dell’avvio del procedimento di revoca, avvenuta una prima volta il 20 giugno ed una seconda il 23, elencando le criticità riscontrate ed invitando la destinataria a produrre le sue controdeduzioni nel termine di 7 giorni. De Francesco Costruzioni ha risposto ai rilievi sollevati dal Comune il 26 giugno, ma essi sono stati considerati inadeguati dall’amministrazione comunale, perché si ridurrebbero «a riaffermare la pretesa e presunta esistenza di un affidamento maturato nel tempo». Il Grande Scempio ha tuttavia lasciato un erede, il Figlio del Grande Scempio, alias Rigenerazione urbana, per la realizzazione con 5 milioni di fondi PNRR di un parcheggio sotto Piazza Sant’Antonio, la “riqualificazione” della superficie della piazza ed il recupero del parcheggio abbandonato del Pozzo Dolce. Dubito che il Figlio del Grande Scempio avrà vita facile.

Le censure opposte dall’amministrazione al Grande Scempio sono una novità?

Le censure dell’amministrazione comunale al Grande Scempio sono state redatte sulla scorta del parere pro veritate prodotto dall’avv. Gianluca Piccinni, con studio a Roma, incaricato il 3 aprile, che in due settimane ha sviluppato un ottimo lavoro, meritando la parcella di poco meno di diecimila euro. Nel leggere nella delibera di revoca la sintesi delle illegittimità rilevate dall’avv. Piccinni ho ritrovato le stesse critiche sollevate tempo fa dal Comitato No Tunnel e da me stesso in una serie di articoli; critiche alle quali sono rimaste tenacemente sorde la Giunta Sbrocca, quella Roberti-Ferrazzano e, fino a poco fa, anche la Giunta Balice. Misteri dell’otoiatria.

C’è solo un punto che per me è stato una novità: la verifica del progetto esecutivo - obbligatoria per legge prima della firma del contratto - affidata tramite gara a Cavallaro & Mortoro srl di Scafati (SA) (determina n. 52 del 17 gennaio 2019) - era stata effettivamente realizzata ed aveva rilevato numerose “non conformità” progettuali ed economiche. Il Comune di Termoli ha chiesto copia di tale relazione solo il 28 dicembre 2023 e Cavallaro & Mortoro ha inoltrato il documento, specificando che all’epoca si sono tenute diverse riunioni con i progettisti per dirimere le non conformità, ma non ha fatto seguito alcuna modifica. Dunque, in mancanza del parere di conformità tecnica ed economica, il contratto con De Francesco Costruzioni non poteva essere firmato.

Perché la revoca è intervenuta solo ora? Quando e chi avrebbe dovuto esercitarla?

Risaliamo al 4 giugno 2021, quando l’allora Giunta Roberti ha risposto all’avviso per l’assegnazione di fondi PNRR per la “rigenerazione urbana”, ed al 30 dicembre 2021, quando il Ministero degli affari interni ha ammesso al relativo finanziamento di 5 milioni il Comune di Termoli. Sempre la Giunta Roberti, l’8 febbraio 2022 ha chiesto alla Regione di riprogrammare i 5 milioni riservati al tunnel sul finanziamento di un parcheggio multipiano in Piazza Donatori di sangue. La riprogrammazione è stata approvata, a condizione che il sindaco firmasse personalmente la richiesta e sollevasse la Regione da ogni eventuale responsabilità, cosa che è avvenuta l’11 ottobre 2022. Il venire meno del finanziamento per il tunnel è una revoca di fatto del Grande Scempio ed il procedimento di revoca andava avviato formalmente quantomeno subito dopo l’11 ottobre 2022 dalla Giunta Roberti.

I fratelli De Francesco “sbancheranno” il Comune?

Prima ancora della “dipartita” ufficiale del Grande Scempio, le cassandre hanno predetto catastrofici danni economici al Comune, conseguenti a risarcimenti miliardari da riconoscere ai fratelli De Francesco. Puro allarmismo senza fondamento. Non solo l’eventuale responsabilità dell’amministrazione sarebbe soltanto precontrattuale, ma il comma 1-bis dell’art. 21-quinquies della ricordata legge 241/1990 precisa: «Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea  valutazione della compatibilità di tale atto con l'interesse pubblico.» Dunque i fratelli De Francesco possono aspirare al massimo all’indennizzo del solo danno emergente, non a mancati utili o penali. Non solo, il comma dice anche che nel riconoscere l’indennizzo bisogna tenere conto di quanto i fratelli De Francesco avessero o potessero avere contezza di eventuali illegittimità del procedimento e incompatibilità con il pubblico interesse; circostanze queste tante e tali da generare l’imbarazzo della scelta. Lo sbandierato spauracchio dei risarcimenti può ridursi ad uno zero tondo tondo.

venerdì 11 luglio 2025

L’aggiudicazione fast della “Rigenerazione urbana”

 


Fino ad ora, la Giunta Balice ha gestito il più copertamente possibile la “Rigenerazione urbana del Pozzo Dolce e del Piano di Sant’Antonio”, versione riprogrammata e ridimensionata, messa a gara il 9 giugno, aggiudicata il 25 e contrattualizzata entro il 30 dello stesso mese. Gara, aggiudicazione e contratto si sono svolti in tempi fulminei, senza che l’amministrazione si sia peritata di rendere noto il progetto definitivo aggiudicato, non dico ai comuni cittadini, ma neanche ai consiglieri comunali. In attesa che chi sa si degni di informare anche il popolo sui contenuti progettuali, esaminiamo come ed a chi è stata aggiudicata la gara, per quello che risulta dai verbali della commissione giudicatrice, composta dall’ing. Gianfranco Bove (presidente), dall’arch. Francesco Paolo Avellino e dall’arch. Emanuele Iorio; verbali che l’amministrazione ha dovuto pubblicare per obbligo di legge sulla sua CUC (Centrale Unica di Committenza), che si appoggia alla piattaforma “Traspare”.

Commissione giudicatrice a velocità fotonica

Il termine per la presentazione delle offerte, fissato alle ore 12 del 24 giugno, era spirato da appena mezz’ora, quando la commissione giudicatrice si è riunita in seduta pubblica alle 13 in punto, per scrutinare la correttezza formale dei documenti presentati dalle sei imprese che hanno risposto, sulle 31 invitate a partecipare alla gara. La seduta pubblica si è chiusa dopo due ore, con l’ammissione di tutte e sei le imprese all’esame di merito, ed è proseguita senza soluzione di continuità in seduta riservata, con l’esame delle offerte tecniche. Alle 19:30, dopo altre 4 ore e mezza, l’esame tecnico è stato sospeso, ma ripreso alle 21:00, per concludersi finalmente alle 23:20. Una maratona da primato mondiale: 2 ore per i controlli amministrativi e poi 6 ore e 50 minuti per analizzare le offerte tecniche, con una pausa di un’ora e mezza per ora di cena. Roba da fare impallidire Stachanov.

Il giorno seguente la commissione si è nuovamente riunita in seduta pubblica a mezzogiorno per comunicare i punteggi assegnati alle offerte tecniche, esaminare le offerte economica e temporale, ed infine proclamare l’impresa aggiudicataria. Non è chiaro quando la seduta si sia conclusa, perché nel verbale sono indicate le ore 10:15, eventualità evidentemente impossibile, a meno di possedere la DeLorean (pron. delòrian) di Ritorno al futuro, in grado di viaggiare avanti e indietro nel tempo.

La valutazione delle offerte

Il dato che più meraviglia è il poco tempo impiegato per valutare le sei offerte tecniche, trattandosi di un appalto cosiddetto “integrato”, cioè in cui sono i concorrenti che devono produrre i progetti definitivi, prendendo a riferimento il sommario progetto di fattibilità tecnico-economica predisposto dal Comune. Tanto più che la valutazione dell’offerta tecnica pesa di gran lunga di più nell’assegnazione dei punteggi, rispetto all’offerta economica (ribasso sull’importo base di gara) ed a quella temporale (accorciamento dei tempi di realizzazione), e pertanto richiede particolare attenzione.

Il peso ed i criteri di valutazione delle tre aree - tecnica, economica e temporale – sono prefissati nel disciplinare di gara, che non conosciamo, perché è contenuto nella lettera di invito alle imprese, che non è stata pubblicata su Traspare; tuttavia, qualcosa possiamo desumere dai verbali della commissione giudicatrice. I punteggi massimi dovrebbero essere 85 centesimi per l’offerta tecnica, 10 centesimi per quella temporale e 5 centesimi per quella economica.

Nell’offerta tecnica le prime tre classificate sono state: COGECO 2025 srl (78,45 punti), Consorzio Artigiani Romagnoli (76,55 punti) e Scarnata Costruzioni srl (76,50 punti). Nell’offerta temporale tutte le imprese partecipanti hanno ottenuto 10 punti, tranne il Consorzio Artigiani Romagnoli che ne ha conseguiti 9,22. Tra le tre imprese di testa poteva essere decisiva l’offerta economica, ma così non è stato, perché questa mette in palio solo 5 punti, per di più attribuiti con un criterio meno che proporzionale, che svantaggia i ribassi. COGECO 2025 ha offerto un ribasso appena dell’1,75%, Scarnata del 5,32% e Consorzio Artigiani Romagnoli del 7,93%. All’impresa che ha offerto il maggiore ribasso, pari al 20%, sono andati 5 punti; ma, con il computo meno che proporzionale, COGECO 2025 ha ottenuto 3,07 punti, Scarnata 3,84 punti e Consorzio Artigiani Romagnoli 4,16 punti. Conclusione: COGECO 2025 srl si è aggiudicata la gara con 91,52 punti.

Di chi è COGECO 2025 srl

La società è stata costituita il 10 febbraio 2025, guarda caso quando il sindaco Balice ha “rotto” con i fratelli De Francesco, dichiarando alla stampa che non intendeva stravolgere il Piano di Sant’Antonio ed il Pozzo Dolce. La sede legale di COGECO 2025 è a Roma, ma le radici sono venafrane e fanno capo alla famiglia Cotugno. Amministratore unico è Vincenzo Cotugno, esponente politico di spicco di lunga data della destra molisana. La società è controllata al 100% da REDES srl, anch’essa con sede legale a Roma, costituita il 15 maggio 2017, avente un capitale sociale di 428.000 euro e zero dipendenti. Amministratore unico di REDES è Danilo Cotugno, figlio di Vincenzo, che detiene il 49% del capitale, un altro 49% è in mano al fratello Nicandro, il restante 2% è intestato alla loro madre, Giuseppina Patriciello, sorella del ben noto Aldo Patriciello, anch’egli “storico” ed influente esponente politico della destra molisana, oltre che imprenditore di successo.