sabato 29 ottobre 2022

Nuovi arredi urbani in Piazza Monumento e Corso Nazionale: oltre alla spesa il danno.

 La legge 234/2021 (budget 2022 e piano 2022-2024), emanata dal Governo Draghi, ha previsto che «Per gli anni 2022 e 2023, sono assegnati ai comuni contributi per investimenti finalizzati alla manutenzione straordinaria delle strade comunali, dei marciapiedi e dell'arredo urbano, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l'anno 2022 e 100 milioni di euro per l'anno 2023.» (art. 1, comma 407, primo periodo). Per i comuni con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti, come Termoli, sono stati previsti contributi pari a 125.000 euro ciascuno per il 2022 ed ulteriori 62.500 euro per il 2023, erogati dal Ministero dell’interno. Tali contributi devono essere aggiuntivi agli investimenti già programmati dai comuni allo stesso scopo.

Il Comune di Termoli ha deciso di spendere i 125.000 euro del 2022 in arredi urbani da collocare lungo il Corso Nazionale ed in Piazza Monumento (ufficialmente Vittorio Veneto). Rispetto a questa scelta, non risultano all’amministrazione priorità alternative, finalizzate alla manutenzione di strade e marciapiedi? L’amministrazione ha già previsto nel 2022 l’investimento di un milione su svariate strade, finanziato con fondi propri, e di 611.000 euro su Via delle Acacie e sulle Vie Pascoli e Manzoni, finanziato con fondi ministeriali; tuttavia, oltre alle strade in cui si è già programmato di intervenire, nel territorio comunale ne esistono altre in uno stato deprecabile, che avrebbero meritato di essere anteposte agli arredi urbani in Centro città.

A prescindere dall’opportunità di una finalizzazione diversa, i 125.000 euro spesi in Centro ne hanno migliorato la fruibilità e la piacevolezza estetica?

L’intervento in Piazza Monumento è consistito nella sostituzione delle panchine con struttura portante in ghisa e seduta e spalliera in doghe di legno, visivamente leggere e discrete, con “divani” massicci in conglomerato cementizio, pesanti e maestosi, decisamente inadatti al contesto della piazza. Delle precedenti panchine (spero almeno che non siano state buttate, ma riutilizzate in altri siti) se ne è salvata solo una, la panchina dipinta in rosso, simboleggiante il rifiuto della violenza sulle donne, che l’amministrazione non ha osato eliminare (almeno per ora) per il suo significato politico. Per avere la dimostrazione plastica dello sfregio estetico conseguente alla sostituzione delle panchine, basta osservare la sopravvissuta panchina rossa e la nuova che le sta affianco.


L’intervento lungo il Corso è anche peggio. Oltre un secolo fa, quando venne creata la maglia urbanistica dell’attuale Centro, il Corso fu bordato sui due lati da oleandri, fatti crescere in forma arborea. Il colpo d’occhio del Corso era bellissimo: gli oleandri non solo sono sempreverdi, ma da aprile a settembre esplodono in una ricca fioritura. Tra l’altro si tratta di piante frugali ed eliofile, adatte al clima ventoso di Termoli.

Tutto ciò è stato distrutto dal rifacimento del Corso, progettato dall’amministrazione Di Brino e, dopo la sua caduta anticipata, realizzato dall’amministrazione Sbrocca. Ad onor del vero, la nuova amministrazione cancellò le soluzioni urbanistiche più assurde e sguaiate immaginate dalla precedente; ne mantenne però una: la totale sparizione degli oleandri. Oggi il Corso ha perso quel corredo verde, che nei mesi caldi offriva anche una rinfrescante ombra fiorita, ed ha assunto un aspetto algido e anonimo. Quale migliore occasione per l’amministrazione Roberti di rimediare al guasto, ricollocando due file di oleandri lungo il Corso? Invece no. Sono stati piazzati imponenti manufatti cementizi, che accoppiano una seduta ad arco ad una fioriera ad arco rovesciato.


Le fioriere al momento sono vuote, ma anche quando vi sarà collocato del verde, sarà comunque del verde da fioriera; nulla a che vedere con un’alberatura. Senza trascurare che le fioriere vanno accudite di continuo, se non altro per ripulirle dai rifiuti buttati da persone incivili. Il Corso non ne risulta certo abbellito.


Commento del prof. arch. Luigi Marino

Mi piacerebbe sapere se il progettista di questi mausolei faraonici, chi li ha costruiti e soprattutto chi ha deciso di comprarli per Termoli, ha provato a sedercisi e restarci per almeno una decina di minuti.