I beni immobili degli enti locali che non assolvono più a funzioni di pubblico interesse possono essere venduti oppure dati in locazione o comodato. Tali beni devono essere indicati nel “piano delle alienazioni e valorizzazioni”, parte integrante della sezione operativa del “documento unico di programmazione” (DUP) triennale, che deve essere approvato dal consiglio dell’ente locale.
Le aree e gli immobili in Viale Trieste, dove avevano sede l’Istituto nautico e la scuola secondaria di primo grado Schweitzer, figurano senza esito da molti anni nel piano delle alienazioni e valorizzazioni del Comune di Termoli. Inizialmente i due istituti sono stati proposti in vendita a 11.634.000 euro. Vista l’assenza di offerte, dal piano 2019-2021 il prezzo dei due immobili è stato dimezzato, scendendo a 5.886.250 euro, ma neanche questo è bastato nonostante che, grazie alla famigerata legge regionale 30/2009, demolendo e ricostruendo è possibile incrementare l’attuale cubatura fuori terra degli edifici del 90%.
Con il piano delle alienazioni e valorizzazioni 2021-2023,
l’amministrazione Roberti si accinge a riprovarci, aggiungendo un ulteriore
incentivo: la cessione dei due immobili avverrebbe in pagamento parziale o
totale di «interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico
comunale» (delibera di giunta n. 275,
del 13/11/2020). Secondo il programma
2020-2022 delle opere pubbliche, gli interventi sugli edifici scolastici
riguardano miglioramenti sismici, per un costo stimato di 4.264.152 euro entro
il 2021, più altri 1.978.142 euro nel 2022. Il vantaggio per il costruttore che
fosse interessato a Nautico e Schweitzer consiste nel fatto che li pagherebbe
“in natura”, acquisendo contemporaneamente l’appalto per i lavori relativi alle
scuole.
Ma siamo sicuri che i due immobili non siano più di pubblico interesse? L’edificio dell’ex Nautico si dice pericolante a causa della falda freatica, ma non risulta nessuna perizia tecnica che lo attesti e tale circostanza non è menzionata nella scheda descrittiva allegata al piano delle alienazioni e valorizzazioni. Proprio questo edificio è ora parzialmente utilizzato da SAE 112 onlus (ambulanze); invece, alcuni locali della ex Schweitzer sono stati concessi al locale club Juventus, mentre altri ospitano l’Università della terza età. Tolti i metri quadri concessi a SAE 112 ed all'Università della terza età, valorizzazioni opportune e da mantenere, la gran parte della superficie utile dei due immobili potrebbe essere proficuamente utilizzata dal Comune di Termoli per usi istituzionali.
Potrebbero essere risparmiati 96.000 euro all’anno di locazioni
passive, che il Comune paga per la biblioteca comunale Gennaro Perrotta (39.000
euro/anno) e per gli uffici cultura, sociale e patrimonio (57.000 euro/anno), che
occupano due piani dell’edificio della Curia vescovile di Largo Vittime delle
foibe. Dopo la chiusura della Galleria civica, che aveva sede nella ex chiesa
di Sant’Antonio, non esiste una sala comunale che possa ospitare convegni o
rappresentazioni teatrali e musicali per piccole formazioni; una tale sala potrebbe
essere ricavata in una delle due ex scuole.
C’è da considerare infine la funzione ambientale e sociale della
piccola pineta antistante le due ex scuole, che copre una superficie di 2.700
mq circa, sui 9.164 mq di superficie fondiaria in vendita. Un polmone verde di
dimensioni modeste, ma prezioso in una città come Termoli dove le alberature,
quando esistono, sono quasi esclusivamente lineari (lungo le strade) e mal
curate, anche nell’unico parco comunale esistente. Che ne sarebbe di questo
rettangolo verde, se venduto al privato? Ammesso – nell’ipotesi più ottimistica
– che venisse mantenuto, non si tratterebbe più di verde pubblico, a disposizione
di chiunque, ma di verde privato, riservato ai proprietari degli appartamenti
che verrebbero costruiti.
Nautico e Schweitzer non sono da vendere. Essi possono essere
utilizzati nel pubblico interesse, cosa che in parte già fanno, ospitando SAE 112, l'Università della terza età e la pineta. La loro vendita non deve essere incentivata, anzi
devono sparire dal piano delle alienazioni e valorizzazioni 2021-2023, sul
quale il consiglio comunale sarà presto chiamato a deliberare.
POST SCRIPTUM
La giunta Sbrocca (a pochi giorni dalle ultime elezioni comunali) ha
preso atto della proposta preliminare della Curia vescovile per la
realizzazione in Via Elba della “Cittadella del sociale” (DGC n. 93, dell’8 aprile
2020). Come corollario, la proposta prevede il ritorno della ex chiesa di
Sant’Antonio nella proprietà della Curia, in cambio del palazzo di Largo
Vittime delle foibe. Se e quando ciò dovesse avvenire, il Comune acquisirebbe
in proprietà l’intero palazzo di cui ora occupa in locazione. In tale evenienza,
ritengo che la scelta più opportuna – estetica e funzionale – sia la
demolizione del palazzo di Largo Vittime delle foibe. La solidità strutturale
di questo immobile è dubbia e visitandolo sono evidenti le deformazioni nei
solai. All’esterno esso si presenta come uno scatolone che copre metà facciata
del seminario, che invece è un edificio di un certo pregio architettonico.